Categoria: cronicario

Cronicario. Finalmente è arrivato il boom. Dei pensionati


Proverbio del 23 luglio Se tratti a uno da volpe, lui ruberà le galline

Numero del giorno: 2.100.000.000 Ore di Cig autorizzate dal aprile a giugno

Siamo in pieno boom, altroché. E adesso che arriveranno anche li sordi dell’Ue, grazie ai quali dopo aver sconfitto la povertà sconfiggeremo anche l’invecchiamento della popolazione, il degrado del territorio, la burocrazia e persino il governo…

dicevo…in attesa che arrivino li sordi dell’Ue, dobbiamo contentarci dei boom che siamo riusciti persino a realizzare da soli grazie al nostro indiscusso genio.

Vi ricordate no, che quell’altro governo – il mitico governo del cambiamento quando il Primo Minestra faceva l’avvocato del popolo – aveva promesso un nuovo boom vero?

Bene: il boom è arrivato, già ve l’ho detto, ma lo ripeto alla faccia di chi non ci credeva. Lockdown, pandemia tutta la tiritera del coronacoso: niente di tutto ciò ha impedito di triplicare – addirittura quintuplicare per le donne – il numero delle pensioni di vecchiaia, che hanno surclassato persino quelle di anzianità, che il boom – grazie a Quota 100 – l’avevano fatto l’anno scorso.

Dite che non era questo il boom annunciato dal governo verdolino? Io credo proprio di sì.

A domani.

Cronicario. La squola fa male. W la squola


Proverbio del 22 luglio Il saggio si adatta alle circostanze della vita

Numero del giorno: 18 Calo % vendite immobiliari nel 2020 previsto da Nomisma

Un giorno qualcuno riuscirà a spiegarci come abbiamo fatto a spendere una quantità enorme di euri (e prima lire) per avere un sistema scolastico che ci colloca stabilmente nella parte bassa delle classifiche europee quanto a livelli di istruzione e soprattutto qualità dell’istruzione.

E ancora oggi, che si discute se, come e quando riaprire le scuole, coi banchi con o senza rotelle, mai una volta che passasse qualcuno e dicesse l’elementare verità nascosta dietro la propaganda sindacal-political-buonista che invece noi ci sentiamo di urlare.

Non ci credete? Guardate che scrive l’Istat.

Settant’anni di scuola pubblica dopo stiamo così. Un successo straordinario. Al quale si aggiunge l’avere il numero più elevato di NEET, ossia di giovani che non studiano e neanche lavorano. Cittadini perfetti insomma.

Il perché di questa situazione adesso lo conoscete: la squola fa male. Ma per fortuna non ci riesce.

W la squola.

A domani.

 

 

Cronicario Arrivano li sordi dell’Ue, parte II


Proverbio del 21 luglio Una moneta nel salvadanaio vuoto è più rumorosa di uno pieno

Numero del giorno: 28 Quota % del Recovery Fund che verrà erogata all’Italia

Siccome siamo stati i primi, giustamente ignorati, a dire che arrivavano li sordi dall’Ue, capirete perché oggi che li sordi ce li danno sul serio – poi magari ci prendono a male parole, ma intanto sganciano – non possiamo che festeggiare per un evento che metterà le ali a questo paese.

Colli sordi dell’Ue diventeremo come la Svizzera. Anzi no, come la Svizzera no perché non sta nell’Ue. Allora come la Svezia. No aspe’: la Svezia non c’ha l’euro. Allora diventeremo come quelli più bravi dell’eurozona. Diventeremo olandesi.

Finalmente Frugali anche noi, andremo in pensione all’età comandata, senza più scivoloni pagati dal contribuente. E riusciremo persino a ridurre la spesa pubblica, dopo aver fatto pagare le tasse agli evasori e cablato anche le montagne dell’Appennino, dove i montanari potranno viaggiare a 100 megabit anche se non hanno il computer. Infatti gli diamo pure il computer.

Anzi, per usare le parole di uno dei tanti fenomeni che hanno commentato l’accordo, sappiate che li sordi serviranno a farci diventare “un paese all’avanguardia, digitale, ecologico, verde, giovane, moderno”.

D’altronde non ci hanno sempre detto che era una questione di sordi? Che ci servivano li sordi dell’Ue per fare il salto di qualità, visto che i nostri non si toccano che dobbiamo lasciarli in eredità ai nipoti disoccupati? Ebbene li sordi so’ arrivati e adesso non c’è più nessun ostacolo fra noi e il sol dell’avvenire.

A parte la realtà, ovvio. Ma questo lo dice lei.

A domani.

Cronicario. Si Recovery chi può, gli altri a Fund


Proverbio del 17 luglio Ogni gioia è destinata a chi ha il cuore contento

Numero del giorno: 42,2 Incremento % mensile ordini industria a maggio

Via che lo sapete già: oggi il Consiglio Europeo si dedica anema e core (e soprattutto portafogli)  al cosiddetto Recovery Fund,  che nella narrativa indigena corrente vuol dire: Europa dacce li sordi aggratis.

E ti credo che ci credi, caro compatriota. Perché l’alternativa che i fenomeni della comunicazione politica ci hanno prospettato è che in mancanza di Recovery, l’Europa va a Fund. Si sono impegnati niente male, a scrivere questa storiella.

Il risultato è che tutti oggi si aspettano un miracolo – tipo convincere il premier olandese Rutto (rectius) a regalare il portafogli al Primo Minestra italiano – che ovviamente non ci sarà perché l’Europa è notoriamente abitata da persone attente ai soldi. Specie a quelli degli altri.

Perché, come ha detto uno dei tanti geni – ovviamente italiano – che oggi si contenderanno l’attenzione fiacca del venerdì sera, “negli anni passati ci hanno detto che quello che andava bene ai ricchi sarebbe andato bene anche ai poveri. Lo sappiamo tutti che non è andata così: da troppi decenni chi nasce povero, resta povero”.

E’ così signora mia. Milioni di statistiche magari direbbero il contrario, ma oggi ci beviamo di tutto per essere Recoveryati. Sennò andiamo a Fund.

Buon week end.

 

 

Cronicario. Si scrive PA, si legge Più Anziana


Proverbio del 10 luglio Racconta i tuoi guai a te stesso e le tue gioie al mondo

Numero del giorno: 1.074.000.000.000 Bilancio pluriennale proposto da UE

Per fortuna che ci sono quelli che dall’estero ci dicono come siamo messi. Se dessimo retta ai nostri, penseremmo ancora che arriverà il boom. O magari crederemmo che PA significa pubblica amministrazione.

Che è vero, ma non è tutta la verità. Frequentando il Forum PA, ad esempio, abbiamo scoperto una sua derivata prima: l’anno prossimo saranno più i pensionati che i dipendenti pubblici.

E oggi, grazie a un pezzo grosso dell’Ocse dal nome che è tutto un programma, abbiamo scoperto la derivata seconda della derivata prima: la PA italiana è la Più Anziana dell’Ocse.

Soddisfatti? E sentite quest’altra: “Solo il 2% di tutti i dipendenti del governo centrale è di età inferiore ai 35 anni”.

Dal che possiamo dedurre una derivata terza. Il 2% degli under 35 nella Pubblica amministrazione annuncia quello ormai imminente dell’Italia intera. Poi dice che la PA non è all’avanguardia.

Buon week end.

Cronicario. Un Mes in tre mesi: il risparmio forzoso del coronacoso


Proverbio del 9 luglio La canna secca non vuole la compagnia del fuoco

Numero del giorno: 28.000.000 Italiani che non perso reddito durante lockdown

Dicono, i soliti cervelloni, che, a furia di stare chiusi in casa, questa maledetta primavera abbiamo messo da parte quasi 35 miliardi di euro, che diabolicamente vengono assimilati all’entità dei prestiti MES. D’altronde, dopo il coronacoso, cosa ci rimane per chiudere in bellezza un anno bisestile?

Certo che ce lo chiedono gentilmente. Anzi all’inizio vi strapagano pure, coi vari BTP patriottici. E molti già son convinti. Quasi il 50 dei superliquidi, che non solo hanno messo da parte un MES in tre Mesi, ma avevano già cumulato oltre 120 miliardi di spiccioli negli ultimi tre anni. “Più del piano Marshall”, dicono sempre i cervelloni, così chi ha buone orecchie intenda.

Non avete capito? Traduco: ciabbiamo già li sordi. E in particolare quel 71 e rotti per cento di lavoratori dipendenti che non hanno perso neanche un euro di stipendio durante il lockdown. E stendiamo un velo danaroso su pensionati, redditieri e percettori di rendite varie. Se l’Europa non ci casca, a darci li sordi, potremo finalmente fare da soli, come dice il Primo Minestra.

Poi però meglio che scappa lui.

A domani.

Cronicario. Odio (le previsioni) l’estate


Proverbio del 7 luglio Le rane nel pozzo ignorano l’oceano

Numero del giorno: 41,7 Crescita % ecommerce a maggio in Italia su anno

Ormai che siamo in confidenza ve lo posso dire dietro promessa di massimo riserbo:

C’è bisogno pure che vi spieghi perché? A parte il caldo, bisogna pure vedersela con gente che si muove panza al vento in short e infradito e che ti affligge con i suoi progetti di vacanza, pure quest’anno che – dice Bankitalia – il 60% di noi vacanze non ne farà affatto.

Ma più dell’estate odio le previsioni d’estate, a cominciare da quelle del tempo che preconizzano cotture di massa col piacere sadico dello chef che cuoce l’aragosta. Vi ricordate quel meteocazzaro che dava i nomi infernali alle ondate di caldo per rubare un titolo di giornale?

Ma più dell’estate e delle previsioni del tempo sull’estate, odio le previsioni economiche d’estate, che anche quest’anno la solerzia di Bruxelles ha depositato sui nostri computer surriscaldati dalla mancanza di ricircolo d’aria, perché il coronacoso rialza la testa, signora mia, e vedrà a ottobre…

Ma più dell’estate, delle previsioni metereologiche d’estate e di quelle economiche d’estate, odio le previsioni economiche d’estate sull’Italia, che giovano al morale come l’estate a uno che odia il caldo, gli short, le infradito, le panze al vento e i progetti abortiti di vacanze. Specie quest’anno, che il coronacoso ci ha regalato certe gioie e ne promette altre.

Come quali gioie? Ma che non le vedete? L’anno prossimo cresceremo come la Cina.

A domani.

Cronicario. Mamma li gufi del coronacoso


Proverbio del 26 giugno Niente vento, niente onde

Numero del giorno: 37,1 Pressioni fiscale % nel primo trimestre 2020 in Italia

A noi del Cronicario i gufi ci piacciono assai, e lo sapete già. Ci piacciono al punto che quando arrivano vaticini disastrosi ci affrettiamo a farveli sapere così vi fate due risate pure voi, che sono i tempi che sono.

E tuttavia quando mi è caduto l’occhio sul vaticinio di un tale dell’Oms – eletto per acclamazione gufo dell’estate – non ho potuto far a meno di reagire con un certo, controllato, stupore.

Non l’avete sentito? Tranquilli, adesso ve lo sparano a rete unificata. Intanto contentatevi di quest’anticipazione: “L’epidemia Covid si sta comportando come avevamo ipotizzato e il paragone è con la Spagnola che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata”. Capirete che dopo lo stupore controllato è sorta una certa preoccupazione.

Considerando anche il riferimento alla Spagnola, che chi non la conosce?

D’altronde si dice, Bacco, tabacco e Venere, eccetera eccetera. Il futuro rimane incerto, per fortuna. Ma almeno una cosa è certa. Il tizio dell’Oms ha un certo gusto.

Buon week end.

Cronicario. C’è l’Endemia: non riaprite quella scuola, parte IV


Proverbio del 17 giugno A portare gli amici sulle spalle non si diventa gobbi

Numero del giorno: 277.000.000.000 Moratorie prestiti in valore richieste in Italia

Sapete già che la Pontemia provocata dal coronacoso è finita, almeno per le vacanze estive. Ma ciò che nessuno di noi poteva immaginare, per lo più a causa di sostanziali carenze di vocabolario, è che la fine della Pontemia ha generato una male persino peggiore: l’endemia.

Avete capito male. Ho detto endemia, non end-emia. Deriva dal greco non dall’inglese. E al contrario di quello che si può pensare non vuol dire che questa scocciatura sia finita: al contrario. Vuol dire che sta nascosto, l’infame puzzone coronacoso, e circola fra la popolazione come le tasse, il mal di testa o gli statisti generali impegnati negli stati generalissimi.

Questa notizia ferale – l’endemia – è stata riferita dal solito luminare, nonché luminoso enciclopedico, proprio lo stesso giorno che la ministra Marzolina, celebre per la chiusura delle scuole nel mese omonimo, ha annunciato urbi et orbi che le aule si sarebbero ripopolate nientedimenoché il prossimo 14 settembre. Addirittura l’1, per i secchioni che vogliono recuperare i quattro mesi (persi) di smart studying. O era working?

Lo stesso giorno, per giunta, degli esami di maturità in mascherina e gel.

Capirete l’agitazione. Uno già temeva che la riapertura delle scuole non sarebbe arrivata prima della fine della primavera. Poi ha sperato inutilmente che ‘sto miracolo accadesse in estate. E adesso che siamo arrivati alla speranza autunnale, gira l’endemia. Cosa succederà?

Toccate ferro.

A domani.

 

 

Cronicario. Siamo già cashless, ma il governo non lo sa


Proverbio del 16 giugno La bugia non ha gambe, ma ali

Numero del giorno: 70 Calo % consumo benzina in aprile in Italia

Lo avete sentito, sì, il Primo Minestra, da quel di Villa Pamphili (Roma) dove si svolgono gli Stati Generalissimi che decideranno il futuro dell’Italia?

E allora ve lo dico io: “L’Italia sta faticosamente uscendo da uno shock senza precedenti che ha comportato e sta comportando costi umani altissimi, costi economici e sociali altrettanto alti. Dobbiamo affermare una nuova normalità per il Paese, che deve prevedere dei tassi di crescita economica sostenibile ben più elevati rispetto al passato”.

Sì, sì. E anche aggiunto che il governo ha un piano.

“Ho sempre detto – ha detto – che vogliamo un’Italia più digitale: siamo convinti che questa sia la strada per renderla più equa ed inclusiva, perché è chiaro che il contrasto all’economia sommersa, che è presente nel nostro sistema, è un obiettivo che dobbiamo condividere tutti, perché l’economia sommersa non solo sottrae risorse finanziarie al circuito legale, ma costituisce un serio ostacolo alla modernizzazione del Paese. Il modo per raggiungere questo obiettivo è dolce, fair, gentile”.

Vabbé. Ma qual è ‘sto piano? Maddai, l’avete capito: più pagamenti digitali per tutti. Ma non minacciando sanzioni – non sia mai uno pensi che si voglia costringere a rispettare la legge – ma promuovendo incentivi.

Ed ecco a voi il Piano Cashless. Che tradotto vuol dire: senza contanti. Che dite? Siamo già a corto di liquidi. Potenza del governo.

A domani.