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Stagione IV · Bad equilibrium
Il diario della stagione30 Maggio 2016

Articolo 173 / 218

I conti di Bankitalia sui crediti deteriorati



Questione finemente politica, la gestione dei crediti deteriorati e delle sofferenze bancarie è finita in testa alle preoccupazioni dei regolatori e, a seguire, del governo, che ha varato la disciplina che ha dato origine al fondo denominato Atlante che dovrà farsi carico non solo di acquistare eventuali pacchetti di crediti deteriorati, ma anche di acquistare pacchetti azionari di banche in difficoltà.

Lavoro improbo, senza dubbio. Soprattutto perché lo stato dei crediti e delle sofferenze bancarie è parecchio complesso, causa soprattutto gli otto e passa anni di crisi. Perciò può risultare utile fare un po’ di conti approfittando di una ricognizione effettuata da Bankitalia a inizio mese, in occasione del rilascio dell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria.

Per rispondere alla domanda che titola lo studio (“Quanto valgono i crediti deteriorati?”) bisogna prioritariamente intendersi su alcuni concetti base, la mancata comprensione dei quali rischi di generosi notevoli equivoci. Il problema di fondo è molto semplice: esiste un gap, che può essere assai notevole, fra la valutazione che fa una banca di questi asset deteriorati e ciò che gli investitori sono disposti a pagare per rilevarli. Tale differenza si motiva per una serie di ragioni, che vanno dal modo diverso col quale le due entità prezzano questi attivi, ai rendimenti che gli acquirenti vogliono garantirsi, fino al tempo che si stima necessario per incassarli. E proprio il tempo si rivela essere una variabile strategica. “Nostre simulazioni – scrivono gli autori – mostrano che una diminuzione di due anni dei tempi di recupero comporterebbe un aumento del prezzo di mercato delle sofferenze di circa 10 punti percentuali e, a parità di altre condizioni, una riduzione significativa delle consistenze di lungo periodo degli NPLs”.

La prima domanda che dobbiamo porci è come le banche valutino questi attivi. I principi contabili internazionali (IAS-IFRS) usano valutare questi crediti secondo il criterio del costo ammortizzato, ossia attualizzando i flussi di cassa futuri originati da tali crediti nell’arco di tempo previsto dal finanziamento al tasso di interesse originario del finanziamento. L’operazione, una semplice sommatoria di flussi di cassa attualizzati, ci consente di conoscere il gross book value (GBN) di quel prestito.

Se il credito si deteriora, la banca deve valutare lo stato del debitore e decidere come considerare questi attivi nel suo bilancio. Al termine di questa valutazione, la banca stimerà dei nuovi flussi di cassa, evidentemente inferiori a quelli originari, e ripeterà la stessa operazione per conoscere quale sia il valore attuale previsto di questo credito. Così facendo avrà effettuato una rettifica di valore sull’ammontare del prestito, diminuendolo, che dovrà essere riportata nel conto economico dell’anno in cui si verifica, sul lato dei costi. Il valore del credito rettificato prende il nome di net book value (NBV). La rettifiche, R, quindi, non sono altro che la differenza fra il GBV e il NBV.

Tale operazione si inserisce lungo una linea temporale, durante la quale il credito può tornare in bonis perché magari il debitore ha trovato di che pagare, o può deteriorarsi ancora, nel qual caso il NBV è destinato a diminuire ancora. Ciò implica che la valutazione degli NPLs vari al variare dei tempo di rilevazione.

Tutto ciò ci serve a leggere con cognizione di causa la tabella che Bankitalia pubblica nello studio, che riepiloga la situazione dei crediti deteriorati alla fine del 2015. “L’elevato ammontare degli NPLs delle banche italiane – spiega la ricerca – è principalmente il risultato dell’eccezionale fase recessiva che ha colpito l’economia italiana negli ultimi anni e dei lunghi tempi delle procedure di recupero crediti. Vi ha contribuito il limitatissimo sviluppo del mercato secondario di tali crediti”. In ogni caso, il risultato è stato che le banche italiane hanno cumulato un’esposizione lorda di crediti deteriorati pari a 360 miliardi che hanno già originato rettifiche per 163. Il NBV, perciò, vale 197.

Le sofferenze vere e proprie sono un sottoinsieme dei crediti deteriorati e a dicembre 2015 valevano 210 miliardi, valore lordo, già rettificato per 123 miliardi. Il valore netto delle sofferenza, di conseguenza, quota 87 miliardi. Il tasso di copertura (coverage ratio) che trovate in tabella misura il rapporto fra le rettifiche effettuate a il GBV, quindi tanto più è elevato quanto più le banche hanno già patito perdite in bilancio sui crediti. E’ utile rilevare che le sofferenze hanno un coverage ratio di quasi il 59%.

Accanto a queste posizioni, più o meno deteriorate, e dei loro valori lordi e netti, ci sono ovviamente anche delle garanzie, che possono essere reali – ad esempio il mattone che sta sotto un mutuo – o personali. La cifra che vedete in tabella, però, va interpretata con giudizio. Il fatto che ci siano garanzie reali per 85 miliardi a fronte di 87 miliardi di crediti in sofferenza netti, non vuol dire che le sofferenze siano tutte coperte, ma solo che a fronte di quelle sofferenze ci sono valori di garanzie accordate dalle banche per 85 miliardi.

A fronte di questa situazione ci stanno quelli che tali crediti potrebbero essere interessati a rilevarli. Ma la prima difficoltà che incontrano è che il tasso di interesse al quale la banca attualizza l’esposizione non combacia con quello che questi investitori pensano di voler ricavare dall’investimento. Ciò significa che a fronte di un NBG sulle sofferenze di 87 miliardi, che si può definire come il 41% del GBV (la differenza fra 100 e il coverage ratio) c’è un prezzo di mercato X che è molto difficile conoscere. “Si sono registrati casi in cui il valore di cessione ha superato il 45% del GBV, per posizioni assistite da garanzie di elevato valore (ad esempio immobili residenziali di pregio), altri in cui è risultato pari appena al 3% del GBV (per posizioni non garantite)”.

Di conseguenza “Non è possibile, per il momento, individuare un valore medio, rappresentativo dei prezzi di mercato”. Giusto per la cronaca, è utile sapere che le sofferenze delle quattro banche entrate in crisi di recente, che quotavano un GBV di 8,5 miliardi, sono stati valutati per la cessione al 22,3% di tale valore: meno di un quarto. Ed ecco perché i titoli bancari sono sull’ottovolante e perché si spera che Atlante mitighi la volatilità.

La simulazione svolta da Bankitalia ipotizza scenari ancora più foschi. A seconda dei parametri fissati, e principalmente del tasso di interesse, un GBV di 100 potrebbe arrivare ad avere un valore contabile fino a un minimo di 16,4, che vorrebbe dire che la banca dovrebbe farsi carico di una perdita di 83,6. Questo nella peggiore delle ipotesi. Ma in ogni caso anche le stime più prudenti non sono incoraggianti: si parla di un valore di mercato che non dovrebbe superare il 24,1%.

A far dimagrire gli incassi delle banche venditrici contribuiscono anche i costi indiretti di gestione, che si stima possano arrivare fino al 6% dei flussi di cassa nominali attesi. E poi, dulcis in fundo, il tempo. Tanti più anni devo scontare tanto più basso sarà il valore attuale, come è logico che sia. Per questo la riforma dei tempi giudiziali può essere la sola variabile strategica che si può mettere in campo per mitigare l’urto sul conto economico delle banche. Senonché, come diceva Sismondi, si può obbligare un creditore a perdere i suoi crediti, ma non un debitore a pagare.

E questo, a ben vedere, è l’autentico problema.

 

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Stagione IV

Indice del volume

218 articoli · dal primo all’ultimo

Copertina
  1. 1La ricerca dell’equilibrio diventa pratica d’equilibrismo17 Settembre 2015
  2. 2All’origine del bad equilibrium: l’invenzione della reflazione18 Settembre 2015
  3. 3L’emersione degli Emergenti diventa un emergenza21 Settembre 2015
  4. 4La Grecia è entrata prima dell’Italia nell’euro 3.022 Settembre 2015
  5. 5All’origine del bad equilibrium: il ciclo(ne) finanziario23 Settembre 2015
  6. 6La crescita del costo del lavoro non frena il boom tedesco24 Settembre 2015
  7. 7Il bicchiere mezzo pieno (di ketchup) del governatore giapponese25 Settembre 2015
  8. 8La frammentazione del mattone europeo28 Settembre 2015
  9. 9Il ritorno del dollaro cinese29 Settembre 2015
  10. 10All’origine del bad equilibrium: le avversità della demografia30 Settembre 2015
  11. 11Le banche centrali “divergenti” scatenano il carry trade totale1 Ottobre 2015
  12. 12Gli economisti trovano l’elisir di giovinezza2 Ottobre 2015
  13. 13Le banche tedesche fra l’incudine della Fed e il martello della Bce5 Ottobre 2015
  14. 14L’economia ai tempi dello Zero Lower Bound: l’eterno ritorno di Say6 Ottobre 2015
  15. 15I rischi delle assicurazioni inglesi (e delle altre)7 Ottobre 2015
  16. 16Il calo delle commodity affossa gli Emergenti8 Ottobre 2015
  17. 17La liquidità internazionale diventa gassosa9 Ottobre 2015
  18. 18All’origine del bad equilibrium: il mito della Produzione12 Ottobre 2015
  19. 19L’alba di Skynet sui mercati finanziari13 Ottobre 2015
  20. 20L’alba di Skynet sui mercati finanziari: caccia alla balena bianca14 Ottobre 2015
  21. 21L’alba di Skynet sui mercati finanziari: i nuovi Terminator15 Ottobre 2015
  22. 22L’alba di Skynet sui mercati finanziari: l’uomo (economico) dietro (e dentro) il computer16 Ottobre 2015
  23. 23Le sofferenze europee che paralizzano il credito19 Ottobre 2015
  24. 24Sei milioni di salari inglesi sono sotto la soglia di sussistenza20 Ottobre 2015
  25. 25Il circolo vizioso che soffoca l’eurozona21 Ottobre 2015
  26. 26Il tramonto italiano del welfare familiare22 Ottobre 2015
  27. 27Se le borse cadono è colpa della pioggia23 Ottobre 2015
  28. 28L’economia ai tempi dello Zero Lower Bound: l’erosione delle banche26 Ottobre 2015
  29. 29L’abbuffata di debiti che ha affamato gli inglesi27 Ottobre 2015
  30. 30Il mercato dei bond Usa inizia a far paura28 Ottobre 2015
  31. 31Il girotondo di dollari che ha condotto alla crisi29 Ottobre 2015
  32. 32La guerra commerciale nascosta nel crollo del petrolio30 Ottobre 2015
  33. 33Il QE di Draghi porterà un punto di Pil in più in due anni per l’EZ2 Novembre 2015
  34. 34A volte ritornano: i debiti commerciali del governo italiano al livello del 20083 Novembre 2015
  35. 35La moria silenziosa delle banche europee4 Novembre 2015
  36. 36L’irresistibile crescita dello shadow banking europeo5 Novembre 2015
  37. 37Nella ricca Germania uno su cinque è a rischio povertà6 Novembre 2015
  38. 38Il conto del QE europeo lo pagano le banche dei paesi forti9 Novembre 2015
  39. 39Il commercio dell’eurozona e la sindrome cinese10 Novembre 2015
  40. 40Le metamorfosi dell’economia11 Novembre 2015
  41. 41L’unione bancaria non frena la frammentazione del credito nell’EZ12 Novembre 2015
  42. 42Italia fanalino di coda dell’EZ per reddito e consumi13 Novembre 2015
  43. 43L’evoluzione del QE: monetizzare i debiti16 Novembre 2015
  44. 44Evoluzioni del QE: La monetizzazione del Giappone17 Novembre 2015
  45. 45Le metamorfosi dell’economia: la nuova ricchezza18 Novembre 2015
  46. 46Arriva il ministero ombra delle finanze europee19 Novembre 2015
  47. 47Il New World che ci aspetta dietro l’angolo20 Novembre 2015
  48. 48Cresce la montagna di ricchezza dello Shadow Banking23 Novembre 2015
  49. 49L’effimera salute dei fondi pensione24 Novembre 2015
  50. 50Le metamorfosi dell’economia: Il valore delle idee25 Novembre 2015
  51. 51L’Europa mette in comune i debiti. Delle banche26 Novembre 2015
  52. 52Nel mondo misterioso delle dark pools27 Novembre 2015
  53. 53Il Fmi promuove il QE e boccia la svalutazione dei salari30 Novembre 2015
  54. 54L’età e la casa fanno la differenza nel reddito degli italiani1 Dicembre 2015
  55. 55Le metamorfosi dell’economia: la guerra del copyright2 Dicembre 2015
  56. 56I timori degli Emergenti per le politiche divergenti3 Dicembre 2015
  57. 57Gli anziani sono la cassaforte degli italiani4 Dicembre 2015
  58. 58Il bonus Renzi finisce alle famiglie più ricche7 Dicembre 2015
  59. 59Il mattone riparte. In Irlanda8 Dicembre 2015
  60. 60Le metamorfosi dell’economia: le sovversioni della gratuità9 Dicembre 2015
  61. 61I cittadini pagano più tasse, le imprese di meno10 Dicembre 2015
  62. 62Le cronache italiane confermano che il rischio maggiore per l’EZ arriva dalle banche11 Dicembre 2015
  63. 63La fragile calma dei mercati internazionali14 Dicembre 2015
  64. 64Il crepuscolo del capitalismo: l’età dell’acciaio15 Dicembre 2015
  65. 65Le metamorfosi dell’economia: la trasmutazione del denaro16 Dicembre 2015
  66. 66The day after (Fed): conto da dieci trilioni per i debitori in dollari17 Dicembre 2015
  67. 67Lo sterminio bancario provocato dagli immobiliaristi18 Dicembre 2015
  68. 68Il declino secolare del saggio d’interesse21 Dicembre 2015
  69. 69Nell’EZ arriva anche il ministero ombra dell’industria22 Dicembre 2015
  70. 70Le metamorfosi dell’economia: Il tasso di disinteresse23 Dicembre 2015
  71. 71I nuovi dinosauri del mercato: le controparti centrali24 Dicembre 2015
  72. 72Il nuovo lavoratore dell’EZ: precario e qualificato (ma non in Germania)28 Dicembre 2015
  73. 73La domanda debole frena gli investimenti europei11 Gennaio 2016
  74. 74Il capitalismo morirà di vecchiaia12 Gennaio 2016
  75. 75Le metamorfosi dell’economia: Il Capitale vivente13 Gennaio 2016
  76. 76Il QE “regala” al Tesoro Usa oltre 580 miliardi14 Gennaio 2016
  77. 77Gli Usa preparano il Fmi alla crisi degli emergenti15 Gennaio 2016
  78. 78L’irresistibile (e inutile) avanzata del panzer tedesco18 Gennaio 2016
  79. 79L’inquietante (in)stabilità del mattone: crollano i proprietari19 Gennaio 2016
  80. 80Le metamorfosi dell’economia: Il Totem della disuguaglianza20 Gennaio 2016
  81. 81I petrolieri (Usa) e le banche (arabe) iniziano a farsi male21 Gennaio 2016
  82. 82Il mondo ha 877 miliardi di problemi con la Cina22 Gennaio 2016
  83. 83I soldi facili distruggono la crescita25 Gennaio 2016
  84. 84I pensionati pubblici italiani e i tormenti della previdenza26 Gennaio 2016
  85. 85Le metamorfosi dell’economia: Il travisamento del lavoro27 Gennaio 2016
  86. 86La scomparsa dei petrolieri fra i creditori internazionali28 Gennaio 2016
  87. 87Ecco quanto pesa il rischio BRICS sulla crescita globale29 Gennaio 2016
  88. 88L’economia ai tempi dello Zero Lower Bound: Le quattro D dell’apocalisse1 Febbraio 2016
  89. 89Ritorno in grande stile per le cartolarizzazioni Usa2 Febbraio 2016
  90. 90Le metamorfosi dell’economia: la scomparsa della disoccupazione3 Febbraio 2016
  91. 91I crediti bancari italiani (e le banche) continueranno a soffrire4 Febbraio 2016
  92. 92Il calo del petrolio salva (per ora) i conti commerciali italiani5 Febbraio 2016
  93. 93L’instabile liquidità del mercato dei bond8 Febbraio 2016
  94. 94Scompaiono gli investimenti pubblici e i risparmi europei emigrano9 Febbraio 2016
  95. 95Le metamorfosi dell’economia: Lo Stato prenditore10 Febbraio 2016
  96. 96Il “gufo” di Basilea nel nido del cuculo11 Febbraio 2016
  97. 97L’Occidente è finito nella trappola giapponese12 Febbraio 2016
  98. 98Il mondo galleggia sopra un mare di dollari inutili (e gli piace)15 Febbraio 2016
  99. 99Allegria: il mattone italiano crescerà dello zero virgola16 Febbraio 2016
  100. 100Le metamorfosi dell’economia: Le seduzioni del mercato17 Febbraio 2016
  101. 101L’imbattibile bad bank degli Usa: il governo18 Febbraio 2016
  102. 102La miccia corta della Fed innesca la bomba della borsa19 Febbraio 2016
  103. 103L’ultima tentazione dell’Ocse: gli investimenti pubblici22 Febbraio 2016
  104. 104I banchieri inglesi “vedono” il bluff di Brexit23 Febbraio 2016
  105. 105Le metamorfosi dell’economia: L’oligopolio dei monopolisti24 Febbraio 2016
  106. 106Si prepara la prossima socializzazione delle perdite25 Febbraio 2016
  107. 107Il Fmi tira la giacchetta alla Germania (e agli Usa)26 Febbraio 2016
  108. 108Il QE prosciuga le riserve valutarie degli emergenti29 Febbraio 2016
  109. 109I nuovi subprime Usa: gli studenti1 Marzo 2016
  110. 110Le metamorfosi dell’economia: La fine dell’Egonomia2 Marzo 2016
  111. 111I giovani inglesi tornano a vivere con mamma e papà3 Marzo 2016
  112. 112Le onde del listino rafforzano il destino del bail in4 Marzo 2016
  113. 113La bomba a tempo del debito pubblico Usa7 Marzo 2016
  114. 114Le tre mine vaganti sulla strada della crescita8 Marzo 2016
  115. 115Le metamorfosi dell’economia: Economia 2.09 Marzo 2016
  116. 116L’ascesa secolare del debito privato10 Marzo 2016
  117. 117Bitcoin for dummies: Quel che bisognerebbe sapere sulle blockchain11 Marzo 2016
  118. 118Verità nascoste nelle previsioni (e nelle decisioni) della Bce14 Marzo 2016
  119. 119Non ci resta che la politica monetaria: parola di Bce15 Marzo 2016
  120. 120Le metamorfosi dell’economia: Nella testa del Golem16 Marzo 2016
  121. 121L’economia ai tempi dello ZLB: Ecco chi paga il conto dei tassi negativi17 Marzo 2016
  122. 122Bitcoin for dummies: C’è Bitcoin e bitcoin18 Marzo 2016
  123. 123Ue, 43 miliardi di fondi per l’Italia. Se riusciamo a spenderli21 Marzo 2016
  124. 124L’altra faccia delle sofferenze bancarie italiane: i debiti delle imprese22 Marzo 2016
  125. 125Le metamorfosi dell’economia: Il capitale asociale23 Marzo 2016
  126. 126Le sofferenze nascoste delle banche italiane: quelle fiscali24 Marzo 2016
  127. 127Bitcoin for dummies: la sfida di Satoshi25 Marzo 2016
  128. 128Usa e Giappone si “mangiano” il 58% del nuovo debito 201628 Marzo 2016
  129. 129Le imprese americane ora si indebitano in euro29 Marzo 2016
  130. 130Le metamorfosi dell’economia: Il capitale sociale30 Marzo 2016
  131. 131L’altro lato oscuro del QE: la concentrazione della ricchezza31 Marzo 2016
  132. 132Bitcoin for dummies: il fantasma dell’oro1 Aprile 2016
  133. 133In Germania aumentano la ricchezza e la diseguaglianza4 Aprile 2016
  134. 134I nuovi poveri d’inizio XXI secolo: i giovani5 Aprile 2016
  135. 135Le metamorfosi dell’economia: Il nuovo valore del lavoro6 Aprile 2016
  136. 136Il Fmi si candida a salvare il mondo7 Aprile 2016
  137. 137Bitcoin for dummies: i nuovi minatori8 Aprile 2016
  138. 138La Buba smitizza gli effetti della deflazione salariale tedesca11 Aprile 2016
  139. 139L’odissea economica dei Millennials USA12 Aprile 2016
  140. 140Le metamorfosi dell’economia: La riconciliazione di ozio e negozio13 Aprile 2016
  141. 141La buona salute dell’Ue dipende dagli Usa non dalla Cina14 Aprile 2016
  142. 142Bitcoin for dummies: l’eliminazione delle banche15 Aprile 2016
  143. 143L’economia ai tempi dello ZLB: La Bce fa aumentare il credito. In Svezia18 Aprile 2016
  144. 144La finanza europea agisce nell’Ombra19 Aprile 2016
  145. 145Le metamorfosi dell’economia: La democratizzazione dell’ozio20 Aprile 2016
  146. 146Si prepara l’Internazionale delle tasse21 Aprile 2016
  147. 147Bitcoin for dummies: I nuovi capitalisti22 Aprile 2016
  148. 148La battaglia inosservata che cambierà banche e stati25 Aprile 2016
  149. 149Il costo salato del divorzio fra banche e titoli di stato26 Aprile 2016
  150. 150Le metamorfosi dell’economia: Dal denaro al potere di scambio27 Aprile 2016
  151. 151La liberalizzazione dei capitali procede sotto il mare28 Aprile 2016
  152. 152Bitcoin for dummies: Nelle spire della blockchain29 Aprile 2016
  153. 153Abbuffata di dividendi dalle banche europee (e italiane)2 Maggio 2016
  154. 154Le banche cinesi hanno (almeno) 1,3 trilioni di crediti a rischio3 Maggio 2016
  155. 155Le metamorfosi dell’economia: Fra i due litiganti, il terzo settore4 Maggio 2016
  156. 156Il ragno di Undernet sul mercato dei cambi5 Maggio 2016
  157. 157Bitcoin for dummies: Il geroglifico della criptovaluta6 Maggio 2016
  158. 158I tormenti degli anziani tedeschi (e i nostri)9 Maggio 2016
  159. 159Le famiglie italiane hanno 400 miliardi a rischio bail in10 Maggio 2016
  160. 160Le metamorfosi dell’economia: Pesce piccolo mangia (con) pesce grande11 Maggio 2016
  161. 161Le rotaie della globalizzazione finanziaria12 Maggio 2016
  162. 162Bitcoin for dummies: La realtà della moneta virtuale13 Maggio 2016
  163. 163La Bis e i predatori dell’ancora perduta16 Maggio 2016
  164. 164L’economia ai tempi dello ZLB: Il salasso miliardario dei risparmiatori17 Maggio 2016
  165. 165Le metamorfosi dell’economia: La convertibilità del tempo18 Maggio 2016
  166. 166Nel cuore di Undernet: I padroni delle nuove ferrovie19 Maggio 2016
  167. 167Bitcoin for dummies: Dalla blockchain alla DLT20 Maggio 2016
  168. 168La scomparsa del credito dalle economie emergenti23 Maggio 2016
  169. 169L’Italia scopre la Questione settentrionale24 Maggio 2016
  170. 170Le metamorfosi dell’economia: Il lavoro di cittadinanza25 Maggio 2016
  171. 171Nel cuore di Undernet: l’arrivo degli squali26 Maggio 2016
  172. 172Bitcoin for dummies: Le mani dei governi sulla DLT27 Maggio 2016
  173. 173I conti di Bankitalia sui crediti deteriorati30 Maggio 2016
  174. 174La crisi congela i salari nell’eurozona31 Maggio 2016
  175. 175Le metamorfosi dell’economia: Il pensionamento della pensione1 Giugno 2016
  176. 176Caccia al tesoro dei fondi pensione e delle assicurazioni2 Giugno 2016
  177. 177Bitcoin for dummies: Le banche fiutano l’affare3 Giugno 2016
  178. 178I risparmi europei finiscono sempre più all’estero6 Giugno 2016
  179. 179Il mondo sull’abisso del New Normal economico7 Giugno 2016
  180. 180Le metamorfosi dell’economia: Un nuovo benessere8 Giugno 2016
  181. 181Il risparmio previdenziale europeo servirà a farci somigliare agli Usa9 Giugno 2016
  182. 182Bitcoin for dummies: Il dilemma delle banche centrali10 Giugno 2016
  183. 183I successi del QE: I debiti americani tornano al livello del 200813 Giugno 2016
  184. 184Il vento della crisi riporta gli Emergenti agli anni ’9014 Giugno 2016
  185. 185Le metamorfosi dell’economia: Ringraziamenti15 Giugno 2016
  186. 186L’Ocse avvisa l’UK: Brexit costerà tre punti di Pil16 Giugno 2016
  187. 187Cari lettori, è il momento di decidere16 Giugno 2016
  188. 188Bitcoin for dummies: L’abbraccio totalitario della Blockchain17 Giugno 2016
  189. 189Le illusioni perdute dei giovani americani20 Giugno 2016
  190. 190La migrazione dai poveri ai ricchi degli investimenti esteri21 Giugno 2016
  191. 191Il risparmio italiano paga il conto del QE europeo22 Giugno 2016
  192. 192La retromarcia del commercio internazionale23 Giugno 2016
  193. 193Contrordine: il petrolio low cost danneggia l’economia27 Giugno 2016
  194. 194Come sono cambiati i creditori dello stato italiano28 Giugno 2016
  195. 195La moneta cinese diventa fuorimoda29 Giugno 2016
  196. 196Cosa ci insegna la storia del mattone italiano dal 192730 Giugno 2016
  197. 197Quel che bisogna sapere sui bilanci delle banche centrali1 Luglio 2016
  198. 198Tesoretto da 30 miliardi per l’Italia grazie al QE4 Luglio 2016
  199. 199Il balletto misterioso dei tassi che preannuncia bufera5 Luglio 2016
  200. 200Il superdollaro e i nuovi subprime globali6 Luglio 2016
  201. 201Il debito “magico” delle banche centrali7 Luglio 2016
  202. 202Rivalutazione Bankitalia, due conti facili su chi ha guadagnato8 Luglio 2016
  203. 203Il mondo alle prese con la Triade del rischio11 Luglio 2016
  204. 204L’aumento delle vendite non frena il calo del mattone italiano12 Luglio 2016
  205. 205Il mito sfatato della stagnazione secolare13 Luglio 2016
  206. 206I crediti “invisibili” della Banca centrale14 Luglio 2016
  207. 207Più degli shock, sono gli stock che dovrebbero spaventarci15 Luglio 2016
  208. 208Il bail in rischia di costare 30 miliardi ai risparmiatori italiani18 Luglio 2016
  209. 209Un tesoro da sette trilioni nascosto nei paradisi fiscali19 Luglio 2016
  210. 210I controlli sui capitali tornano di moda20 Luglio 2016
  211. 211La socializzazione dei profitti delle banche centrali21 Luglio 2016
  212. 212La sparizione secolare della classe media22 Luglio 2016
  213. 213Comprarsi l’auto ai tempi del QE25 Luglio 2016
  214. 214Il sinistro scricchiolio del mattone inglese26 Luglio 2016
  215. 215La guerra fredda dello shale oil27 Luglio 2016
  216. 216Cosa ci racconta il bilancio di Bankitalia28 Luglio 2016
  217. 217La fine (illusoria) della globalizzazione29 Luglio 2016
  218. 218On line Bad equilibrium, il freebook con tutta la quarta stagione1 Agosto 2016 · Appendice estiva
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