L’istruzione paga sempre, specie nel lungo periodo


Poiché viviamo tempi nei quali sembra intelligente pensare che non serva un’istruzione per avere una vita soddisfacente, almeno dal punto di vista economico, è meglio ricordare che così non è. Si potrà pure diventare ricchi sgambettando su un palco o dietro un qualunque schermo, ma per quell’uno su mille che ce la fa, gli altri 999, privi di una istruzione solida dovranno fare i conti con livelli di reddito modesti. E soprattutto questa condizioni ha buone probabilità di essere ereditata anche dalla prole.

Detto altrimenti, non è per nulla intelligente pensare di poter fare a meno di una solida istruzione, specie in un mondo che diviene di ora in ora più complesso. E questa consapevolezza, che i nostri padri avevano istintivamente, oggi, che prevale la saggezza social, dobbiamo ricostruirla con pazienza, magari prendendo a prestito le ricerche degli economisti, come quella pubblicata dalla Fed di S.Louis.

Lettura moltro istruttiva, dalla quale emerge con chiarezza che non solo l’istruzione paga, ma soprattutto che “esistono ampi divari di reddito e ricchezza tra le famiglie che hanno lo stesso livello di istruzione ma che differiscono per quanto riguarda il livello di istruzione dei genitori del capofamiglia”. In pratica chi ha alle spalle una famiglia con un maggiore livello di istruzione, ed è a sua volta istruito, in media sta economicamente meglio.

Per esempio, scrive la Fed “il patrimonio netto (cioè la ricchezza) di una famiglia tipica con laureati di due generazioni, è del 39% (298.000 dollari) maggiore rispetto alla ricchezza della tipica famiglia di prima generazione (214.000)”. Non solo: “Perfino una famiglia guidata da qualcuno senza titoli superiori (ma il cui genitore è un laureato) possiede quasi il doppio di quello che ha una famiglia senza genitori laureati”.

Ciò dovrebbe indurre i tanti che predicano contro la diseguaglianza a spendersi per far funzionare meglio il nostro sistema scolastico, che ne avrebbe un gran bisogno, piuttosto che vagheggiare redistribuzioni politiche del reddito.

Peraltro l’istruzione ha anche il pregio di essere “contagiosa”. Il 60% dei capi famiglia censiti nell’analisi ha concluso il college se ha almeno un genitore laureato. Al contrario, se nessuno dei genitori è laureati, solo uno su quattro dei capifamiglia censiti completa il college.

In conclusione, chi dice che studiare non serve per guadagnare bene dice una stupidaggine. E il fatto che attorno a noi ci siano tanti esempi di ignoranti di successo non dovrebbe incoraggiarci a seguirne le orme. Dovrebbe preoccuparci.

Annunci

Un Commento

  1. Gior

    Pensi sempre ai soldi! E fai bene perche’ dietro ad ogni morale….MI ha fatto pensare che io ho un patrimono netto pari a 0. Mi sento un privilegiato, benche’ sia ampiamente sotto i livelli della classe media.
    Tornando alla formazione, l’Italia nell’OCSE e’ penultima, 18%, davanti alla Turchia per tasso di laureati sul totale della popolazione; penultima in Europa (26%) davanti alla Romania per laureati nella fascia 25-34 anni. Infatti siamo pure ultimi per spesa per istruzione/PIL nell’OCSE.

    Il popolo viene acculturato con elevati concetti come lo stato spendaccione, la spending review, pieno di statali….bla bla bla. Certo, i governi hanno assecondato le volonta’ delle impresette italiane, che non hanno bisogno di laureati ma di braccia dedicate all’agricoltura e teste vuote (volevo dire teste felici)……. Quindi perche’ spendere tanti soldi? E’ cosi’ che trova realizzazione l’attenzione dei ceti dominanti verso l’emancipazione del popolo. In compenso, al popolo vengono forniti tanti nemici e argomenti a costo 0 oggetto di elevate e forbite discussioni.

    E’ per questo motivo che l’Italia e’ un paese scanzonato? Eppure, abbiamo un’elevata disoccupazione tra i laureati avendo pochi laureati, come mai? Semplice, perche’ si e’ fortemente ridotta la presenza dello stato in economia. Lo stato e’ il principale datore di lavoro per i laureati. Quindi, uno stato che ha a cuore l’emancipazione dei cittadini da 20 anni taglia sulla formazione, la sanita’, l’assistenza sanitaria, la cultura…..tutto vero amore per il popolo! Strano, sembra proprio che le convinzioni degli italiani sia l’opposto dei fatti? Sara’ frutto del caso?

    Pensa, i governi si sono pure inventati la concorrenza tra sfigati per l’assunzione di laureati in imprese private: “Bonus per le assunzioni dei laureati eccellenti”, il che fa sembrare gli estensori di cotali furbastre leggi degli intelligentoni. Capito, “laureati eccellenti”, e se non sei eccellente e’ colpa tua asino; bello mio, vai a zappare. Intanto, in questo modo, il 50% delle imprese italiane ha ricevuto nel 2018 almeno un contributo (ho detto almeno 1), considerando che le imprese sono 4.400.000…. Mentre alle masse si raccontano barzellette, i modi per donare soldi pubblici di tutti alle imprese private (come sempre, indipendentemente dalla condizione economica dei proprietari) si trovano sempre, e, come sempre, nel silenzio della ragione soverchiato da lazzi, goool e rutti.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.