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Cronicario: E il venerdì arrivano pure le cavallette


Proverbio del 24 gennaio Un grande talento richiede molto tempo per maturare

Numero del giorno: 3,8 Crescita % commercio extra Ue nel 2019

Siccome è venerdì, voglio chiudere in bellezza una settimana funestata da vari vertici internazionali, emergenze climatiche (ormai equivalenti al pane e coperto dei nostri menù informativi) e persino a rischio pandemie.  Perciò scelgo una notizia che ci fa capire che finalmente le nostre sofferenze stanno per terminare. Siamo a una svolta:

Mi spiego. L’Onu ha decretato l’emergenza locuste in Africa orientale. La Fao ha annunciato che il numero di queste graziose bestioline, che sicuramente fuggono dal riscaldamento climatico o dalla Cina impestata, può crescere più di 500 volte del solito. Erano 70 anni che non succedeva, almeno in Kenya. D’altronde il riscaldamento e la Cina c’erano già da allora.

L’arrivo della piaga biblica, è un’ottima notizia, ne converrete, suggellando l’apoteosi delle nostre disgrazie. E’ chiaro che si prepara la fine del mondo. Così finalmente la smetteremo di preoccuparci. E vi dico anche un’altra cosa: arriverà puntuale, la catastrofe. Come ogni lunedì.

Buon week end.

Cronicario: Si scalda il Fis(i)co di sostegno


Proverbio del 23 gennaio I corvi sono dappertutto neri

Numeri del giorno: 616 Persone che risultano contagiate dal virus cinese

Provo a raccapezzarmi fra notizie che dicono tutto e il contrario di tutto, ma con risultati scarsi.

Per dire: l’Inps prima dice che nel 2019 ha autorizzato 259,6 milioni di ore di cassa integrazione, il 20,2% in più rispetto al 2018. E poi dice che nei primi 11 mesi del 2019 c’è stato un aumento del 111% dei contratti a tempo indeterminato.

Per un attimo  – ma solo un attimo eh – penso persino di approfondire. Ma poi lo spirito del tempo ha il sopravvento.

Anche perché vengo raggiunto da una dichiarazione fulminante del nostro ministro dell’Economia, che rima sempre con Mammamia pure se nel frattempo il titolare ha cambiato nome. Costui, il nuovo titolare non il vecchio, dalle cime di Davos, non più innevate a causa del riscaldamento globale e delle parole infuocate di GretaS, se n’è uscito con la spiegazione definitiva sulla crisi.

Eccole: “L’Italia, e l’Europa, hanno bisogno di una posizione fiscale che sostenga”. Perché è tutta una questione di sostegni, signora mia. Ma attenzione, “non si tratta di spendere per spendere, piuttosto di colmare una carenza di investimenti”.

Sissignora. “Dobbiamo chiederci – dice il ministro economico – perché in Europa ci siano tassi più bassi che negli Usa. E la risposta è che gli Usa hanno avuto uno stimolo di bilancio, che ha rilanciato la crescita e consentito tassi più alti”.

E’ chiaro che con un ministro così non basta il Fisco di sostegno. Ci vuole anche il fisico.

A domani.

Cronicario: Aumentano i debiti quindi va tutto bene


Proverbio del giorno Finché c’è fuoco in cucina, arriveranno ospiti

Numero del giorno: 47.909.000.000 Avanzo commerciale Italia genn-nov 2019

Siccome è venerdì, oggi solo buone notizie. Anche perché ne arrivano a bizzeffe, avrete notato. Il taglio dei cuneo fiscale per i redditi bassi, per dire.

L’ispirazione, oltre all’Istat che ha diffuso i conti del commercio di novembre scorso,

e al governo che taglia le tasse (salvo aumentarle con l’altra mano) ce l’ha offerta Bankitalia che ha pubblicato l’aggiornamento mensile – sempre relativo a novembre – dei dati della bilancia dei pagamenti, che ci fanno sapere un sacco di cose interessanti.

Che vuol dire che sono entrati 52,3 miliardi dall’estero. Uno pensa: bene. Ma poi legge che…

Ripeto: siccome i prezzi dei Btp si sono ripresi dopo i danni provocati dal cazzeggio del cambiamento, il debito estero italiano è peggiorato di quasi un punto di pil. Tanto che adesso il totale del debito ha superato l’incremento del conto corrente.

Vabbé ve la faccio ancora più semplice: va tutto bene. Infatti sono aumentati i debiti.

Buon week end.

 

Cronicario: C’ho lo shock fiscale e me ne vanto


Proverbio del 14 gennaio A ogni male è necessario un medico: il tempo

Numero del giorno: 424.390.000.000 Surplus commerciale cinese nel 2019

Mi volevo regalare un momento di serietà dopo aver letto che il surplus cinese del 2019 era cresciuto del 21,2% rispetto al 2018. Già mi sorgevano domande profonde tipo: ma come: e i dazi? E visto che gli Usa hanno diminuito il deficit commerciale verso i cinesi ad appena 295,8 miliardi (-8,5%) mi stavano persino sorgendo risposte profonde tipo: ah ma allora stanno vendendo ad altri, o dubbi inquietanti tipo: non sarà che stanno diminuendo le importazioni.

Sicché stava per venire fuori un Cronicario serio, quando per fortuna ha prevalso il genio italico nella forma di un osservatorio economico di commercialisti che mi ha comunicato una verità profonda: “Le famiglie italiane non hanno ancora assorbito lo shock fiscale del 2012”.

E allora tutto mi si è chiarito. Abbiamo (chi paga le tasse, quindi una minoranza) sulle spalle un peso fiscale che vale il 17,8% del pil, l’1,63% in più rispetto al fatidico anno. Da allora abbiamo recuperato un miserevole 0,18. Il grosso della fatica la sostengono le famiglie, assai più che le imprese e le istituzioni finanziarie.

Mi stavo deprimendo quando a un certo punto mi è caduta sotto gli occhi l’esternazione del presidente di un noto ente previdenziale divenuto celebre per quello che possiamo definire una specialità nazionale.

Notate il talento affabulatorio (rectius: cazzaro): “Valutando insieme i dati sulle pensioni, la congiuntura non particolarmente positiva e la tendenza lievemente in aumento nel mercato del lavoro possiamo dire che quota 100 non ha certamente avuto un impatto negativo sull’occupazione”.

Ma c’è anche di meglio: “Il reddito di cittadinanza, e così il decreto dignità, non creano lavoro in senso letterale, aiutano ad allocare il lavoro sul mercato attraverso l’incrocio tra domanda e offerta, come qualsiasi altra politica attiva. Per creare lavoro servono investimenti”.

Lo shock fiscale mi è sembrato persino piacevole.

A domani.

Cronicario: Il governo rivede l’Irpef, ma non la riconosce


Proverbio del 13 gennaio Tollera il tuo prossimo e spera che lui faccia altrettanto

Numero del giorno: -1,4 Calo % annuo a novembre vendite dettaglio piccoli negozi

Innanzitutto auguri, visto che ancora quest’anno il Cronicario non voleva saperne di cominciare, e abbiamo dovuto usare le maniere forti per costringerlo.

Ma poi va detto pure che sinora il clima era fiacco. Sì, c’era stata qualche crisi occasionale, ma niente che valesse il piacere dell’ozio del vostro affezionatissimo. Ma oggi l’aria è cambiata. Su un noto quotidiano nazionale è apparsa una intervista davvero frizzante al nostro Primo minestra, con argomenti davvero inediti nella nostra storia contemporanea.

No, scusate ho preso la foto vecchia. Ecco: questa è quella giusta.

Lo so, vi sono venuti i lucciconi. La riforma dell’Irpef, leggasi taglio delle tasse sta, a pari merito col ponte sullo stretto, al top della classifica dei miti nazionali, gareggiando col deficit espansivo e gli investimenti produttivi.

Ora magari vi chiederete come sarà questa riforma. Ma non state a scervellarvi: ce lo spiega il Signor Viceministro, che tutto sa del Primo minestra. Ed ecco il succo distillato dell’annuncio.

“Rivedere l’Irpef può garantire indirettamente l’intervento sul cuneo fiscale perché a parità di costo-azienda il netto è più alto e quindi è un vantaggio per il lavoratore e di conseguenza per l’azienda”.

Ora che avete sorbito il distillato, non stupitevi del capogiro. E’ perfettamente normale se avete capito nulla. Avete colto il punto.

A domani.

 

Cronicario: Caro Babbo Natale, regalami un evasore fiscale


Proverbio del 17 dicembre Un ospite lieto non grava su nessuno

Numero del giorno: 4,3 Incremento % export italiano a ottobre su base annua

Caro Babbo Natale,

visto che anche quest’anno mi costringono a scriverti una letterina, volevo dirti che invece dei soliti regali – trenini, monopattini, videogiochi, torrone – che aumentano l’inquinamento e il riscaldamento globale (me lo ha detto mio cugino che è amico di Greta), vorrei qualcosa di diverso, che magari non ti aspetti.

Ci ho pensato mentre sbirciavo di nascosto il giornale che mio papà si era dimenticato di portar via, con ciò facendomi scoprire un mondo incredibile che noi bambini neanche immaginiamo. Ho letto ad esempio la storia di quel tizio finito agli arresti domiciliari, che dovrebbe significare che è in punizione a casa. Anche a me succede, anche se sono un bravo bambino. Però lui ha 63 anni e quindi è un po’ strano. Ma la cosa più strana è che questo signore, residente in Svizzera, aveva 120 case di proprietà, quindi non ho capito esattamente in quale casa lo avessero messo in punizione. Ma poco male. Tanto queste case erano tutte “finemente arredate”, e lui, prima della punizione, girava con auto di lusso e aveva nel salvadanaio diciassette milioni in contanti che non scrivo a numero perché non so con quanti zeri di preciso si scriva.

Soprattutto vorrei capire, caro Babbo Natale, perché questo signore la cui “storia criminale partendo dai primi anni ’90, quando cominciava a collezionare i primi precedenti penali per reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio e per evasione fiscale” e pur “evidenziando una raffinata e ostinata capacità delinquenziale” sia finito in punizione così tardi mentre a me basta prendere un brutto voto. Soprattutto non capisco come facesse ad avere tutti questi soldi mentre diceva di avere solo un normale stipendio come mamma e papà. Dicono fosse un evasore. E sarà per questo.

Pensavo di chiedere ai miei, ma mi è caduto l’occhio su un’altra storia. Di un tale che gli hanno sequestrato 400 milioni perché aveva fatto cattiverie in giro per il mondo con il gioco d’azzardo, che immagino siano giochi pericolosi. Che li faccio anch’io, insomma. Ma mica ho tutti questi soldi!! Dicono che anche lui fosse un evasore.

Allora ho capito che non potevo chiedere una spiegazione a mamma e papà, che sempre insistono sul fatto che devo studiare e andare bene a scuola: ho sfogliato tutto il giornale e non ho trovato nessuna storia di uno che si è comprato 120 case andando bene a scuola.

Perciò caro Babbo Natale ho deciso: da grande voglio fare anche io l’evasore, qualunque cosa significhi. A proposito: non è che potresti farmene trovare uno sotto l’albero? Magari m’insegna. Grazie.

A domani.

Cronicario: Mare, mare, mare voglio tornare a nuotare


Proverbio del 12 dicembre Chi è malato apprezza la salute

Numero del giorno: 20.000.000.000 Acquisti mensili di titoli confermati dalla Bce

Siccome non ve ne parlerà nessuno, neanche per sbaglio, il vostro Cronicario ha deciso di caricarsi l’enorme responsabilità di diffondere una notizia gelosamente custodita nell’archivio delle segrete cose della nostra Repubblica, per tutelare il quale sono state spese incredibili risorse a spese dell’ignara popolazione dei pagatori di tasse.

Il segreto meglio custodito del nostro paese, altro che misteri d’Italia: noi siamo una penisola che esprime qualcosa come 8.000 chilometri di coste.

Incredibile eh? Non ci si crede proprio. Come non si crede al fatto che ciò malgrado la nostra economia del mare, che una illuminante (e ignorata) ricognizione del Censis valga un piccolo 2% del pil, malgrado si registrino valori in crescita della produzione (+5,3%), degli investimenti (+9,4), delle esportazioni (+38,2%), impegnando circa 185 mila persone che diventano 529 mila se si considera anche l’occupazione indiretta. Insomma: il settore tira – uno dei pochi – e noi siamo una penisola.

Ora ai soliti cervelloni che sanno sempre tutto, specie di quello di cui non sanno niente, vorrei chiedere: ma non è che magari abbiamo un certi vantaggio competitivo che tendiamo ad ignorare?

Nel dubbio ho capito cosa fare: torno a nuotare.

A domani.

Cronicario: Voglio anch’io un computer sovranista


Proverbio del 9 dicembre Un uomo si valuta dal cervello, come il coltello dalla lama

Numero del giorno: 40 Aziende italiane in % con collegamento internet veloce

E siccome ormai siamo alla fiera dell’incredibile, finisce che leggo su giornali titolati – mica sul Cronicario che pure avrebbe voluto pensarci – che i cinesi hanno deciso che entro il 2022 sul suolo patrio non dovranno più esser presenti non solo i software, ma neanche i computer di marca straniera. Tutto autarchico e autoprodotto.

E siccome sono cinesi – venghino siori venghino – hanno già un piano. Non quinquennale ma triennale, visto ormai il tempo stringe. In pratica Pechino ha già disposto che tutte le istituzioni pubbliche e gli uffici che fanno capo al governo eliminino computer e software stranieri per sostenere lo sviluppo delle tecnologie domestiche con un primo taglio del 30% entro il 2020, del 50% nel 2021 e del residuo 20% nel 2022.

E’ chiaro che i cinesi hanno maldigerito la vicenda Huawei eccetera eccetera, ma che dire allora dei russi, che hanno già approvato una legge che obbliga a preinstallare anche software russo sui dispositivi elettronici esteri?

Con questi precedenti capirete che m’è venuta l’invidia. Ma che, noi che abbiamo inventato l’Olivetti, il PC, e siamo dei geni della programmazione…

dico noi, che siamo quello che siamo e che duemila anni fa governavamo il mondo, dico noi: che? Non siamo in grado di farci un computer con software autarchici?

Ovviamente col codice binario denominato in lire.

A domani.

Cronicario: Toccatemi i Bot, la casa, ma non l’uomo forte


Proverbio del 6 dicembre Il gallo eloquente canta quando esce l’uovo

Numero del giorno: 0,2 Calo % vendite al dettaglio in Italia a ottobre

Oggi che il Censis ci dice come siamo fatti…

scopro con orrore e raccapriccio che siamo persino cambiati. Pensavate ancora che siamo quelli del partito del bot e del mattone vero?

E invece no: siamo cresciuti. Più del 60% non vuole più saperne dei Bot. Probabilmente preferisce tenerseli in banca, i soldi, dove vengono liquefatti dall’inflazione. Ma vabbé. E’ soprattutto il mattone la sorpresa. Dopo la crisi economica, scrive il Censis, gli italiani hanno dovuto rinunciare “a due pilastri storici della sicurezza familiare”, i Bot e la casa, “di fronte a un mercato immobiliare senza più le garanzie di rivalutazione di una volta e a titoli di Stato dai rendimenti infinitesimali”.

E allora cosa resta di noi. Dove aggrapparci per ritrovare il nostro centro di gravità permanente?

Il Censis parla di “furore di vivere degli italiani”, oppure di “piastre di ancoraggio e muretti di sostegno”.

Ma gratta gratta, ritrovi i classici. L’unica cosa che non tradisce mai. Sentite il Censis: lo stato d’animo dominante tra il 65% degli italiani è l’incertezza. E come si fa a superare l’incertezza? “Per il 48% degli italiani ci vorrebbe un uomo forte al potere che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni”.

#Statesereni.

Buon week end.

 

Cronicario: L’Italia è un paese (fiscalmente) bellissimo


Proverbio del 5 dicembre Nessuno può essere felice senza la stima di se stesso

Numero del giorno: 8,8 Calo % del reddito reale familiare in Italia dal 2007

Avrei tanto voluto raccontarvi della straordinaria crescita dei redditi italiani l’anno scorso…

ma mentre scorrevo la lunga nota diffusa da Istat, ho iniziato a sospettare che c’era poco di che entusiasmarsi.

Poi è venuto addirittura fuori che…

Inizio a rattristarmi, ma per fortuna dai cieli lontani di Parigi, un noto istituto internazionale mi dà una notizia che mi fa immediatamente tornare il buonumore.

Siamo settimi nella classifica Ocse per livello di tassazione su pil con il 42,1%. Poiché com’è noto le tasse sono una cosa bellissima (cit.) ne deduco che vivo in un paese meraviglioso, e i pensionati e i lavoratori dipendenti, che le tasse sono costrette a pagarle tutte, sono sicuramente i più felici abitanti del nostro paese.

Mi rammarico che non siamo ancora riusciti a superare la Francia, per livello di tassazione. Ma state tranquilli: ci stiamo lavorando.

A domani.