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Questo blog si rivolge a un pubblico non specialista, perciò non ha pretese di specializzazione né di completezza. Al contrario, pratica l’interdisciplinarietà e la frammentarietà. Lo scopo del blog è articolare un discorso sul debito, e quindi sviluppare una narrazione che riguardi l’economia, la storia e il pensiero delle nostre società.

La prima stagione del blog – Imbalances – iniziata a novembre 2012 e conclusa il 26 luglio 2013, è stata dedicata all’analisi degli squilibri globali. Tutta la stagione è stata raccolta in un freebook.

La seconda stagione del blog, iniziata il 2 settembre 2013 e conclusa il 28 luglio 2014, si intitola Rebalancing, ed è stata dedicata all’analisi del riequilibrio. Anche tutta la seconda stagione è stata raccolta in un freebook.

La terza stagione del blog – Redde Rationem – è iniziata il 12 settembre 2014 e si è conclusa il 27 luglio 2015. Tutti i post sono stati raccolti in un freebook.

La quarta stagione del blog – Bad equilibrium –  è iniziata il 17 settembre 2015 e terminata il 29 luglio 2016. Tutti i post sono stati raccolti in un freebook.

La quinta stagione è iniziata il 12 settembre 2016 e si intitola Entanglement. La stagione è terminata il primo agosto 2017.

La sesta stagione è iniziata l’11 settembre e si intitola Rebuilding.

L’autore ringrazia chi vorrà correggere, arricchire ed emendare i contenuti del blog.

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  1. piertoussaint

    Ciao Maurizio!

    visto il tuo blog ipertecnico (son poco evoluto finanziariamente, e faccio un po’ fatica a seguirlo), cmq vedo che è di contenuti seri, e quindi onorato che tu abbia voluto iscriverti al mio, che è di livello piuttosto empirico, da questo punto di vista… però, il fattore del “debito pubblico” in effetti ci accomuna sensibilmente.

    Se ti fa piacere, ho sottomano un breve, potente testo del mio maestro prediletto, che, in una cinquantina di pagine su un PDF, secondo me potrebbe offrirti un “overview” innovativo su tutta la materia che tu tratti… non lo posso mettere sul mio blog per via del copyright, se però mi vuoi fornire un indirizzo e-mail, te lo mando senz’altro.

    ancora ciao, e buon blogging!

    Pier Luigi Tossani

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    • Maurizio Sgroi

      Ciao,
      grazie per avermi raggiunto e per la pazienza nella lettura. io spero sempre di non dare sensazione di “ipertecnicismo”, anche perché non sono un economista, ma un semplice giornalista socioeconomico, e la mia riflessione sul debito, che poi è il tentativo che anima questo blog, vuole proporre una lettura il più possibile interdisciplinare della questione del debito, anche perché di sicuro esistono tecnici assai più qualificati di me che già ne scrivono on line e su carta in termini professionali.
      spero di riuscire a essere meno tecnico e più chiaro in futuro :).
      leggo volentieri il libro che mi mandi. puoi indirizzarlo a m_sgroi@yahoo.it

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  2. piertoussaint

    Ciao,
    suppongo tu abbia visto il duello Berlusca/Santoro di poche ore fa… a quest’ora di notte, cerco di esser breve… siccome nel duello si è parlato di debito, quello è un topic che io e te trattiamo tutti e due, ovviamente a livello diverso…
    bene, mi permetto di dirti che mi piacerebbe da te, se hai visto la trasmissione, sapere cosa ne pensi, tramite un post sul tuo blog…
    se non pensi di farlo, mi piacerebbe cmq, a titolo personale e privato fra di noi, sapere il tuo parere puntuale su questa cosa che ha detto il Berlusca, sul fatto che il nostro debito di 2000 mld non lo preoccupa, perchè avremmo un “attivo” annuale di bilancio, purtroppo non mi sono scritto lipperlì il termine esatto, di 8000 mld, e quindi i 2000 son poca cosa, secondo lui… il discorso è stato un po’ frammentario e “al volo”, però non mi quagliava tanto, sai com’è… insomma, mi piacerebbe il tuo parere di specialista di finanza… magari, se ce la fo – caspita, dura la vita del blogger – scrivo due righe sul mio, e la tua consulenza sarebbe preziosa, per me empirico
    ri-ciao

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  3. piertoussaint

    Ciao Maurizio!..

    vorrei un tuo parere autorevole sul caso-Monte… vedo che in questo articolo del Sole

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-02-06/corso-profumo-sara-fatta-150839.shtml?uuid=AbnEhoRH&cmpid=nl_7%2Boggi_sole24ore_com

    al Monte sostengono di essere patrimonialmente solidi, mentre ho letto a suo tempo che Nicola Scocca, specialista finanziario assunto dal Monte per rimettere a posto i conti e poi cacciato perché non volevano dargli retta, sosteneva che il patrimonio del Monte fosse sceso da 13,5 a 1,5 mld di euro… l’articolo del Sole fa riferimento a questo parametro del Core tier1…

    tu come la vedi?…

    ciao,

    PLT

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    • Maurizio Sgroi

      Ciao. non sono abbastanza autorevole per dare pareri, né ho competenze da analista finanziario: sono un semplice giornalista socieconomico. Credo che, a prescindere dalla solidità o meno, per il Monte valga la regola che sia troppo grande per fallire, se questo può rassicurare.
      Ma per come la vedo io il caso Monte è uno dei tanti che vengono fuori quando scopriamo cioé l’acqua calda. Ossia che il sistema del credito, per sua natura, è drogato dal rischio e dall’appetito, criminale o no che sia. Siamo noi, con le nostre istanze, che diamo potere al credito (e alle banche), salvo stupirci poi delle sue deviazioni e scandalizzarci.
      A tutti coloro che odiano le banche, e le sospettano di ogni efferatezza, vorrei solo chiedere se hanno comprato a rate il loro ultimo smartphone o la loro nuova automobile. La loro risposta è molto più eloquente di un articolo di giornale.
      Grazie per il commento.

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  4. Giovanni Tomei

    ho letto molto, approfttando degli ipertesti e siccome è stata la prima volta, a maggior ragione, sull’interesse, ho continuato e ti scrivo convinto che appartieni ai concittadini con capacità cognitive in grado di creare valore aggiunto sociale. Così, un grazie di cuore.
    Allora, la situazione è grave sull’impalcatura di convenzioni che l’hanno costriuita nel tempo e le soluzioni sono molteplici e non appartengono ai cittadini di qualsiasi nazione della Terra. Poi, siccome il debito è così alto (e gli interessi che vi gravano) e le tasse dei cittadini non potranno mai ripianarlo, (nemmeno se l’inflazione aumentasse e aumentasse la crescita nominale, anche senza tener conto che il mio potere d’acquisto diminuisce la mia capacità di crescita nominale), non ci sarà mai un redde rationem perchè le banche, i governi e così via. ,
    Ora, dopo aver interiorizzato, ti propongo ima lettura da una prospettiva diversa auspicando che la dialettica produca effetti sulle prmesse.
    Che cosa accade a noi cittadini della comunità nazionale? Io penso che notare sia opportuno per assumere decisioni conseguenti. Bisogna essere azionisti sociali e, sulla vastità delle incongruenze e delle iniquità della politica e dei caratteri corruttivi che ha assunto ogni forma di potere politico, oggi se si fa di ogni erba un fascio, non si va lontani dalla verità. Lo ha descritto bene il NY Times in questi giorni e certo non ci fa onore.
    Allora, dovrebbe essere prioritario affrontare temi basilari, come quelli del “debito” e delle “tasse” per sperimentare e sperimentarci come “azionisti sociali”. Tre priorità le propongo all’attenzione di chi ritiene di spendersi un po’ per avvicinarsi alla sostenibilità di una vita equa basata sui diritti e sui doveri espressi “dal basso” in nome della sovranità popolare sancita dalla Costituzione.
    1. Sistema fiscale per renderlo attuato in base all’articolo 53 della Costituzione. Per valutazioni: http://www.articolo53.it e una scorsa sul dibattito avvenuto su Facebook su iniaiziativa di ABC Economics (gli scritti che ha pubblicato sul tema: http://abceconomics.com/2014/12/09/articolo-53/ e
    http://abceconomics.com/2014/12/09/larticolo-53-della-costituzione-la-progressivita-fiscale-e-la-flat-tax/) che ha voluto trattare l’argomento: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205551593337905&set=a.1399183228320.2056123.1494470876.
    Se avete domande e richieste non esitate a contattare l’associazione articolo 53 o il sottoscritto. Vi segnalo che uno dei più ferrati e attenti costruttori della sostenibilità della riforma fiscale è Claudio Mazzoccoli (mazzclaudio@libero.it) che tra l’altro ha capacità cognitive, senso etico e valori altruistici fuori dall’ordinario e certamente è a vostra disposizione sul tema.
    2. Sistema finanziario. Per attuare la separazione tra banche commerciali e d’investimento e relagare a queste ultime, sulla trasparenza e la pubblicità, la finanza creativa. Per noi cittadini “consumatori”, realizzare una banca di “servizio” per le famiglie e i cittadini di questo Paese, di nostra proprietà e non profit. Se d’interesse invierò un breve approfondimento sull’argomento (gtomei@advocacy.it)
    3. Praticare l’istituto di democrazia diretta che la Costituzione ci mette a disposizione nella legge di inziativa popolare (ci vogliono 50000 firme) per sostenere le azioni sociali da presentare al parlamento. E insistere, insistere, insistere. Perchè insistere dimostra alla democrazia parlamentare che la democrazia diretta, che si forma come espressione della sovranità popolare, è quella che proprio perchè legata assieme sui diritti, abbia permesso di recuperare in noi cittadini il senso della politica da esprimersi con il voto: unica sensibilità cui sono legati da hybris di potere per l’atavica predisposizione all’aristocrazia da consociativismo senza colore. Buona vita

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    • Maurizio Sgroi

      salve,
      leggo volentieri i contenuti che mi ha segnalato, anche se rimango un po’ scettico sulla capacità del sistema di riformarsi dal basso, nel senso di iniziative popolari. l’unica riforma dal basso che credo praticabile è quella che riguarda ognuno di noi. Cambiare se stessi e contribuire con la propria opera alla diffusione di un nuovo sguardo sul mondo: questo credo sia l’unico sentiero che possa condurre, nel tempo, a un cambiamento generale. Le sembrerò illuso, ma la storia ci mostra che i grandi cambiamenti non intervengono improvvisamente, ma con calma e fastidiosa lentezza.
      grazie per il commento e per i link

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      • gtomei

        Gentile Maurizio,

        Sembra che io e lei possiamo definirci accomunati dall’indole di cambiare noi stessi e comunicare i perchè ai cittadini del mondo, a prescidere, come diceva Totò, dal gruppo o classe sociale di appartenenza, e così facendo, alcune altre indoli, tendendo verso l’intera umanità, miglioreranno se stesse e nessuno…..butterà più una cicca perterra. Aristocrazia di pensiero da piena soddisfazione della vita individuale capace di induzione di serenità assoluta. Nel frattempo, succede quel che racconta di ingiusto, di improprio, di pericoloso per il bene comune, di non equo, a dimostrazione di situazioni di politica economica e fiscale da hybris di oligarchie. Dal mio punto di vista, sul piano personale, penso che l’idea al centro della vita sociale sia l’equità e che tutto quello che è artificialmente costruito su convenzioni dall’uomo debba contenere la capacità per qualsiasi soggetto che appartiene alla comunità civile di essere soggetto di diritti inalienabili, tra cui la capacità di vivere dignitosamente. Sul piano giuridico, ciascuno di noi ha un faro fondamentale che gli può illuminare la strada: la Costituzione della Repubblica Italiana, e fin dal 1947, ed è inutili spiegare perchè. Tanto varrebbe, se il bene è una categoria di pensiero che nasce con la vita, dargli attuazione e, sul panorama, chi potrebbe farlo? Visto che è disattesa, e non solo sull’articolo 53.
        In conclusione, il suo assunto ha colto nel segno: ha permesso a me di poderare riflessioni, ma per lei è sufficiente. Buona vita e si asciughi le mani appena lavate.
        Ciò non toglie che continuerò a seguirla, sapendo che sarò un lettore silente, tanto la sua parte sta continuando a farla, ma confiso sul suo “po’” quando ha accennato allo scetticismo.
        Comunque, sul serio, ha tutta la mia stima per le sue capcità d’analisi e di lettura sui simboli del nostro tempo e che siamo a un tornante della nostra storia. Un’ultima notazione: ha me piacciono Aristotele, S.Tommaso, J. Maritain

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      • Maurizio Sgroi

        salve,
        non sia troppo silente però. questo blog si propone, fra le altre cose, di far parlare fra loro persone che altrimenti non si parlerebbero. e uno dei vulnus della genia dei sognatori pratici, chiamiamoli così, è che nascono, crescono e muoiono isolati. io ho già fatto uno sforzo notevole, per quella che è la mia indole, a socializzare qui pensieri e parole che ho sempre coltivato in silenzio. lei faccia lo stesso. e poi da cosa nasce cosa.
        grazie per il commento

        ps gli autori che ha citato sono giganti del pensiero: impossibile evitarli

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  5. gtomei

    Strano a dirsi, ma è da poco che ho deciso di non essere silente. Lasciamoci con un impegno reciproco: io continuerò a leggerla e a sollecitarle qualche analisi sospinta dai suoi saperi e sensibilità su qualche mio punto di vista. Buona vita.

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