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Cronicario: Ho speso un miliardo in 68 secondi e sono felice


Proverbio dell’11 novembre Un viaggio di mille km comincia con un passo

Numero del giorno: 10.500.000.000 Valore delle locazioni in Italia nel 2019

Buongiorno, sono il cinese medio e sono single. Mi capirete: lavoro 25 ore al giorno e devo pagare l’affitto per i miei otto metri quadri senza finestre: non ho tempo né voglia di impegnarmi con altri consumatori di spazio vitale.

Per fortuna vivo in un paese che ha a cuore le mie necessità. E all’uopo ha lanciato questa idea geniale: la giornata dei single. Che se ci pensate è la naturale evoluzione di quell’altra idea geniale che è stata la politica del figlio unico.

Ma non è questo che vi volevo dire. Vi volevo far saper che per festeggiare questa solitudine che oggi si chiama singletudine, uno dei nostri campioni nazionali ha lanciato questa idea genialissima di proporre di fare shopping sfrenato per tutta la giornata di oggi.

E io che sono un bravo cittadino non potevo certo dir di no. E così sono riuscito – insieme con gli altri come me che siamo legione – persino a battere un record: ho speso un miliardo di dollari per acquisti in 68 secondi, per una media di quasi 15 milioni al secondo.

Dopo 63 minuti, su Alipay, la piattaforma di Alibaba che ha lanciato l’ideona, i miliardi spesi erano già 14,3, col che abbiamo migliorato di 43 minuti il record del 2018. E adesso sono finalmente felice. Per oggi.

A domani.

Cronicario: Finalmente arriva un gufo anche alla Bce


Proverbio del 6 novembre Il contadino trema sei mesi per il freddo e sei per la paura

Numero del giorno: 250.000.000 Stima vendite smartphone Huawei nel 2019 (+21%)

Nel giorno il cui il Fmi ci regala una straordinaria perla di saggezza, nel tentativo di strappare l’Europa alla sua rassegnata crescita moscia – chi ha soldi veda di spenderli, chi ha i debiti è meglio che li riduca, ma anche no: questo in grandi linee il ragionamento – non possiamo che salutare con giubilo il tanto atteso arrivo dei gufi anche alla Bce.

Non lo sapevate? Sentite che dice la neo presidente della Bce. Dopo aver sottolineato che lei non si sente né falco né colomba, ha detto: “Spero invece di essere un gufo. Mi piacciono. Sono animali molto saggi”, conclude Madame Lagarde.

Dove prima volavano i Draghi, adesso volteggerà questo splendido animale, dotato di vista acuta e di extratorsione del collo. Cosa potrà andare storto?

A domani.

Cronicario: Piacere Bond, Green Bond


Proverbio del 31 ottobre Non puoi andare in paradiso se non muori

Numero del giorno: 84.000 Migranti salvati dai mercantili dal 2014

L’uomo del Monte (dei pegni) ha detto Ja. L’uomo sarebbe il ministro delle finanze tedesco che, forte di attivi fiscali più che triennali – nel senso che noi e i quattro quinti del mondo facciamo deficit e loro surplus sul bilancio pubblico – ha annunciato che il governo emetterà bond per racimolare risorse da investire su progetti sostenibili.

Quindi Green Bond: belli, misteriosi, seducenti, piacenti ai piacioni, e al tempo stesso sostenibili, responsabili e puliti. Le versione 2.0 del vecchio Bond, ma con licenza di spendere senza sensi di colpa.

E così viene a compimento il miracolo tedesco che avevamo già annunciato su queste righe semiserie. Ma mica perché la sappiamo più lunga. Semplicemente perché abbiamo un fiuto rarissimo per le cose che mettono d’accordo tutti.

What else?

Buon ponte.

PS Ah, è uscito anche il dato sul nostro pil nel terzo trimestre. Che è lo stesso del secondo. Zerouno Ebbasta (cit.)

Cronicario: La Brextension salva il ponte di Halloween


Proverbio del 28 ottobre Le perle sull’altro lato del fiume sono sempre più grosse

Numero del giorno: 40 Ribasso % beni a base d’asta del Demanio aggiudicati oggi

Ma che c’avevate creduto che il 31 ottobre, prima del ponte di Halloween e addirittura prima dei regali di Natali, arrivasse la Brexit? Maddai: nessuno ha voglia di lavorare durante le feste. E comunque c’è tanto ancora di cui discutere e i politici del Regno Unito hanno ancora tanti giochi da fare.

Per dire: più tardi il capataz del governo britannico proporrà una mozione per avere elezioni anticipate che evidentemente, da buon malpancista, è convito di vincere.

Si vedrà. Intanto abbiamo già visto che i 27 paesi reduci dell’Ue hanno deciso di concedere al quasi ex 28esimo l’ennesima proroga, visto che sempre il quasi ex 28simo aveva votato una legge che gli impediva di uscire senza accordo, ma non aveva più il tempo di far approvare l’accordo – che peraltro era già stato bocciato dal parlamento che avrebbero dovuto approvarlo – in modo da fare la Brexit il 31 prossimo, che cade di Halloween,  troppo vicino a Ognissanti e alla festa dei morti. Pareva brutto.

Sicché è arrivata la proroga al 31 gennaio 2020. Ma attenzione: non è una proroga: è una cosa flessibile: la flextension. Se l’UK riuscirà ad approvare l’accordo prima del 31 gennaio si farà la Brexit e buonanotte ai suonatori. Non si capisce cosa succederà in caso contrario.

Intanto tutti si godono la metamorfosi della Brexit in Brextension. Il ponte è salvo. E anche il Natale.

A domani.

Cronicario: Vorrei, ma non Pos


Proverbio del 25 ottobre Chi spreca il suo tempo deruba se stesso

Numero del giorno: 2,5 Aumento % commercio extra Ue in Italia a settembre 

Allora: abbiamo Bankitalia, come sempre molto analitica, che ci fa sapere che nel 2018 il numero di Pos attivi in Italia per il pagamento con carte ha superato i 3 milioni. Pensate: erano 2,4 milioni del 2017. E se ci aggiungete gli oltre 80mila Pos presso gli uffici postali e magari anche i 35 mila Atm attivi più gli circa 4800 attivi presso imprese o luoghi pubblici…

Infatti: è un esercito di pos. E infatti nel secondo trimestre di quest’anno, le operazioni e gli importi dei pagamenti con carte di debito (Bancomat) sui Pos sono arrivati a 32,2 miliardi di euro in crescita rispetto ai 29,5 del trimestre precedente, restando al di sotto dei 33 di fine 2018.

In più c’è il governo che sembra pos-seduto: ha annunciato che il prossimo decreto fiscale conterrà per i commercianti un credito d’imposta del 30% delle commissioni sulle transazioni con carte e bancomat, che sarà riconosciuto alle piccole attività con ricavi e compensi entro i 400mila euro. E, partire da luglio prossimo, chi non accetterà i pagamenti con Pos verrà multato!!

Ora io gli direi al governo, se mi potesse ascoltare che io davvero vorrei usare i pos e spendere un sacco di soldi con la mia carta di credito, di debito o come si chiama. Davvero vorrei far salire il pil a furia di spese futili. Vorrei persino pagarci degli investimenti produttivi ad alto moltiplicatore, col pos. Pure la paghetta ai figli, ci vorrei pagare. Poi faccio l’estratto conto in banca e tutto diventa chiaro.

Buon week end.

 

Cronicario: Sugar tax+plastic tax=Coca Cola tax


Proverbio del 17 ottobre Il cibo migliore è quello che riempie la pancia

Numero del giorno: -3,4 Calo % su base annua dell’export italiano ad agosto

Siccome le vie del governo sono finite, anzi finitissime, ecco a voi una semplice equazione che rappresenta anche l’italica e geniale risposta alle provocazioni  dell’alleato (riluttante) americano che ci dazia parmigiano e brunello.

Partiamo dal presupposto che dobbiamo tutelare l’ambiente, e siamo tutti d’accordo. Poi che dobbiamo tutelare la salute pubblica dagli stravizi di gola. Tutti d’accordissimo. In più dobbiamo dare una scocciatura senza farglielo sapere a Mister T…

E pensa che ci ripensa, ecco l’uovo di Colombo. Intanto una bella tassa sulla plastica, che farà felice gli adolescenti (politici e non) e la tartaruga caretta caretta. Poi una bella tassa sullo zucchero. Ma tranquilli: il ciambellone è salvo. “Nella manovra rientrerà la sugar tax – dice il sedicente ministro della manovra – che però sarà limitata alle bevande e non si occuperà di merendine”.

Quindi prendete una bottiglia di plastica, metteteci dentro una bibita zuccherata e indovinate che viene fuori.

Tassata due volte, per giunta. Altro che Trump.

A domani.

Cronicario: La carica dei (Quota) 101


Proverbio del 14 ottobre La felicità dura un attimo. L’infelicità il resto del tempo

Numero del giorno: 2,8 Crescita % commercio estero Cina primi tre trimestri 2019

Siamo tutti emozionatissimi per la prima manovra del governo del post-cambiamento. Avrete notato che aria nuova si respira: niente liti, tutti d’amore e d’accordo, niente proposte in libertà ma solidi ragionamenti bollinati.

E così, in questo clima meraviglioso di intesa, mai visto prima nella storia delle leggi finanziarie, torna improvvisamente sul tavolo la questione Quota 100. Un’altra cosa sulla quale tutti concordano. Nel senso che ne parlano per dire cose diverse.

Sicché all’ex avvocato del popolo, divenuto non mi ricordo bene cosa di preciso, tocca fare il poliziotto buono, mentre là fuori infuriano i cattivi. Quelli che – addirittura – vorrebbero cambiare Quota 100, una delle genialate meglio riuscite a un governo in carica.

Notate la pregevole curvetta nera lungo il prossimo lustro. Qualcuno della maggioranza ha chiesto di appiattire la curva suscitando le ire di qualcun altro, mentre un altro ancora già vicepremier, come sempre dotato di toni moderati, ha addirittura minacciato di far chiudere il parlamento se solo ci provano.

E allora l’ex avvocato del popolo e attuale primo minestra ha reso chiaro a tutti quale sarà il percorso del governo, capace di armonizzare le lievi sfumature che si intravedono appena nella maggioranza, come sempre con saggezza e lungimiranza: “Sulla misura stiamo lavorando ai dettagli, siamo in contatto con i tecnici del Mef”.

Ma noi abbiamo fonti qualificate all’interno dei ministeri che ci consentono di anticipare quale sarà l’esito di cotanto ponderare. Tenetevi forte. Quota 100 verrà cancellata e al suo posto arriverà…

Quota 101. Preparate i moduli.

A domani.

Cronicario: L’Ocse dichiara guerra alla ciccia


Proverbio dell’11 ottobre Domanda all’esperto più che all’erudito

Numero del giorno: 88.000.000.000 Valore economia circolare italiana secondo Coldiretti

Siete sovrappeso? Le vostre maniglie dell’amore sono una tracolla? Il vostro girovita gira come una trottola? Pentitevi! O quantomeno spaventatevi. Perché oggi, che si celebra l’obesity day, l’Ocse ha rilasciato un dato che somiglia a una minaccia per tutti i residenti dell’area.

No, molto peggio: l’obesità ucciderà 90 milioni di persone nei prossimi trent’anni.

Quindi mollate lo spuntino zuccheroso delle 11, scordatevi proprio il pranzo, obliterate il richiamino del pomeriggio e godetevi carotine e finocchio per cena, senza pensare neanche più lontanamente al tocco di cioccolata prima di andare a letto.  E non crediate di rifarvi a colazione.

Perché se non vi date una regolata, sappiate che oltre a danneggiare voi stessi (che poi sarebbe un problema vostro), danneggiate pure il bilancio dello stato, che è pure peggio.

Sempre Ocse infatti ci informa che i vari paesi spendono l’8,4% del pil per i problemi legati all’obesità e in futuro andrà peggio. Per dire, da noi è previsto che avremo un impatto di spese pari al 2,8% del pil. Meglio del Messico, ma comunque parecchio.

Ma stare sereni: c’è sempre una soluzione. Facile facile: investire nella lotta all’obesità, visto che “un dollaro investito ne fa guadagnare sei”.

E allora ha ragione il boss dell’Ocse, quando dice che “non ci sono più scuse per l’inattività”.

Ma l’inattività non ha mica bisogno di scuse. Specie il venerdì.

Buon week end.

 

Cronicario: Il Fisco minaccia i 5 stelle (gli hotel per ora)


Proverbio del 9 ottobre L’acqua non si divide colpendola col bastone

Numero del giorno: -07 Calo % prestiti bancari alle imprese italiane ad agosto

Ora che il Nadef show entra nel vivo, faremmo bene a preparare i pop corn e goderci lo spettacolo, l’unico peraltro il cui il biglietto si paghi alla fine. Perché il teatrino che accompagna la redazione delle leggi di bilancio è una delle poche occasioni nelle quali le varie anime che compongono il genio italico danno il meglio di sé. Il governo e il parlamento, per cominciare. E la cosiddetta società civile, che mica scherza.

Per dire, poco fa ha fatto sentire la sua voce tonante una nota associazione che difende gli albergatori, a dir poco indignata perché aveva sentito dire che il governo, alle prese col compito disperato di far salire l’Iva senza dirlo, era intenzionato a portare l’Iva sugli alberghi di lusso al 22%. Geniale il governo. Ma ancor più geniali loro.

“Basta tasse sul turismo e sul lusso – dice la nota associazione -. Ci auguriamo davvero che non accada, ma se l’Iva fosse rimodulata e salisse al 22% per gli hotel di alta fascia, abbiamo già pronta una contromossa. Declasseremo tutti gli alberghi a 5 stelle per risparmiare quel famoso 10% di cui si parla. L’Italia si troverà a non avere più alberghi a 5 stelle”.

Il Fisco rischia di far sparire i 5 stelle insomma. Gli hotel per ora. Ma lasciatelo lavorare.

A domani.

 

Cronicario: Zero Ebbasta


Proverbio dell’1 ottobre Chi lavora come uno schiavo può mangiare come un re

Numero del giorno 0,3 Tasso % inflazione in Italia a settembre

Neanche il tempo di far seccare l’inchiostro sulla Nadef, che come previsto ha dato il via al consueto show, che già i pezzi grossi si scatenano. Per dire, avevo appena iniziato a credere alle previsioni programmatiche del governo sul prossimo triennio…

pure se con una certa fatica…

ma con la speranza che almeno fossero azzeccati i tassi di crescita, peraltro già bassini….

quando improvvisamente, dai recessi del misterioso mondo della finanza è apparso Fitch.

Dai che la conoscete. E’ un’agenzia di rating, quindi un soggetto che fornisce (a pagamento, ma anche no) valutazioni sul merito di credito di un emittente e nel tempo libero fa previsioni.

E che dice Fitch? Che quest’anno – se va bene – faremo uno zero bello tondo di (non) crescita. Zero Ebbasta: il nuovo successo del governo del cambiamento di governo.

Buon ascolto.

A domani.