
Correva l’aprile scorso quando il ministro della guerra Usa, come sempre molto ispirato, disse al mondo che in fondo Hormuz era un problema per l’Europa, non per gli Stati Uniti. E probabilmente è così. Nel senso che è anche un problema per l’Europa, come abbiamo scoperto durante l’ultimo pieno di carburante o alla cassa del carrello. E tuttavia non sembra sia solo un problema nostro. Gente molto avveduta ha osservato che da quando gli Usa hanno iniziato la guerra in Iran il rendimento del decennale americano è aumentato di 90 punti base. Certo, può essere una coincidenza. Ci può essere una correlazione, ma non vuol dire che sia una causazione, e tutto il solito ritornello. Rimane il fatto che il governo Usa sta spendendo miliardi di dollari al giorno per tenere in piedi una guerra che nessuno capisce, e questo genera deficit che devono essere finanziati. E quando si chiedono più soldi al mercato, il mercato fa i prezzi, com’è noto. E non solo per il debito. Quindi sì: Hormuz adesso è un problema per l’Europa, come dice il ministro guerriero. Ma domani?
