Tedioevo


Tedioevo, ossia l’età del tedio.

Ma anche un nuovo tipo di medioevo, nell’accezione più comune (e sbagliata) di questo termine, riferito al nostro tempo.

Ossia epoca di buio e di fine della storia.

Tedioevo è un discorso sul presente, perciò, che prende a pretesto il passato. Sul nostro male oscuro trasfigurato da un riferimento a un’epoca ritenuta oscura.

Un’evocazione che è anche un’invocazione e, alla fine, una preghiera.

Il libro l’ho scritto in tre mesi, febbrili e faticosi, fra dicembre 2011 e febbraio 2012 e l’ho rinchiuso nel baule dei manoscritti abbandonati che si riempie da quando ho memoria.

Lì l’avrei lasciato a macerare, in attesa di capire se fosse buon vino o aceto, se poi non fosse nato questo blog.

Che c’entra un blog di socioeconomia con un libro che sembra parli di tutt’altro?

Nulla.

Vedrete però, se avrete la pazienza di scorrerlo, che il discorso economico contribuisce al testo. La narrazione è composita e, pur nei miei riconosciuti limiti, alquanto compendiosa.

Qualche giorno fa il ricordo di queste pagine è emerso prepotente dalla mia memoria bussando insistentemente alla mia porta.

Che vuole questo libro da me? mi sono chiesto.

Così l’ho riletto.

Allora mi sono accorto che questo blog comincia da dove quel libro era finito.

Il discorso economico che concorreva alla costruzione di quel libro è diventato il protagonista di questo blog.

Non so perché succedano queste cose, però succedono.

Perciò ha cominciato a frullarmi in mente l’idea che forse questo testo potesse interessarvi.

In fondo lo scopo di questa faticaccia è mostrare come la crisi ce la portiamo dentro, molto in profondità. E che quando arriva a lampeggiare sulla bilancia dei pagamenti, o assume le fattezze di un deficit pubblico, vuol dire soltanto che è il danno è conclamato.

Allora, siccome chiuderò il blog per Natale, dal 21 dicembre al 12 gennaio, ho pensato che pubblicarlo qui fosse un buon modo per augurarvi buone vacanze e dimostrarvi la mia gratitudine.

Consideratelo una parentesi aperta e chiusa a margine del nostro discorso.

Lo pubblicherò a puntate, un capitolo alla volta, nel periodo di chiusura del blog e poi ne farò un altro freebook.

Non lo pubblico a cuor leggero.

Come tutte le cose che non nascono per essere condivise, Tedioevo è pieno di imperfezioni e fin troppo disinvolto nella loro dissimulazione.

A volte è troppo personale, pure nella sua impersonalità.

Spesso è irritante.

Perciò i capitoli non verranno pubblicati nello spazio principale del blog, ma in pagine a parte annidate sotto questa.

Ciò malgrado mi rimangono alcuni dubbi.

Ma in fondo, mi dico, è solo un regalo di Natale.

Sta a voi decidere se scartarlo o meno.

Ps Il testo si compone di cinque parti principali, oltre a un’introduzione, intitolate prendendo a prestito dal linguaggio medico, essendo il Tedio, appunto una malattia del nostro tempo.

Quindi Anamnesi, Semeiotica, Diagnosi, Prognosi, Cura.

Ogni parte si compone di alcuni capitoli, ognuno dei quali titolerà un post.

L’ultima parte, la sesta, cointiene l’epilogo.

 Avanti

Scarica il freebook di Tedioevo

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