La poco felice conclusione della lunga telenovelas del Mes, che l’Italia ha deciso di bocciare perché si è fissata col dito e ha scelto con poco giudizio di ignorare la direzione, ci dice molto della difficoltà nella quale si agita l’idea europea, fragile costruzione esposta ai venti turbinosi dei capricci dei singoli stati nazionali. Discutere di allargamento, quando ancora non sappiamo gestire problemi come quello del Mes significa semplicemente aggiungere elementi di instabilità a un quadro già dissestato. Come dice il proverbio, più sei grosso, più fai rumore quando cadi. E nessuno di noi ha voglia di vedere ingrossare l’Europa solo per finire assordato dal rumore della sua caduta.
Poiché è del tutto inutile aggiungersi al rumore di fondo che già disturba le nostre cronache, ci limitiamo qui a proporre una breve riflessione sul passato dell’Europa, che pure offre preziose suggestioni. Un semplice promemoria che delinei anche una prospettiva. Un modo per provare ad armonizzare la storia dell’Europa con la sua geografia.
Partiamo dal presente. La costruzione europea, la cui forma più avanzata che include la condivisione della moneta è quella dell’Eurozona, è una curiosa creatura istituzionale che non arriva a esprimere una fisionomia compiuta. Non è una federazione, come gli Stati Uniti, ma neanche una confederazione, come quella Svizzera. Somiglia più a una comunità d’intenti, che nel tempo è riuscita a strutturare una costituzione economica, ma anche questa in modo ancora parziale.
Per completarla sarebbero necessarie un’unione bancaria e un’unione del mercato dei capitali, per avere non solo una politica monetaria comune ma anche una politica finanziaria comune e, soprattutto, un mercato univoco dei titoli sovrani, come il mercato dei Treasury statunitensi. Di Unione Bancaria e del Mercato dei capitali si parla da anni, ma siamo ancora lontani dal vederli attuati. Il risultato di questo tentennare è che l’Europa si presenta a ogni crisi come un interlocutore polifonico. Alla voce delle istituzioni europee si sovrappongono, spesso in maniera dissonante, quelle dei singoli stati nazionali. L’Europa, per ricordare una celebre espressione, sembra un’espressione geografica declinata maldestramente dagli stati che la compongono.
Di fronte al mondo, perciò, l’Europa non appare un interlocutore solido con cui fare i conti, ma un universo composito, retto non si sa bene come da figure che hanno un riconoscimento istituzionale, delle quali però non sono chiari i reali margini di manovra. Viene percepita come un corpo intermedio: fra un’associazione e uno stato. Qualcosa di morbido in un mondo di solidi.
Non è la prima volta. Qualcosa di simile, anche se ovviamente con espressioni molto diverse, l’Europa l’ha conosciuta secoli fa: col Sacro Romano Impero del XVI-XVII secolo.
In quel periodo il sistema degli stati, formatosi durante il Medioevo nelle città italiane, si espanse generando il sistema degli stati europei dell’Età moderna. Fu un’epoca contrassegnata da gravi crisi che squassarono le coordinate dell’Europa medievale distruggendo le due universalità che avevano retto la storia fino ad allora: quella religiosa – con l’avvento della riforma protestante – e quella politica, con la messa in crisi dell’idea imperiale da parte delle nascenti nazioni europee.
Il sistema trovò un equilibrio sulle spoglie della distruzione dell’Europa centrale – ossia degli Stati tedeschi che erano il cuore del Sacro Romano Impero – dopo la Guerra dei trent’anni. Nacque il sistema di Vestfalia, che affermò il principio dell’identità nazionale su base territoriale. Paradossalmente il sistema contemplava anche l’esistenza di numerose entità statali germaniche spezzettate nel Sacro romano impero. La loro polverizzazione faceva da contrappeso alla pesantezza degli stati nazionali europei in formazione. Il Sacro Romano Impero era un gigantesco non-stato cuscinetto capace di assorbire le tensioni emergenti fra le grandi potenze laterali dell’Europa del tempo, quindi innanzitutto Francia, Inghilterra, la Spagna declinante e, più tardi, la Russia zarista.
Questo principio fu restaurato a Vienna, dopo le guerre napoleoniche, e messo in discussione dalla rivoluzione “antirivoluzionaria” di Bismarck. Il cancelliere, unificando la Germania, la “solidificò”: accese una bomba a frammentazione nel cuore dell’Europa, che l’espansione rese sempre più pericolosa.
Bismarck conosceva perfettamente i rischi. Per questo perseguì con scrupolo l’idea del concerto europeo delle nazioni per rassicurare i suoi interlocutori europei. Ma era una politica di corto respiro. Una volta divenuta un corpo solido, era solo questione di tempo prima che la Germania finisse in urto con le sue potenze laterali.
La bomba, perciò, scoppiò. L’esplosione generò la “Seconda guerra dei trent’anni” iniziata nel 1914, quando il sistema degli Stati europei deflagrò, devastando nuovamente la Germania, come era accaduto trecento anni prima e dando vita al sistema degli stati globali che ci accompagna oggi.
L’Europa di oggi somiglia al Sacro romano impero: una disunità che equilibra le potenze laterali, che ormai sono quelle Atlantiche e quelle Euroasiatiche, nei confronti delle quali l’Europa coltiva un comportamento ambiguo per la semplice ragione che in esse, a Ovest come ad Est, sono fioriti semi che provengono dal suo suolo. Il sedicente comunismo cinese e il cosiddetto capitalismo americano sono frutto di idee nate in Europa.
In sostanza, l’Europa è divenuta un gigantesco non-stato cuscinetto, che adesso dice di volere anche una sua autonomia strategica. E in questo risiedono infiniti pericoli. Una semplice analogia con la storia dovrebbe suggerire a noi europei molta prudenza e senso della realtà, mentre lavoriamo “bismarckianamente” alla nostra rivoluzione “antirivoluzionaria”. L’Europa di domani, qualora dovesse consolidare la sua forma istituzionale, potrebbe somigliare alla Germania del cancelliere di ferro. E un’Europa “germanizzata”, per dirla con Thomas Mann, deve sempre ricordare la propria storia per non commettere per la terza volta il suo errore fatale.
La storia dovrebbe ricordarci – e la tragedia ucraina è un ottimo promemoria – che le tensioni fra le potenze laterali tendono a scaricarsi sul centro, che ormai è l’intero territorio europeo. E la geografia suggerirci che è molto difficile sfuggire alla morsa della tenaglia Asiatico-Atlantica. Salvo proporci una soluzione. Che sta proprio sotto gli occhi dell’Europa: l’Africa.
Oggi si discute molto dell’Africa, e l’Ue ha il merito di portare avanti progetti importanti come il Global Gateway, attraverso il quale vuole proporre un suo nuovo ruolo nella politica internazionale. Ma adesso non si tratta più semplicemente di accompagnare lo sviluppo degli stati africani, fornendo denaro o know how. Qui si tratta di “fare” l’Africa, né più né meno. Ossia una nuova entità comune e riconoscibile nel panorama globale.
Bruxelles ha un’esperienza unica in tal senso. Sono decenni che persegue, all’interno dell’Europa con successi altalenanti, questo obiettivo. E’ la sorella maggiore ideale per interloquire con le nascenti istituzioni africane, – una per tutte, l’Unione Africana (UA) – che in qualche modo stanno camminando sulle sue tracce. Anche l’Africa, per fare un esempio, pensa da tempo a una moneta comune.
Questo passaggio richiede un cambio radicale di prospettiva. L’Ue dovrebbe rivolgersi preferenzialmente alle istituzioni africane assai più che ai singoli stati africani, che sono ancora molto coinvolti nel bilateralismo con i loro omologhi internazionali. L’UE può aiutare l’UA a promuovere l’idea e la pratica dell’Africa, che in un continente ancora devastato dai tribalismi somiglia a un’ottima panacea e a un’autentica rivoluzione. In questo trasferimento di esperienza e conoscenza l’Europa realizzerebbe il suo significato più alto, che è quello di essere una comunità di valori che guarda e vive aldilà delle frontiere fisiche, che sono un’ossessione degli stati nazionali. In un mondo che si popola di giganti di pietra, l’Europa a-nazionale deve diventare un gigante ideale capace di aiutare a crescere quel gigante-bambino che è l’Africa.
Perché tutto ciò non appaia astratto, concludiamo con un esempio. Da anni il governo spagnolo e quello marocchino discutono senza costrutto di un ponte o un tunnel che colleghi i punti più vicini di Spagna e Marocco. Un’idea che avrebbe effetti straordinari sui rapporti fra Europa e Africa. I governi nazionali non ne vengono a capo. Perciò l’UE dovrebbe far proprio il dossier, mettere sul tavolo le risorse e dialogare con l’Unione Africana per trovare un percorso comune di realizzazione. L’Africa ha bisogno di politiche di questo calibro. E anche l’Europa.
Stagione XII · Disinflation
Il diario della stagione28 Dicembre 2023
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Stagione XII
Indice del volume
215 articoli · dal primo all’ultimo
Copertina- 1Inflazione e/o globalizzazione? Questo è il problema18 Settembre 2023
- 2La nuova globalizzazione americana somiglia (per ora) a quella vecchia19 Settembre 2023
- 3Back to Africa: alla ricerca della nuova globalizzazione20 Settembre 2023
- 4La corsa del debito globale prosegue da 70 anni21 Settembre 2023
- 5Cartolina. Le tasse di domani22 Settembre 2023
- 6Cartolina. C’era una volta il mutuo25 Settembre 2023
- 7La globalizzazione è una cura per l’inflazione (e la crescita) ma serve tempo26 Settembre 2023
- 8La globalizzazione invisibile: le banche ombra non Usa che prestano dollari27 Settembre 2023
- 9Il futuro del Gabon ha molto a che fare con quello dei suoi giacimenti di manganese28 Settembre 2023
- 10Cartolina. I soldi in Svizzera29 Settembre 2023
- 11Cartolina. Casa nostra2 Ottobre 2023
- 12La Nadef ci ricorda che oggi la vera rivoluzione è non spendere più denaro che non abbiamo3 Ottobre 2023
- 13La rincorsa dei rendimenti sovrani Usa4 Ottobre 2023
- 14Una altro passo avanti per la moneta digitale di banca centrale5 Ottobre 2023
- 15Cartolina. L’inflazione dei sussidi6 Ottobre 2023
- 16Cartolina. La spesa asociale9 Ottobre 2023
- 17La nuova globalizzazione parte dall’Asia e punta in Africa10 Ottobre 2023
- 18Il Fmi torna in Africa dopo 50 anni e celebra la nuova globalizzazione11 Ottobre 2023
- 19L’inflazione e l’economia della percezione12 Ottobre 2023
- 20Cartolina. Il Grande Debitore13 Ottobre 2023
- 21Cartolina. Transizione fiscale16 Ottobre 2023
- 22La guerra contro l’Europa passa anche dai corridoi economici17 Ottobre 2023
- 23La transizione (energetica) verso un mondo col 100% di debiti sul pil18 Ottobre 2023
- 24La fortuna in gas al largo della Tanzania19 Ottobre 2023
- 25Cartolina. Gli sbancati20 Ottobre 2023
- 26Cartolina. No credit? No party23 Ottobre 2023
- 27L’India fra petrolio russo e valuta cinese24 Ottobre 2023
- 28L’economia globale rallenta ma continua a marciare25 Ottobre 2023
- 29I mille volti della frammentazione globale26 Ottobre 2023
- 30Cartolina. Il secolo africano27 Ottobre 2023
- 31Cartolina. Investimenti artificiali30 Ottobre 2023
- 32Il ponte ivoriano che unisce l’Africa al mondo31 Ottobre 2023
- 33Il nodo dell’anodo, ossia il nodo gordiano fra Cina ed Europa2 Novembre 2023
- 34Cartolina. Deflussi Emergenti3 Novembre 2023
- 35Cartolina. Banche o non Banche?6 Novembre 2023
- 36Facile sussidiare, difficile tornare indietro7 Novembre 2023
- 37Quella sottile corrispondenza fra intelligenza artificiale e diseguaglianza8 Novembre 2023
- 38Un altro passo avanti per il corridoio di Lobito9 Novembre 2023
- 39Cartolina. Cresceremo meno, cresceremo tutti10 Novembre 2023
- 40Cartolina. C’era una volta il mattone13 Novembre 2023
- 41Il triste sentiment dell’Europa14 Novembre 2023
- 42La (de)crescita dei salari italiani e il rischio inflazione15 Novembre 2023
- 43La Cina bifronte nell’età della transizione energetica16 Novembre 2023
- 44La repressione finanziaria che tiene in piedi (per ora) il Giappone16 Novembre 2023
- 45Cartolina. Caro affitto17 Novembre 2023
- 46Cartolina. La Cina resta vicina20 Novembre 2023
- 47All’estremo Occidente dell’economia: il Giappone21 Novembre 2023
- 48Cosa ci dice il declino secolare della labor share22 Novembre 2023
- 49La spinta deflazionistica che arriva dalla Cina23 Novembre 2023
- 50Cartolina. Mala tempora24 Novembre 2023
- 51Cartolina. La crescita degli altri27 Novembre 2023
- 52L’inversione dei rendimenti e il costo degli impermeabili28 Novembre 2023
- 53L’Africa, amica di tutti e di nessuno. L’Ue faccia una mossa29 Novembre 2023
- 54Cartolina. Tempi interessanti1 Dicembre 2023
- 55Cartolina. L’inflazione del governo4 Dicembre 2023
- 56La Germania affossa il mattone europeo5 Dicembre 2023
- 57La stretta monetaria frena (per ora) solo la finanza6 Dicembre 2023
- 58Le conseguenze non intenzionali del calo del mattone7 Dicembre 2023
- 59Cartolina. Piccoli subprime crescono11 Dicembre 2023
- 60Le priorità di policy secondo Ocse12 Dicembre 2023
- 61La nuova stagione della liquidità globale13 Dicembre 2023
- 62Doombot, l’algoritmo che prevede le crisi (del passato)14 Dicembre 2023
- 63Cartolina. Back to work15 Dicembre 2023
- 64Cartolina. La pensione, effettivamente18 Dicembre 2023
- 65La nuova frontiera del subprime: il Buy Now, Pay Later20 Dicembre 2023
- 66La prevedibile metamorfosi del mercato del lavoro21 Dicembre 2023
- 67Cartolina. Tassi interessanti22 Dicembre 2023
- 68Il commercio internazionale cammina al rallentatore27 Dicembre 2023
- 69Un ponte con l’Africa per ritrovare l’Europa28 Dicembre 2023
- 70Alla ricerca del sesto elemento: storia breve del grafene29 Dicembre 2023
- 71Cartolina. Quale diseguaglianza?8 Gennaio 2024
- 72Un’altra complicazione per il Corno D’Africa9 Gennaio 2024
- 73L’economia del futuro secondo Ocse: lenta e coi capelli bianchi10 Gennaio 2024
- 74La fine delle pensioni può anche essere un’opportunità11 Gennaio 2024
- 75Cartolina. Il debito (ancora) buono12 Gennaio 2024
- 76Cartolina. Global South?15 Gennaio 2024
- 77L’inflazione rallenta, ma non troppo16 Gennaio 2024
- 78Il dilemma fra intelligenza artificiale e disoccupazione naturale17 Gennaio 2024
- 79La deflazione della popolazione cinese18 Gennaio 2024
- 80Cartolina. L’anno bisestile19 Gennaio 2024
- 81Cartolina. Tramonto americano22 Gennaio 2024
- 82La corsa verso la ricchezza nel secolo XXI23 Gennaio 2024
- 83Cercasi casa disperatamente24 Gennaio 2024
- 84L’intelligenza artificiale delle banche centrali25 Gennaio 2024
- 85Cartolina. Case&vacanze26 Gennaio 2024
- 86Cartolina. Esportare i salari29 Gennaio 2024
- 87Gli effetti della crisi del Mar Rosso sul commercio estero italiano30 Gennaio 2024
- 88Si rafforzano i conti esteri italiani31 Gennaio 2024
- 89Aumenta il credito alle non banche, diminuisce alla Cina1 Febbraio 2024
- 90Cartolina. Redditi irreali2 Febbraio 2024
- 91Cartolina. Al servizio dell’inflazione5 Febbraio 2024
- 92Alla ricerca di un atterraggio morbido6 Febbraio 2024
- 93Il tramonto dell’istruzione in Occidente7 Febbraio 2024
- 94I nodi fiscali di oggi preparano le tasse di domani8 Febbraio 2024
- 95Cartolina. Quota 100?9 Febbraio 2024
- 96Cartolina. Vendesi casa disperatamente12 Febbraio 2024
- 97Fra il dire e il rilocalizzare c’è di mezzo il commercio mondiale13 Febbraio 2024
- 98Anche l’Africa entra nell’internazionale delle banche centrali14 Febbraio 2024
- 99Aumentano i pagamenti cashless, ma resistono i bigliettoni15 Febbraio 2024
- 100Cartolina. Il tasso di realtà16 Febbraio 2024
- 101Cartolina. Contanti saluti19 Febbraio 2024
- 102L’economia nell’età degli “algorithms spirits”20 Febbraio 2024
- 103Le banche centrali riscoprono il “lato dell’offerta”21 Febbraio 2024
- 104Il rigido inverno dell’edilizia europea22 Febbraio 2024
- 105Cartolina. Un buon servizio23 Febbraio 2024
- 106Cartolina. Quando eravamo rentier26 Febbraio 2024
- 107I passaggi in India che trasformano la globalizzazione27 Febbraio 2024
- 108Il declino secolare dei prestiti bancari28 Febbraio 2024
- 109Se le pensioni fanno aumentare la diseguaglianza29 Febbraio 2024
- 110Cartolina. Una lunga vita in vacanza1 Marzo 2024
- 111Cartolina. Vivere green4 Marzo 2024
- 112Chiusura d’anno in minore per il mattone5 Marzo 2024
- 113Ritorna l’appetito per il rischio6 Marzo 2024
- 114L’Undernet africana al centro del Grande Gioco7 Marzo 2024
- 115Cartolina. 100.000.000.000.000 $8 Marzo 2024
- 116Cartolina. Una globalizzazione è per sempre11 Marzo 2024
- 117L’irresistibile crescita del debito obbligazionario12 Marzo 2024
- 118Il long Covid dell’istruzione europea13 Marzo 2024
- 119Aumenta il costo del debito per i governi14 Marzo 2024
- 120Cartolina. Hedge fund, reloaded15 Marzo 2024
- 121Cartolina. Whatever it takes, reloaded18 Marzo 2024
- 122La notizia della fine dell’egemonia dollaro è vagamente esagerata19 Marzo 2024
- 123L’esito imponderabile della rivoluzione silenziosa della lavatrice20 Marzo 2024
- 124L’IA ancora non sfonda fra le imprese italiane21 Marzo 2024
- 125Cartolina. L’ultima giapponese22 Marzo 2024
- 126Cartolina. La fine del lavoro (domestico)25 Marzo 2024
- 127La credibilità della banca centrale è un antidoto per l’inflazione26 Marzo 2024
- 128Usa e Ue legati dall’insolito destino del commercio27 Marzo 2024
- 129La leggenda della speculazione sui prezzi del petrolio28 Marzo 2024
- 130Cartolina. United African Emirates29 Marzo 2024
- 131Cartolina. Stringere la cinghia2 Aprile 2024
- 132Perché l’inflazione ha sconvolto la spesa alimentare3 Aprile 2024
- 133Il costo del rallentamento del commercio globale4 Aprile 2024
- 134Cartolina. The others5 Aprile 2024
- 135Cartolina. Gli sbancati8 Aprile 2024
- 136Il settore dei servizi sempre più protagonista9 Aprile 2024
- 137Il caro mutui che stressa il mercato immobiliare10 Aprile 2024
- 138Miti del nostro tempo: la politica industriale11 Aprile 2024
- 139Cartolina. Rischiatutto12 Aprile 2024
- 140Cartolina. The others, 215 Aprile 2024
- 141Cosa significa vivere in un mondo sempre più Emergente16 Aprile 2024
- 142Le prospettive complicate del Quantitative Tightening17 Aprile 2024
- 143La crescita rimane “resiliente”, ma questo è anche un problema18 Aprile 2024
- 144Cartolina. La globalizzazione umana19 Aprile 2024
- 145Cartolina. Perturbazione stabile22 Aprile 2024
- 146I redditi stagnanti delle famiglie italiane non sostengono i consumi23 Aprile 2024
- 147La spesa pensionistica ci racconta le società di domani24 Aprile 2024
- 148Cartolina. Brothers in arms29 Aprile 2024
- 149Un buon 2023 per il settore dei servizi italiani30 Aprile 2024
- 150Cartolina. I nuovi giapponesi6 Maggio 2024
- 151I chiaroscuri di Ocse disegnano un mondo che va piano senza andare molto lontano7 Maggio 2024
- 152Nella globalizzazione che cambia, fra i due litiganti i terzi godono8 Maggio 2024
- 153L’inesorabile declino dei redditi netti da capitale in Italia9 Maggio 2024
- 154Cartolina. Comincia con la D10 Maggio 2024
- 155Cartolina. Il migrante ignoto13 Maggio 2024
- 156La corsa all’oro della Cina non porta in nessun luogo14 Maggio 2024
- 157Più offerta e meno domanda: così l’inflazione rallenta15 Maggio 2024
- 158Il ritmo della libertà: anche politica ed economia hanno bisogno di andare a tempo16 Maggio 2024
- 159Cartolina. Ricercare i ricercatori17 Maggio 2024
- 160Cartolina. Debito centrale20 Maggio 2024
- 161Che storia racconta l’andamento del pil nei principali paesi europei21 Maggio 2024
- 162Le inflazioni europee non sono tutte uguali. E questo complica il lavoro della Bce22 Maggio 2024
- 163L’Italia fra dipendenza e rilevanza strategica nel commercio internazionale23 Maggio 2024
- 164Cartolina. Ciao mamme24 Maggio 2024
- 165Cartolina. Il paese del sole27 Maggio 2024
- 166Andante ma non troppo: il tempo dell’inflazione nell’Eurozona secondo la Bce28 Maggio 2024
- 167Retribuzioni e scolarizzazione vanno di pari passo29 Maggio 2024
- 168Rimbalzo del commercio nel primo trimestre 2024 nei paesi Ocse30 Maggio 2024
- 169Cartolina. Gioventù digitale31 Maggio 2024
- 170Cartolina. Diseguaglianze mortali3 Giugno 2024
- 171La debolezza dei servizi frena l’export e la crescita italiana4 Giugno 2024
- 172Prezzi in calo per i minerali critici, ma la domanda rimane forte5 Giugno 2024
- 173I prezzi delle abitazioni rallentano la discesa6 Giugno 2024
- 174Cartolina. Oro rosso7 Giugno 2024
- 175Cartolina. Il costo della rarità10 Giugno 2024
- 176Gli Emergenti, grazie alla globalizzazione, passano l’esame di maturità delle crisi11 Giugno 2024
- 177La strategia cinese nella competizione per i minerali critici12 Giugno 2024
- 178Prospettive difficili per il mattone italiano13 Giugno 2024
- 179Cartolina. La febbre dell’oro14 Giugno 2024
- 180Cartolina. Restrizioni17 Giugno 2024
- 181L’import dei beni cinesi in Italia “nascosto” dall’Olanda18 Giugno 2024
- 182Costi e opportunità di un titolo pubblico europeo19 Giugno 2024
- 183Piccole valute crescono all’ombra del Re dollaro20 Giugno 2024
- 184Cartolina. Meno di uno21 Giugno 2024
- 185Cartolina. I dollari scomparsi24 Giugno 2024
- 186Due nuove domande per interrogarsi sulle ragioni del declino dei tassi di fertilità25 Giugno 2024
- 187Lavorare di più non basta a compensare il peso dell’invecchiamento sul pil26 Giugno 2024
- 188L’Irlanda ha trainato l’export Ue dopo la pandemia27 Giugno 2024
- 189Cartolina. Fondi in pensione28 Giugno 2024
- 190Cartolina. Cicloni finanziari1 Luglio 2024
- 191L’economia atterra dolcemente verso l’ignoto2 Luglio 2024
- 192Un futuro giapponese per il debito pubblico Usa3 Luglio 2024
- 193La trasformazione energetica degli Usa4 Luglio 2024
- 194Cartolina. La resilienza del ritardo5 Luglio 2024
- 195Cartolina. Caro tasso8 Luglio 2024
- 196Quanto conta il settore auto nell’economia europea9 Luglio 2024
- 197Ricchezza e diseguaglianza delle famiglie italiane10 Luglio 2024
- 198La deflazione cinese raffredda i prezzi internazionali11 Luglio 2024
- 199Cartolina. Welfare o warfare, questo è il problema12 Luglio 2024
- 200Cartolina. La cura che non pesa15 Luglio 2024
- 201Se inflazione e globalizzazione vanno a braccetto da vent’anni (e oltre)16 Luglio 2024
- 202Quello che la storia monetaria non ci ha insegnato17 Luglio 2024
- 203Gli squilibri che rallentano la crescita cinese18 Luglio 2024
- 204Cartolina. Il tasso che conta19 Luglio 2024
- 205Cartolina. L’impresa del fisco22 Luglio 2024
- 206Che fine faranno i cantieri PNRR avviati e definanziati?23 Luglio 2024
- 207Il mattone fa sentire il suo peso sull’inflazione24 Luglio 2024
- 208Migliorano i conti con l’estero dell’Italia, ma lo scenario si complica25 Luglio 2024
- 209Cartolina. La sfiducia dell’Occidente26 Luglio 2024
- 210Cartolina. Disintelligenza naturale29 Luglio 2024
- 211La ripresina dei consumi delle famiglie italiane30 Luglio 2024
- 212Le aziende statali sempre più protagoniste nella manifattura globale31 Luglio 2024
- 213La grande trasformazione della globalizzazione1 Agosto 2024 · Appendice estiva
- 214Cartolina. Cara America2 Agosto 2024 · Appendice estiva
- 215Il blog va in vacanza. Ci rivediamo a settembre con la nuova stagione: Uncertainty5 Agosto 2024 · Appendice estiva
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