Cronicario: L’auto aziendale non si tocca, meglio quella privata


Proverbio del 26 novembre E’ sciocco innestare un bambù su un ciliegio

Numero del giorno: 5.800.000.000 Spesa annua per l’informatica nella PA italiana

Avere un governo che riconosce di aver fatto una minchiata – quella sulle auto aziendali nella fattispecie – è eroico abbastanza da meritare il plauso del vostro cacciatore – nonché propalatore – di minchiate qui presente. Sicché applaudiamo al nostro Primo Minestra che oggi, invitato all’Aci, ha ammesso che “sulle auto aziendali dobbiamo fare ammenda: con umiltà ci siamo messi al lavoro per rimodulare la misura fino a svuotarne l’effetto negativo che potrebbe avere sul sistema produttivo”.

Nell’attesa di scoprire che tipo di pratica paragnosta metterà in campo il governo per “svuotare l’effetto negativo”, possiamo immaginarne l’esito finale: gli automobilisti aziendali torneranno a sorridere.

Mi rimane il dubbio che piangeranno gli automobilisti casalinghi, quelli che l’auto se la comprano. E d’improvviso mi risuona la voce dell’uomo dal monte, stavolta in diretta dall’Aci, che nel suo solito studio comparato che fotografa i buoni e i cattivi nota assai contrariato come quasi 14 milioni di auto italiane siano ante euro 4 (il 35% del parco circolante) e che gli autobus Diesel Euro 3 rappresentano il 60% del parco autobus nazionale. “Una pianificazione eco-razionale della mobilità deve, quindi, prevedere investimenti per l’eliminazione o la sostituzione con usato recente”, dice il saggio.

Al Primo Minestra, uomo notoriamente sagace, non sfugge l’invito. E poiché è anche uomo di mondo (convenienza) ha già pronta la risposta. “Raccolgo l’invito a valutare la proposta del rinnovo del parco auto”, dice. Un obiettivo “compatibile con una scelta eco-razionale per prendere consapevolezza del fatto che in Italia abbiamo il parco
auto più vecchio d’Europa”. Ma attenzione: “Non sarà rinnovato necessariamente attraverso meccanismi incentivanti”.

E allora come si fa a far cambiar l’auto senza dare incentivi all’automobilista casalingo dovendo pur depurare la negatività dalla norma sulle auto aziendali?

Fuochino…

A domani.

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