Cronicario: E’ arrivato il boom della decrescita


Proverbio del 7 febbraio Di tutti gli stratagemmi il migliore è sapere quando finirla

Numero del giorno: 0,2 Incremento % commercio al dettaglio in Italia nel 2018 sul 2017

Come sempre le parole giuste, per commentare le splendide notizie che arrivano da ogni dove sullo stato di salute della nostra economia le trova il nostro grande vicepremier Uno (o Due, fate voi) che alla domanda dei soliti pennivendoli che agitavano le previsioni degli antipaticissimi brussellesi sulla nostra economia ha risposto: “Non amo parlare di chi non ha beccato le previsioni negli ultimi dieci anni. Secondo noi succederà il contrario, se metti nelle tasche degli italiani 20 miliardi di euro, l’economia va indietro o va avanti? L’anno prossimo vedremo se avevamo ragione noi o gli economisti”.

E tuttavia una volta tanto gli economisti sono stati sorprendenti. Le previsioni d’inverno della Commissione Ue, infatti, oggi ci dicono questo.

Ieri, ossia nelle previsioni di autunno. Ci dicevano quest’altro.

In pratica anche gli economisti, come d’altronde i nostri politici, hanno visto un boom.

e lo hanno visto nascere anche loro fra l’autunno e l’inverno. Addirittura un punto percentuale di differenza fra le due previsioni. Dal +1,2 di pil autunnale al +0,2 invernale. Se non un boom questo, cosa sarà mai?

Ah, a proposito di decrescita felice, ve ne segnalo un’altra che sono sicuro farà la gioia dei feticisti della domanda aggregata, meglio se a deficit.

Magari se questi 90 mila italiani non fossero venuti a mancare – letteralmente intendo – nel corso del 2018 avremmo avuto uno zerovirgola in più di pil nel 2018 e magari anche quest’anno. Ma con venti miliardi di più nelle tasche dei superstiti si fa presto a sostituirli.

A domani.

 

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Un Commento

  1. stefano scopigno

    Da che mondo e mondo si sa che le previsioni sono numeri scritti nell’acqua, potrebbe essere +0,2 ……. – 0,9……. oppure +1,5. Stanno provando a fare il contrario di quello che finora ha fatto abbastanza schifo direi, ovvero l’austerity.
    Raddoppiare l’avanzo primario per fare pareggio di bilancio, stiamo parlando di ulteriori 30 mld da tagliare alla spesa pubblica, non sarebbe stata per nulla una bella idea, altro che + 0,2%, sicuramente ci sarebbe stato un bel segno meno davanti, e per ben diversi trimestri.Pareggiare il bilancio togliendo soldi alla spesa pubblica vorrebbe dire si, lasciare invariato lo stock di debito, ma vorrebbe dire anche diminuire PIL, perchè spesa pubblica è PIL. Eccolo la che il rapporto debito/PIL aumenterebbe nuovamente di molto. ( Tengo comunque a precisare che prendere come parametro di solidità di un paese, il rapporto debito/PIL è una cazzata immane. Non possiamo mettere in rapporto uno stock con un flusso, è da dementi).

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