Cronicario: E adesso scoppia la guerra fra ricchi


Proverbio del 5 febbraio Per innalzare una muraglia serve mettere pietra su pietra

Numero del giorno 48,8 Indice Pmi Italia a gennaio (sotto 50 è contrazione)

Due ottime notizie di giornata confermano che ormai è pressoché completata la memorabile impresa iniziata dal governo del cambiamento:  l’abolizione della povertà.

La prima ve la dico così com’è, pura e semplice: il consiglio dei ministri ha appena indicato l’ormai ex ministro Pamplona capo della Consob, dove era atteso da mesi un notissimo economo assai bravo a raccontare quello che molti amano sentirsi dire.

Tanti si chiederanno cosa c’entri con la Consob il celeberrimo ormai ex ministro, teorico erudito del risparmio contrazionario nonché illuminato conoscitore di nuove forme di modellistica econometrica cinese.

Ma se lo chiedono solo perché ignorano la visione generale del governo del cambiamento. Lassù sulle vette innevate della Consob, il nostro Grande Vecchio potrà sicuramente vegliare e vigilare sui mercati, che notoriamente, sono un covo di arricchiti che generano risparmio contrazionario, che ben altro impiego avrebbe se potesse essere affidato alle mani sapienti del governo.

La seconda notizia arriva dal fronte sindacale, come sempre in ritardo sulla storia. Un gruppo di costoro, auditi in una sorda e grigia commissione parlamentare, ha detto che il reddito di parannanza, che ha generato un sito internet, oltre alla postpay anonima, “può scatenare una guerra fra poveri”. Con ciò dimostrando di non aver capito l’aria che tira.

Intanto perché la povertà è stata abolita, e se non se ne sono accorti peggio per loro. Poi perché se fosse pure vero che il reddito cardaceo spiazza il lavoro, rendendo più conveniente stare a casa, vorrebbe dire semplicemente che stiamo andando nella direzione giusta. Il governo del cambiamento non provocherà nessuna guerra fra poveri. Al massimo fra ricchi.

A domani.

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