Cronicario. Chiudete i confini dei condomini


Proverbio del 20 aprile L’umiltà conduce alla grandezza

Numero del giorno: 1.500.000.000.000 Fondo Ue chiesto da Spagna per Covid

Devo ringraziare quel tal presidente di una regione che ha detto di essere pronto a chiudere i confini del suo territorio se quell’altro presidente regionale avesse proclamato il tana libera tutti per il coronacoso.

Devo ringraziarlo non solo perché ho scoperto che esistono i confini regionali che all’occorrenza si possono anche chiudere, immagino schierando i forestali, ma soprattutto perché ha perfettamente ragione: mica uno può rischiare perché un altro ha deciso di sbracare. Ennò.

Allora ho scritto all’amministratore di condominio spiegandogli che non si poteva permettere l’accesso di chicchessia al palazzo dove abitiamo senza avere la “sicurezza assoluta” (cito testualmente da uno dei tanti geni che parlano) che uno non coltivi virus in una qualsiasi parte del corpo. L’amministratore, che è un sincero democratico, ha subito emendato il regolamento schierando i condòmini a turno a sorvegliare il portone. Non basta smettere di uscire, bisogna anche evitare di fare entrare!

Il presidente del municipio, che ha saputo questa storia, ha disposto immediatamente la chiusura della frontiera con i municipi vicini, riciclando come guardie di frontiera i bidelli delle scuole, che tanto (e per fortuna) sono chiuse, affiancati da un esercito di smart worker in crisi da lockdown.

Allora il sindaco, che non si vuole far parlare dietro, ha emesso un’ordinanza per chiudere il territorio comunale, sempre insidiato da chi prova a infiltrarsi dai paesi viciniori. Gli altri sindaci, che non vogliono passare per smidollati, hanno subito fatto la stessa cosa, schierando i sorveglianti di cittadinanza, ossia quelli rimasti intanto senza reddito. Finché la notizia non è arrivata alle province, che sono state abolite, ma anche no. Ma nel dubbio hanno chiuso anche loro i confini.

A quel punto il presidente della Regione, che già rosicava per essere arrivato ultimo, ha deciso di chiudere non solo i confini, ma anche le comunicazioni col resto d’Italia. Un qualche scienziato – ormai pandemici – gli avrà detto che il coronacoso si può pure contagiare coi pensieri, mica solo cogli starnuti.

Il governo, impegnato ad ascoltare i consigli dei chissà quanti (e quanto) esperti reclutati per la fase 2 (mila) non si era accorto di nulla. E così il Primo Minestra si è presentato in tivvù con la diretta a reti unificate, ma facoltativa, a dire che finalmente si riapre, ma gradualmente.

Purtroppo nessuno lo stava ascoltando. Erano tutti a controllare i confini.

A domani.

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