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Cronicario: Governo Zero, l’economia dolce ma senza zuccheri


Proverbio del 31 luglio Il ramo troppo duro al vento si spezza

Numero del giorno: 0,5 Tasso inflazione a luglio in Italia su base mensile

Proprio come una bibita gassata, che è dolce ma senza zucchero, gli ultimi straordinari dati di (non) crescita del nostro Paese confermano l’indovinatissimo piano del governo del cambiamento (calorico) che fa di tutto per saziarci, ma senza farci ingrassare.

E così via col reddito di parannanza, coi navigator che non navigano, Quota 100 e speriamo presto Quota 90, la disoccupazione che scende (ma chissà come vanno i cassintegrati). La Flat tax(i), l’autonomia centralistica e tutto il bendiddio che ci ha accompagnato quest’anno e che ci aspetta il prossimo autunno, quando finalmente saremo in forma.

Nel frattempo che ci godiamo la nostra incipiente magrezza, andiamo persino in vacanza, e speriamo anche voi. Cosa non si farebbe per un centismale di Pil..

Ci rivediamo a settembre.

Buone vacanze a chi le fa.

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Cronicario: Taglio anch’io, no tu no


Proverbio del 30 luglio La gentilezza vince sulla forza

Numero del giorno: 8 Crescita % transazioni immobiliari IQ 2019 su anno

Che c’è oggi da tagliare? Il canone Rai? Ci stiamo lavorando. Le tasse certo perbacco. C’è la flat tax(i) in arrivo. Anche il VicePremier di complemento (di uno) dice che è pronto a sostenerla “se trovano i 30 miliardi che servono”.

Taglia qua, taglia là, troveremo anche i soldi per i salari minimi e l’acqua pubblica  soprattutto con la madre di tutti i tagli: i tagli degli stipendi dei parlamentari che fa il paio con quell’altro taglio di cui si discute (di nuovo) oggi: quello delle poltrone dei parlamentari, cui seguirà, come da prassi consolidata, quella dei divani.

Il nostro loquacissimo VicePremier, mentre invitata l’AgCom a dimettersi, ha trovato pure il tempo di lanciare una chiara profezia: “Questo governo, se fa le cose, va avanti”.

E siccome anche gli a/lleati-vversari dicono la stessa cosa, possiamo concludere questo Cronicario pre feriale con una granitica, robusta, maschia certezza. Il governo per andare avanti farà le cose che ha fatto finora.

#Echecivuole.

A domani.

 

 

Cronicario: E’ arrivata la Flat Taxi


Proverbio del 15 luglio Meglio faticare con chi si ama che riposare con chi si odia

Numero del giorno: 2.364.700.000.000 Debito pubblico italiano a maggio (-8,7 mld rispetto ad aprile)

Finalmente è arrivato il mezzoluglio di fuoco e il nostro beneamato Vicepremier UnoeMezzo, come promesso, ha indossato la felpa di primo minestra e ha presieduto una riunione con le parti sociali, addirittura una quarantina di pezzi grossi, dicono, fra sindacati e vario associazionismo.

Se vi chiedete perché mai il ministro dell’interiorità organizzi riunioni per parlare di economia mentre suggerisce di utilizzare i rifiuti come risorse energica e consigli strategia al Dalai Lama per la pace nel mondo, significa che non aveva compreso la caratura del primo minestra pro tempore.

Detto ciò, vado subito al sodo perché la notizia è talmente ghiotta che si è scomodato, per dirla, il sottosegretario che ha lo stesso nome della voce dell’Iphone.

E che ha detto questo prodigio tecnologico? “Il nostro obiettivo è la flat tax con un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni. Vogliamo portare al 15% l’aliquota fino a 55.000 euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12-13 miliardi di euro”.

Col che si capisce la sottile strategia del primo minestra pro tempore. Portarci al voto in massa a spese nostre.

Con la flat taxi.

A domani.

Cronicario: Non c’è sfiducia, c’è solo caldo


Proverbio del 27 giugno Le chiacchiere non cuociono il riso

Numero del giorno: 20 Taglio % forza lavoro previsto dalla Ford in Europa

Oggi è uscita la solita nota della fiducia di Istat ed è venuta fuori una notizia che ha lasciato tutti a bocca aperta: siamo scesi sotto quota 100.

Ma no, che avete capito? Non si parlava mica (una volta tanto) di abbassamento dell’età pensionabile (purtroppo). Si parla di fiduci. Quelle delle famiglie a giugno è scesa sotto i 100, a 99,3. Quelle delle imprese da 111,6 a 109,6.

Vedete che belline le curve là sopra? Ecco, noterete che si sono un po’ ammosciate e francamente è una cosa  inspiegabile. Siamo circondati da notizie fantastiche. Per dire: l’Ilva chiuderà a settembre, così la finiamo di inquinare il litorale puglies: e uno. L’Alitalia si perde pure Atlantia, perché i due VicePremier non riescono a farne uno intero e litigano su tutto: e due. Di sicuro c’è la fila là fuori per comprarsi la compagnia. Aumentano pure le entrate fiscali: e tre. Che però verranno tagliate quanto prima: e quattro. Soprattutto aumentano le spese pubbliche che molto presto moltiplicheranno i pani e i pesci in modo da avere una fine d’anno bellissima (semicit.): e cinque.

E c’è anche una sesta ottima notizia. E’ stato approvato il decreto sulla crescita, che come ha prontamente tweettato il Primo Minestra “è il segnale di un Paese che fa sistema e rilancia l’economia. Agevolazioni fiscali per le imprese, promozione degli investimenti privati, tutela del made in Italy: il Governo è con i cittadini per continuare a crescere. Insieme”.

E allora come si spiega il calo di fiducia, per giunta proprio nella bella stagione? Facilissimo: fa troppo caldo. Vorrei vederlo il vostro sentiment a 38 gradi all’ombra. Il mio s’è squagliato. Mi sono ammosciato come un gelato sciolto. Peggio: come le curve dell’Istat. Ma non mica colpa mia, sia chiaro. Il cambiamento climatico indotto dalla globalizzazione voluta dal turboliberismo sorosiano che sponsorizza l’Ue ha guastato il nostro meraviglioso clima mediterraneo di una volta. Non ci sono più le mezze stagione, l’avrete sentito dire. Ma non state a preoccuparvi,il governo del cambiamento (climatico) sovrano ha una soluzione geniale pronta.

Più ghiaccio per tutti. Meglio nello spritz.

A domani.

Cronicario: Ci estingueremo, ma con la flat pax


Proverbio del 20 giugno L’eccesso di nettare è un veleno

Numero del giorno: 42,1 Quota % italiani 20-34enni sovra-istruiti rispetto alla loro occupazione

Siccome le ottime notizie abbondano nel nostro meraviglioso paese, oggi mi voglio rovinare e ve ne dico due insieme. Anzi: crepino l’avarizia e i vincoli Ue: ve ne dico persino tre. La prima è la migliore: finalmente ci stiamo estinguendo.

Ci stiamo mettendo un po’ troppo, è vero. Però le ultime dall’Istat sono rassicuranti. Il capo dell’istituto giura che stiamo vivendo una crisi demografica che ricorda quella del 1917-18, quando oltre alla guerra contribuì a sterminarci pure la spagnola, che non era un commissario Ue (ancora non c’erano: nostalgia canaglia) ma un’influenza. Oggi che ci sono pure i commissari Ue speriamo di far meglio. E infatti ce la stiamo mettendo tutta. Per dire: nel 2018 sono nati circa 439 mila bambini, 140 mila in meno rispetto al 2008. Ciò malgrado solo il 5% degli intervistati dichiari che di avere figli proprio non ha voglia. Dal che uno potrebbe pensare che l’altro 95% non veda l’ora. Senonché poi si scopre che il 45% delle donne fra i 18 e i 49 anni (dato 2016) non ha figli.

La lenta estinzione dell’italica stirpe – ormai è chiaro a tutti – è il modo più intelligente che abbiamo trovato per non ripagare il debito pubblico, visto che le speranze di abbatterlo con la crescita del pil – e questa è la seconda buona notizia – sono ridotte al lumicino. Sempre Istat, nel suo rapporto annuale, dice che è probabile che nel secondo trimestre la crescita sarà negativa. Col che finalmente penetriamo il senso profondo di certi annunci del nostro beneamato governo.

Ma siccome le gioie non finiscono mai, ci pensa il nostro VicePremier Unoemezzo a mettere la ciliegina sulla torta della nostra dolcissima estinzione. Gli bastano due paroline magiche ormai capaci di evocare gioia e felicita: flat tax. “Noi vogliamo abbassare le tasse, soprattutto con la flat tax per famiglie monoreddito, partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori. Per redditi fino a 65mila euro ci sarà l’aliquota del 15%, fino a 100mila euro del 20%”.

Ora non voglio ripetere cose che già sapete. Ma ricordarle si.

In pratica se si adottassero le aliquote promesse, il governo avrebbe davvero fatto il miracolo di far estinguere il prelievo fiscale ancor prima di noi. Il che, ne converrete, è meraviglioso: potremo spendere i nostri ottocento e passa miliarducci l’anno senza più avere la seccatura di preoccuparci delle entrate. E soprattutto finalmente  si realizzerà la profezia contenuta nel sacro contratto di governo.

Con la flat tax, finalmente trasformata in flat pax finalmente ci estingueremo felicemente. RIP.

A domani.

 

 

 

Cronicario: Svegliarsi con 93mila euro di debito e stare sereni


Proverbio del 17 giugno Legifera con severità, giudica con clemenza

Numero del giorno: 2,4 Crescita % costo orario manodopera nell’EZ nel IQ 2019 su IQ2018

Puntuale come una cambiale (in fondo è una cambialona) arriva l’aggiornamento mensile di fabbisogno e debito di Bankitalia che ci regala una gioia dopo l’altra: non solo cresce il debito pubblico – che come sanno i geni è ricchezza privata (cit.) – ma aumenta anche il prelievo fiscale, che è futura ricchezza privata (semicit.).

In questo fiorire di ottime notizie, che vanno a guastare le festa a quei cattivoni dell’Ue che minacciano di metterci in punizione, arrivano stonati i cori delle associazioni dei consumatori che, avendo frainteso la natura del debito pubblico “a cui si deve essere restituita la dignità” (cit.), come ha ammonito l’ex ministro Pamplona assurto ad altri incarichi, si lamentano di una situazione di debito crescente…

..che scarica sulle spalle di oltre 25 milioni di famiglie circa 93 mila euri pro capite di debiti.

Adesso non state a preoccuparvi. Intanto bisogna sapere dove risiede questo debituccio.

Quindi notare che per circa il 70% sta già a casa nostra. E fra di noi ci si capisce. Una mano lava l’altra e via dicendo. Se guardate bene scoprirete persino che una bella fetta di questo debito ce l’hanno Bankitalia e poi banche e assicurazioni, dove tenete il vostro gruzzoletto. In sostanza i soggetti che hanno più della metà di questo debito pubblico sono gli stessi dove tenete i vostri spiccioli.

Ma #statesereni.

A domani.

Cronicario: I predatori del trilione perduto (senza patrimoniale)


Proverbio del 12 giugno L’uomo morale si adatta alle circostanze della vita

Numero del giorno: 0,069 Tasso interesse Bot annuale venduti oggi in asta

La migliore del giorno, ma che dico del giorno, della settimana, ma che dico della settimana, del 2019, non la sento dai soliti VicePremier, che uno se l’aspetta, ma dal capo di una grossa banca col cognome che fa provincia che argomenta così: “Serve un progetto per valorizzare la massa da 1 trilione di euro degli asset pubblici attraverso l’utilizzo in maniera intelligente del risparmio privato, una delle forze dell’Italia, altrimenti sarà inevitabile che questo nei prossimi anni sarà utilizzato per fare la patrimoniale”.

E’ una dichiarazione meravigliosa, ne converrete. Ci dice due cose insieme. La prima è rischiamo una patrimoniale, ma lo sapevamo già. La seconda, che lo stato ha beni per un trilione di euro, che nel caso vi sfugga sono circa 1.000 miliardi. Lo sapevate?

M’inerpico curioso in un mostruoso documento di 1.120 pagine della Ragioneria dello Stato, ma per fortuna mi fermo alle prime decine e poi lo trovo. Il Trilione perduto, dico. E non solo quello.

Incontro pure il gemello diverso del Trilione di attivi: il bisTrilione (ormai quasi tris) ritrovato delle passività, che nel caso il grande banchiere l’abbia dimenticato è l’altra parte del bilancio dello stato. Che dite abbiamo un problema? Vi do un indizio. Il saldo peggiora col passare del tempo.

Ora siccome sono una persona semplice, vorrei che qualche esperto di birignao bilancistico mi spieghi come si fa dire che bisogna fare un’operazione per attrarre il risparmio degli italiani, utilizzando come collaterale – di questo dovrebbe trattarsi, o no? – degli attivi che sono già pesantemente esposti a un passivo di quasi il triplo. Un po’ come chiedere un mutuo sulla casa che ha già tre ipoteche sopra. Così, a naso, lo Stato, per attrarre questo risparmio “che sennò finisce inevitabilmente in una patrimoniale”, dovrà offrire tassi di interesse succulenti, che poi comunque dovranno essere ripagati con le tasse dei sottoscrittori.

Quindi usare i risparmi degli italiani per ripagare i debiti degli italiani, ma senza fare la patrimoniale anzi convincendo pure gli italiani, con la volenterosa collaborazione di banche, gazzettieri, nani e ballerine, che è un affare. Anzi: la cosa giusta da fare. Non è meraviglioso? Se fossi un VicePremier ci farei un pensierino.

A domani.

Cronicario: Crolla la produzione (di smog) auto


Proverbio del 10 giugno Il mondo lusinga l’elefante e se infischia della formica

Numero del giorno: 3.9 Calo % produzione manifatturiera in UK ad aprile

E se non siete fra quelli che festeggiano per il crollo della nostra produzione industriale di aprile, e in particolare di quella automobilistica, allora è chiaro: siete dei terroristi ecologici senza cuore.

Se vi risulta troppo dispersivo leggere tutte queste parole, guardate le figure: non serve neanche essere particolarmente versati: quand’è su va su, quand’è giù va giù.

Ne caso poi voleste approfondire, sappiate che una buona parte di questo andamento declinante lo dobbiamo al nostro settore auto, che ha ceduto un bel po’ di produzione.

Ed ecco la buona notizia: il calo della produzione porterà a un crollo dello smog.

Questa notizia è stata offerta da Il Corriere del cambiamento, l’unico quotidiano che si può pagare in Minibot.

A domani.

Cronicario: E neanche questo week end l’Italia esce dall’euro


Proverbio del 7 giugno Dai grandi profitti, grandi rischi

Numero del giorno: 0,3 Stima crescita % Pil prevista da Bankitalia per il 2019

Non c’è niente di meglio di venerdì che sapere che non ti aspettano seccature per il week end. Dovrebbe essere la regola, ovviamente. Ma da quando qualcuno ha iniziato a far circolare piani B, nei quali nello spazio di un week end il governo del turbamento avrebbe deciso la chiusura delle banche, il controllo sui capitali e probabilmente anche del tasso alcolico dopo la mezzanotte, ecco che, tutto d’un tratto, il week end ha iniziato a ispirare una certa tremarella.

Ma adesso non stiamo a preoccuparci. Per fortuna abbiamo VicePremier Unoemezzo che non pago di aver ordinato al Primo Minestra di “nominare subito il ministro per le politiche Ue”, ha pure detto che un’uscita dell’Italia dall’Euro “non è minimamente nei nostri programmi e nelle nostre intenzioni”.

La doverosa precisazione, utilissima specialmente di venerdì, è avvenuta dopo che certi rettiliani avevano sottolineato che la proposta della Lega di introdurre i mini-bot potesse essere il primo passo per un’uscita dell’Italia dall’Euro. Ma in realtà è un chiaro equivoco. Lo sanno tutti che più che uscire dall’euro, dobbiamo farne entrare di euro.

Non sapete che dire? Tranquilli: ci pensa sempre Lui: “Spero che le agenzie di rating ci permettano di dare da mangiare agli italiani” .

E minibot? “Le monete alternative le usiamo al Monopoli”. Buona partita allora.

E buon week end.

Cronicario: Laggenda degli Incredibili


Proverbio del 6 giugno Nel letto stretto coricati in mezzo

Numero del giorno: 8.659.000 Numero di famiglie con un solo componente in Italia (il 33,9% del totale)

A quelli che si ostinano a non credere la realtà imiti la fantasia, come diceva un celebre poeta, facciamo notare sommessamente che dopo il glorioso ritorno dell’agenda, nel dibattito politico,

oggi siamo andati ben oltre. Ho scoperto che il governo del cambiamento sta interpretando un glorioso gruppo che chiunque sia immaturo come me ha sicuramente conosciuto e amato.

Così sapete pure perché amo il governo del cambiamento. Non solo perché sono supereroi che combattono contro la cattivissima Ue e gli altri mostri spaziali della finanza internazionale, probabilmente rettiliani. Ma perché sono incredibili. Vi faccio un esempio. Oggi Vicepremier Zerocinque se n’è uscito, dimostrando ampio sprezzo del peri(di)colo, dicendo che “pretendiamo un commissario Ue, ma sarà difficile”, che “l’Iva non aumenterà neanche quest’anno” e che, dulcis in fundo, quelli della Ue sono “in malafede o incompetenti”.

Ma la scoperta della vera natura del nostro amatissimo governo del cambiamento la devo a una nota agenzia di rating, quindi sicuramente rettiliana-sorosiana-turbocapitalistico-fuffara che ha avuto l’ardire di dire che i minibot, uno dei fiori all’occhiello del pensiero magico del governo del cambiamento, sarebbero “un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e la preparazione dell’uscita dell’Italia dall’Eurozona”. Inoltre “il semplice fatto che la proposta sia tornata alla ribalta è credit negative”, ossia un fattore negativo sul giudizio dell’agenzia di rating che peraltro arriverà il prossimo 6 settembre. E mica finisce qua. Ha pure avuto l’ardire di dire che il debito pubblico dell’Italia “continuerà a salire nei prossimi anni” e che l’obiettivo del governo di un deficit al 2,1% del Pil per quest’anno “manca di credibilità”.

Ed è qui che una volta tanto sono d’accordo con l’agenzia rettiliana. Il governo non è credibile. Meglio ancora: è Incredibile.

A domani.