Categoria: Cronache

Cronicario: Non serve più crescita, serve più crescina


Proverbio del 19 settembre Nel giorno della vittoria nessuno è stanco

Numero del giorno: 3.400.000.000 Prestiti Tltro-III chiesti alla Bce dalle banche dell’EZ

Diciamocelo chiaro: questa cosa che serva la crescita economica per essere felici è chiaramente sopravvalutata. Il nostro buonumore dipende da altro che da tabella come quella qua sotto, preparata da quegli aridoni dell’Ocse.

Ora, ma secondo voi, davvero mi devo deprimere perché quest’anno e il prossimo il come si chiama sarà dello zeroquattro piuttosto che dello zerotré, o perché il commercio internazionale va a farsi benedire?

Capisco le ragioni del consumismo, però possiamo vivere bene anche senza l’ultimo modello di smartphone. Anzi, pure senza smartphone: vivremmo benissimo.

Eh lo so. Direte: ma senza crescita come facciamo coi posti di lavoro? E santa pazienza: un annetto sabbatico ogni tanto mica fa male. Tanto, non è che ci sia tutta questo voglia di dare lavoro ultimamente. Figuriamoci quella di lavorare.

Perciò, datemi retta: non serve affatto la crescita economica per recuperare il buonumore. Serve altro: buoni sentimenti, parole gentili, gesti generosi. Soprattutto bisogna recuperare l’autostima! E per riuscire non serve più crescita. Occorre ben altro.

A domani.

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Arriva il nuovo Cronicario. Si chiamerà Cronicario


Proverbio del 16 settembre La vita dei morti sta nella memoria dei vivi

Numero del giorno: 2.400.000.000.000 Debito pubblico italiano a luglio

Riapriamo bottega dopo un’estate che ha portato consiglio e un sacco di altra roba.  La Nota Vicenda, per dire, che ci ha condotto dal governo del cambiamento al cambiamento del governo. Sicché abbiamo pensato che anche il Cronicario dovesse assumere un’aria nuova: cambiare, rinnovarsi, incarnare meglio lo spirito europeo che l’ha sempre caratterizzato.

Così dove un lunghissimo brainstorming di circa due minuti con noi stessi (di più non ci reggiamo) siamo arrivati a una decisione che certo turberà molti di voi, nostri amatissimi lettori, ma che ci sembra irrinunciabile per esprimere il nostro essere quello che siamo: cambieremo nome al Cronicario.

Ci siamo scervellati su varie opzioni. Bisognava innanzitutto far capire ai lettori che non siamo più quegli sciamannati che negli ultimi anni hanno infestato di pessime battute il seriosissimo mondo dell’informazione economica. Non inseguiremo più i populisti del cabaret. Da oggi in poi ci rivolgeremo ai palati fini dell’avanspettacolo. E poi: niente più titoli a effetto, giochi di parole, facili ironie: questo titillare i bassi istinti non appartiene alla nostra nuova vocazione salottobuonista che aspira a partecipare alle cene eleganti.

E infine serve un nome che sia capace di generare fiducia, allacciare nuove relazioni, consentirci di avere quella giusta flessibilità che ci serve per crescere, visto che non è ammissibile che una grande realtà come la nostra sia strozzata da certe pratiche di austerità. Ormai è chiaro a tutti che il futuro è nella spesa che magari non dà resa, ma fa molta presa.

E così dopo altri due stressanti minuti di riunione con noi stessi siamo arrivati – stremati – alla conclusione. Era facile peraltro: il nome del nostro nuovo figlioletto ce l’avevamo proprio sotto gli occhi. Lo chiameremo Cronicario. Magari bis.

A domani.

Cronicario: Governo Zero, l’economia dolce ma senza zuccheri


Proverbio del 31 luglio Il ramo troppo duro al vento si spezza

Numero del giorno: 0,5 Tasso inflazione a luglio in Italia su base mensile

Proprio come una bibita gassata, che è dolce ma senza zucchero, gli ultimi straordinari dati di (non) crescita del nostro Paese confermano l’indovinatissimo piano del governo del cambiamento (calorico) che fa di tutto per saziarci, ma senza farci ingrassare.

E così via col reddito di parannanza, coi navigator che non navigano, Quota 100 e speriamo presto Quota 90, la disoccupazione che scende (ma chissà come vanno i cassintegrati). La Flat tax(i), l’autonomia centralistica e tutto il bendiddio che ci ha accompagnato quest’anno e che ci aspetta il prossimo autunno, quando finalmente saremo in forma.

Nel frattempo che ci godiamo la nostra incipiente magrezza, andiamo persino in vacanza, e speriamo anche voi. Cosa non si farebbe per un centismale di Pil..

Ci rivediamo a settembre.

Buone vacanze a chi le fa.

Cronicario: E’ allarme obesità. Per i cani


Proverbio del 9 luglio Un villaggio senza anziani è come un pozzo senz’acqua

Numero del giorno: 533.000 Ultracentenari nel mondo (quadruplicati dal 2000)

Vabbé, è chiaro che abbiamo un problema. Passi pure che a maggio le vendite al dettaglio sono diminuite, in particolare i beni alimentari.

E passi pure che il credito bancario va avanti a calci e mutui, che se fosse per le imprese staremmo freschi. I soldi li tirano dietro, ma sembra non li voglia più nessuno.

Potrei persino far finta di niente quando scopro che il sedicente boom delle compravendite immobiliari non basta a riportarle al livello del 2007 e che gran parte di questi mutui generosamente concessi dalle banche sono surroghe.

Ma è chiaro che abbiamo un problema. Un vero problema intendo e dobbiamo dircelo, sennò a che serve stare qui a parlare? Vi do un indizio. Ha a che fare con i disordini alimentari, ma non dipende dal fatto che mangiamo meno. Semmai al contrario. SI mangia troppo. Ma non noi, che appunto mangiamo meno, ma loro. Loro, dai: i cani.

Già, poverini. Ci sono cinque milioni di cani obesi in Italia, dice il solito specialista che vende diete, e soffrono anche di disturbi dell’umore, aggiunge lo psicologo canino, categoria con tassi di crescita cinesi. Provate a mettervi fra Fido e la ciotola e vedrete.

 

La vostra pancetta può attendere, quella del cane proprio no. C’è la prova costume.

A domani.

Cronicario: Tutto pronto per il Mezzoluglio di fuoco (amico)


Proverbio dell’8 luglio Un giorno miele, un giorno cipolle

Numero del giorno: 15 Crescita % domanda prodotti agricoli prevista nei prossimi dieci anni

Già fa caldo, e perciò uno è stressato. Poi ci si mette pure il governo del cambiamento (climatico?) a lanciare appuntamenti indigeribili in una stagione che uno si darebbe appuntamento solo in alta quota o in alto mare, a seconda dei gusti.

Ma poiché quelli del governo non vanno in vacanza, ma al massimo sono vacanti, ecco che oggi Vicepremier UnoeMezzo s’è n’è uscito con un annuncio da far tremare le vene ai polsi pure a lui, autodefinitosi, “uomo di panza perciò di sostanza”.

Allora: la data è stata fissata: il 15 luglio. “Abbiamo invitato per lunedì 15 luglio tutti gli attori economici principali di questo Paese per preparare una manovra economica insieme. Quindi saremo pronti per quella data”. Obiettivo? Nientepopòdimenoche una flat tax che tenga conto anche di un quoziente familiare.

E mica finisce qui. Dalle vette alate di un qualsiasi altro ministero arriva la smentita che ci sarà una proroga per il dossier Alitalia. Il 15 luglio, di nuovo, scadranno i termini per presentare le offerte e finalmente scoprire chi comprerà la nostra bellissima compagnia di bandiera.

E come se non bastasse, per il 15 luglio si prevede l’ennesima ondata di caldo, come se adesso facesse fresco. E’ chiaramente un complotto dell’Europa.

A domani.

Cronicario: Arriva il reddito di figliolanza per chi ha bimbi fino a 26 anni


Proverbio del 5 luglio Chi è buono e ha molti amici non accumula ricchezze

Numero del giorno: 60,45 Numeri di terawatt/ora consumati ogni anno per produrre Bitcoin (quanto la Svizzera)

Allora, lo sapete già: ci stiamo felicemente estinguendo alla faccia di chi, come l’Istat, continua a lanciare allarmi sulla nostra situazione demografica. Ma noi, geni come siamo, ce ne infischiamo da un decennio almeno.

Ora succede che il governo del cambiamento, notoriamente amante delle imprese impossibili, si è messo in testa di far rialzare (ops) la curva delle nascite con una trovata talmente intelligente che poteva venire in mente solo a un ministro della famiglia italiano del governo del cambiamento. Riporto testualmente perché sfioriamo l’arte: “Il governo lavora a un assegno unico che va dai cento ai trecento euro per ogni bambino dai zero fino ai 26 anni: credo che in questo modo riusciremo a contrastare il calo demografico”.

Incredibile eh? Un assegno unico di 100-300 euro (mensile, annuale, una tantum?) per ogni “bambino da zero a 26 anni”.

Che se ci pensate non fa una piega. Bambini ancora a 26 anni, adolescenti a 50 col sogno di fare i pensionati a 60. Baby ovviamente.

Buon week end.

 

 

Cronicario: Arriva il ministro dell’Okkupazione


Proverbio dell’1 luglio La sfortuna non viene mai da sola

Numero del giorno: 1,9333 Rendimento % del Btp decennale italiano a metà mattinata

E quando leggo il sacro blog incoronare il nostro beneamato VicePremier “ministro dell’Occupazione”, improvvisaamente la vita mi si riavvolge davanti agli occhi, e capisco che sto per morire di felicità. Negli ultimi istanti mi sovviene una nota Istat che certifica gli straordinari meriti del governo del cambiamento: a maggio la disoccupazione è scesa dell 0,2%, siamo nientepopòdimeno che sotto il 10%.

Lo so, sono soddisfazioni. Specie considerando che questo nuovo miracolo italiano si è verificato tenendo fermi gli inattivi – una delle glorie nazionali – stabili al 34,3% e quindi è cresciuta l’occupazione, arrivata al 59%, nientepopòdimeno che lo 0,1% in più su base mensile che diventa lo 0,4 su base annuale

Capirete perché di fronte a questo meraviglioso successo, si possa cadere in tentazione e si fatichi a frenare l’entusiasmo.

Ma la buona notizia deve ancora arrivare. Il ministro dell’Occupazione è solo il primo passo. Poi arriverà quello dell’Okkupazione.

A domani.

 

Cronicario: Inflazionatemi tutto, ma non le vacanze


Proverbio del 28 giugno Mentre nuoti ricordati i vestiti a riva

Numero del giorno: 5.500.000.000 Calo raccolta risparmio gestito in Italia a maggio

E ad un certo punto della mattina il nostro amatissimo Istat produce la sua buona notizia del giorno. L’inflazione è ferma, immobile, marmorea. Neanche il caldo sorosiano riesce a scongelare i prezzi.

Una bellissima notizia, ne converrete. Specie adesso che cominciano le vacanze e uno riesce pure a risparmiare qualcosa.

No aspe’…

 

Per fortuna il carrello della spesa cresce solo dello 0,3%. Sarà un’estate bellissima (semicit.).

Buon week end.

A lunedì.

Cronicario: Non c’è sfiducia, c’è solo caldo


Proverbio del 27 giugno Le chiacchiere non cuociono il riso

Numero del giorno: 20 Taglio % forza lavoro previsto dalla Ford in Europa

Oggi è uscita la solita nota della fiducia di Istat ed è venuta fuori una notizia che ha lasciato tutti a bocca aperta: siamo scesi sotto quota 100.

Ma no, che avete capito? Non si parlava mica (una volta tanto) di abbassamento dell’età pensionabile (purtroppo). Si parla di fiduci. Quelle delle famiglie a giugno è scesa sotto i 100, a 99,3. Quelle delle imprese da 111,6 a 109,6.

Vedete che belline le curve là sopra? Ecco, noterete che si sono un po’ ammosciate e francamente è una cosa  inspiegabile. Siamo circondati da notizie fantastiche. Per dire: l’Ilva chiuderà a settembre, così la finiamo di inquinare il litorale puglies: e uno. L’Alitalia si perde pure Atlantia, perché i due VicePremier non riescono a farne uno intero e litigano su tutto: e due. Di sicuro c’è la fila là fuori per comprarsi la compagnia. Aumentano pure le entrate fiscali: e tre. Che però verranno tagliate quanto prima: e quattro. Soprattutto aumentano le spese pubbliche che molto presto moltiplicheranno i pani e i pesci in modo da avere una fine d’anno bellissima (semicit.): e cinque.

E c’è anche una sesta ottima notizia. E’ stato approvato il decreto sulla crescita, che come ha prontamente tweettato il Primo Minestra “è il segnale di un Paese che fa sistema e rilancia l’economia. Agevolazioni fiscali per le imprese, promozione degli investimenti privati, tutela del made in Italy: il Governo è con i cittadini per continuare a crescere. Insieme”.

E allora come si spiega il calo di fiducia, per giunta proprio nella bella stagione? Facilissimo: fa troppo caldo. Vorrei vederlo il vostro sentiment a 38 gradi all’ombra. Il mio s’è squagliato. Mi sono ammosciato come un gelato sciolto. Peggio: come le curve dell’Istat. Ma non mica colpa mia, sia chiaro. Il cambiamento climatico indotto dalla globalizzazione voluta dal turboliberismo sorosiano che sponsorizza l’Ue ha guastato il nostro meraviglioso clima mediterraneo di una volta. Non ci sono più le mezze stagione, l’avrete sentito dire. Ma non state a preoccuparvi,il governo del cambiamento (climatico) sovrano ha una soluzione geniale pronta.

Più ghiaccio per tutti. Meglio nello spritz.

A domani.

Cronicario: Ci estingueremo, ma con la flat pax


Proverbio del 20 giugno L’eccesso di nettare è un veleno

Numero del giorno: 42,1 Quota % italiani 20-34enni sovra-istruiti rispetto alla loro occupazione

Siccome le ottime notizie abbondano nel nostro meraviglioso paese, oggi mi voglio rovinare e ve ne dico due insieme. Anzi: crepino l’avarizia e i vincoli Ue: ve ne dico persino tre. La prima è la migliore: finalmente ci stiamo estinguendo.

Ci stiamo mettendo un po’ troppo, è vero. Però le ultime dall’Istat sono rassicuranti. Il capo dell’istituto giura che stiamo vivendo una crisi demografica che ricorda quella del 1917-18, quando oltre alla guerra contribuì a sterminarci pure la spagnola, che non era un commissario Ue (ancora non c’erano: nostalgia canaglia) ma un’influenza. Oggi che ci sono pure i commissari Ue speriamo di far meglio. E infatti ce la stiamo mettendo tutta. Per dire: nel 2018 sono nati circa 439 mila bambini, 140 mila in meno rispetto al 2008. Ciò malgrado solo il 5% degli intervistati dichiari che di avere figli proprio non ha voglia. Dal che uno potrebbe pensare che l’altro 95% non veda l’ora. Senonché poi si scopre che il 45% delle donne fra i 18 e i 49 anni (dato 2016) non ha figli.

La lenta estinzione dell’italica stirpe – ormai è chiaro a tutti – è il modo più intelligente che abbiamo trovato per non ripagare il debito pubblico, visto che le speranze di abbatterlo con la crescita del pil – e questa è la seconda buona notizia – sono ridotte al lumicino. Sempre Istat, nel suo rapporto annuale, dice che è probabile che nel secondo trimestre la crescita sarà negativa. Col che finalmente penetriamo il senso profondo di certi annunci del nostro beneamato governo.

Ma siccome le gioie non finiscono mai, ci pensa il nostro VicePremier Unoemezzo a mettere la ciliegina sulla torta della nostra dolcissima estinzione. Gli bastano due paroline magiche ormai capaci di evocare gioia e felicita: flat tax. “Noi vogliamo abbassare le tasse, soprattutto con la flat tax per famiglie monoreddito, partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori. Per redditi fino a 65mila euro ci sarà l’aliquota del 15%, fino a 100mila euro del 20%”.

Ora non voglio ripetere cose che già sapete. Ma ricordarle si.

In pratica se si adottassero le aliquote promesse, il governo avrebbe davvero fatto il miracolo di far estinguere il prelievo fiscale ancor prima di noi. Il che, ne converrete, è meraviglioso: potremo spendere i nostri ottocento e passa miliarducci l’anno senza più avere la seccatura di preoccuparci delle entrate. E soprattutto finalmente  si realizzerà la profezia contenuta nel sacro contratto di governo.

Con la flat tax, finalmente trasformata in flat pax finalmente ci estingueremo felicemente. RIP.

A domani.