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Stagione XIV · New World: la nuova distopia
Il diario della stagione29 Luglio 2026

Articolo 197 / 210

Il “doom loop” fra banche e titoli sovrani diventa un triangolo ancora più pericoloso

Un pregevole studio pubblicato dalla Bis di Basilea (“The evolving nexus: sovereigns, banks and NBFIs) ci consente di aggiungere un altro tassello al mosaico che ormai da diverso tempo stiamo componendo su questo blog per raccontare uno dei cambiamenti strutturali più rilevanti della nostra infrastruttura finanziaria che purtroppo viene ignorato dal grande pubblico e anche dalla cosiddetta informazione. Ci riferiamo al ruolo crescente che le cosiddette “non banche” (Non Bank Financial Institutions, NBFIs) ormai assumono nel nostro sistema.

Può sembrare una fissazione specialistica, ma solo un osservatore superficiale crede che una tecnica sia fine a se stessa. Ogni tecnica incorpora un pensiero e si prefigge uno scopo, dovendo risolvere un problema. Quindi studiare una tecnica ci consente di scoprire quale sia il problema e insieme la soluzione che è stata trovata. Ogni tecnica è una cartina tornasole della struttura. Ossia l’unica cosa che vale la pena osservare.

Nel dettaglio, le “non banche” sono state la soluzione di sistema a un problema di sistema. Nelle prossime settimane dedicheremo a questa soluzione un approfondimento in tre puntate, ma intanto, grazie allo studio della Bis, possiamo tracciare per grandi linee lo stato dell’arte, che in fondo riepiloga quello che abbiamo scritto qui per anni.

Cominciamo dalla premessa. Per anni il dibattito sulla stabilità finanziaria europea è stato dominato da un concetto semplice e inquietante: il “doom loop” tra Stati e banche. La logica era nota. Le banche acquistavano grandi quantità di titoli pubblici nazionali. Se la solidità fiscale di uno Stato veniva messa in discussione, il valore di quei titoli diminuiva, indebolendo i bilanci bancari. A loro volta, banche fragili rappresentavano un rischio per i governi, chiamati implicitamente a sostenerle in caso di crisi. Un circolo vizioso che raggiunse il suo apice durante la crisi dell’euro.

Oggi il sistema è dominato da un triangolo composto da governi, banche e NBFIs, una categoria che comprende fondi di investimento, hedge fund, assicurazioni, fondi pensione e altri intermediari finanziari. La tesi del paper è, di conseguenze, che attraverso questo “nexus” il rischio sovrano continua a propagarsi nel sistema finanziario, ma sempre più spesso lo fa passando attraverso gli intermediari non bancari.

Per comprendere questa trasformazione bisogna ricordare che il debito pubblico è aumentato significativamente in molte economie avanzate. Parallelamente, le banche hanno ridotto parte della loro esposizione diretta verso i titoli di Stato più rischiosi, anche in risposta a nuove regole prudenziali e a una maggiore attenzione dei supervisori. Nello stesso periodo, però, le NBFI hanno ampliato enormemente il loro ruolo nei mercati obbligazionari sovrani.

Questo fenomeno è stato favorito da diversi fattori. Le politiche monetarie ultra-espansive hanno spinto gli investitori alla ricerca di rendimento. Inoltre, il progressivo ritiro delle banche centrali dai programmi di acquisto di titoli pubblici ha lasciato spazio a nuovi compratori privati. Fondi di investimento e hedge fund hanno quindi assunto un ruolo crescente nel finanziamento dei governi.

Il punto cruciale è che questi operatori agiscono spesso utilizzando leva finanziaria. Molte strategie di investimento nei titoli sovrani vengono finanziate attraverso operazioni di pronti contro termine, nelle quali le banche forniscono liquidità agli investitori non bancari utilizzando gli stessi titoli di Stato come garanzia. Questo crea una rete di connessioni molto più complessa rispetto al passato.

In tale contesto, un aumento del rischio sovrano può generare effetti amplificati. Se il prezzo dei titoli pubblici scende, gli intermediari non bancari che li detengono subiscono perdite. Poiché spesso operano con elevata leva finanziaria, anche movimenti relativamente contenuti possono costringerli a ridurre rapidamente le proprie posizioni. Ne derivano vendite forzate di titoli, richieste di margini aggiuntivi e tensioni di liquidità.

Le conseguenze non si fermano alle NBFI. Le banche che hanno finanziato questi operatori vedono aumentare il rischio di controparte. Inoltre, possono subire deflussi di depositi qualora gli investitori non bancari abbiano bisogno di liquidità immediata. In questo modo lo shock iniziale si trasmette all’intero sistema finanziario.

Lo studio cerca di verificare empiricamente questa ipotesi utilizzando un ampio insieme di dati europei e globali. Gli autori analizzano la relazione tra i CDS sovrani e quelli bancari. I CDS, o Credit Default Swap, rappresentano una misura di mercato del rischio di insolvenza. Se il rischio percepito aumenta, il costo del CDS sale.

I risultati mostrano un cambiamento netto tra il periodo precedente al 2016 e quello successivo. Nella fase che comprende la crisi dell’euro, la correlazione tra rischio bancario e rischio sovrano era fortemente influenzata dalle esposizioni dirette delle banche verso i titoli di Stato. Maggiore era il portafoglio di debito sovrano detenuto da una banca, maggiore risultava la sua vulnerabilità alle difficoltà fiscali del paese emittente.

Dopo il 2016, però, questo meccanismo perde importanza. Le esposizioni dirette delle banche ai titoli sovrani diventano progressivamente meno rilevanti nel determinare il movimento congiunto del rischio bancario e di quello pubblico. Al loro posto emergono le esposizioni verso il settore finanziario e, in particolare, verso gli intermediari non bancari.

I dati mostrano che le banche maggiormente esposte a controparti finanziarie localizzate in paesi con elevato rischio sovrano presentano una correlazione molto più forte tra il proprio rischio e quello dello Stato. In altre parole, il contagio non passa più prevalentemente dal possesso diretto di titoli pubblici, ma attraverso la rete di relazioni finanziarie con gli operatori non bancari.

L’evidenza è particolarmente forte nei confronti dei paesi percepiti come più rischiosi. Nel caso europeo, gli autori distinguono tra paesi “core” e paesi “periferici”, includendo in quest’ultimo gruppo Italia, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo. È proprio nei confronti di questi Stati che il nuovo canale di trasmissione attraverso le NBFI appare più evidente.

Un elemento particolarmente interessante riguarda la composizione dei bilanci bancari. Le banche che detengono una quota più elevata di attività liquide risultano maggiormente esposte al nuovo nexus. Questo risultato è coerente con l’idea che tali istituti siano più coinvolti nelle operazioni di finanziamento a breve termine, come il mercato repo, attraverso cui vengono sostenute le strategie a leva degli hedge fund.

Anche il lato delle passività bancarie rivela nuove vulnerabilità. Le banche che raccolgono una quota significativa dei propri fondi dagli intermediari non bancari mostrano una maggiore sensibilità agli shock sovrani. Se le NBFI incontrano difficoltà e ritirano rapidamente i propri depositi, le tensioni si trasferiscono immediatamente al sistema bancario.

Lo studio amplia poi l’analisi alla dimensione internazionale utilizzando statistiche della BIS sulle esposizioni bancarie consolidate. Anche a livello globale emerge lo stesso schema: il ruolo delle esposizioni dirette ai governi si riduce, mentre cresce quello delle esposizioni verso le NBFI.

Ma il lavoro non si limita a esaminare il rapporto tra banche e intermediari non bancari. Gli autori analizzano anche il terzo lato del triangolo: quello tra NBFI e governi. I risultati mostrano che, soprattutto dopo il 2016, il rischio degli intermediari non bancari tende a muoversi sempre più in sintonia con il rischio sovrano nei paesi in cui questi operatori detengono quote elevate di debito pubblico.

Questo passaggio è fondamentale perché completa il quadro. Se il rischio delle NBFI dipende sempre più dal rischio sovrano e se il rischio bancario dipende sempre più dalle esposizioni verso le NBFI, allora il tradizionale legame tra Stati e banche non è stato eliminato. È stato semplicemente riorganizzato lungo percorsi più complessi e meno visibili.

Le implicazioni per la regolamentazione e la stabilità finanziaria sono rilevanti. Le riforme introdotte dopo la crisi dell’euro hanno contribuito a ridurre alcune vulnerabilità del sistema bancario. Tuttavia, parte del rischio sembra essersi spostata verso settori meno regolamentati. Gli intermediari non bancari sono oggi protagonisti del finanziamento pubblico e occupano una posizione centrale nelle reti di liquidità globali.

Questo significa che la vigilanza non può più concentrarsi esclusivamente sulle banche. Le autorità devono monitorare anche le esposizioni reciproche tra banche, fondi, assicurazioni e altri operatori finanziari. La crescita delle NBFI ha aumentato la diversificazione del sistema, ma ha anche creato nuovi canali di propagazione delle crisi.

La lezione principale del paper è dunque che i rischi finanziari evolvono insieme alle strutture del mercato. Il “doom loop” che dominava le analisi dieci anni fa non è scomparso. Ha cambiato forma. Oggi non si presenta più come una semplice relazione bilaterale tra governi e banche, ma come una rete triangolare nella quale gli intermediari non bancari svolgono un ruolo sempre più decisivo. Comprendere questa trasformazione è essenziale per evitare che la prossima crisi emerga proprio dai punti ciechi lasciati aperti dalle riforme del passato. E soprattutto ci consente di capire che la tecnica risolve un problema. Ma inevitabilmente ne genera un altro.

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Stagione XIV

Indice del volume

210 articoli · dal primo all’ultimo

Copertina
  1. 1Cartolina. I magnifici sette22 Settembre 2025
  2. 2Il mondo è in subbuglio ma il mercato, francamente, se ne infischia23 Settembre 2025
  3. 3I mercati supportato sempre più il dollaro ma lo sopportano sempre meno24 Settembre 2025
  4. 4L’incertezza e le tariffe rallentano la crescita25 Settembre 2025
  5. 5Cartolina. Il debito di nessuno26 Settembre 2025
  6. 6Cartolina. L’importante è non partecipare29 Settembre 2025
  7. 7La grande (e silenziosa) stretta fiscale americana1 Ottobre 2025
  8. 8L’Asia deprime il mercato immobiliare globale2 Ottobre 2025
  9. 9Cartolina. Il conto delle merci3 Ottobre 2025
  10. 10Cartolina. Lo stallo dei prezzi6 Ottobre 2025
  11. 11Il lento declino del commercio e della crescita internazionale7 Ottobre 2025
  12. 12Vivere quasi felici con un debito stabilmente alto8 Ottobre 2025
  13. 13La doppia dipendenza europea dalle terre rare cinesi9 Ottobre 2025
  14. 14Cartolina. Il denaro misterioso10 Ottobre 2025
  15. 15Cartolina. Le riforme intelligenti13 Ottobre 2025
  16. 16Serve più domanda interna per rilanciare la crescita italiana14 Ottobre 2025
  17. 17L’aumento della spesa militare dà una spintarella alla crescita15 Ottobre 2025
  18. 18Complessità, fluidità e incertezza: la nuova trinità dell’economia internazionale secondo il Fmi16 Ottobre 2025
  19. 19Cartolina. L’Africa che ce l’ha fatta17 Ottobre 2025
  20. 20Cartolina. I perdenti20 Ottobre 2025
  21. 21La primavera africana passa per gli investimenti portuali21 Ottobre 2025
  22. 22Cosa ci racconta il declino della natalità italiano22 Ottobre 2025
  23. 23L’eterna giovinezza delle banconote nel tempo dell’euro digitale23 Ottobre 2025
  24. 24Cartolina. C’era una volta l’Europa del commercio24 Ottobre 2025
  25. 25Cartolina. La spesa che pesa27 Ottobre 2025
  26. 26Il mattone europeo “punisce” i giovani adulti28 Ottobre 2025
  27. 27Le opportunità nascoste nel digital divide africano29 Ottobre 2025
  28. 28L’irresistibile ascesa delle non banche accresce i rischi di stabilità per le banche30 Ottobre 2025
  29. 29Cartolina. Mediocrità31 Ottobre 2025
  30. 30Cartolina. Il contagio3 Novembre 2025
  31. 31Conto alla rovescia per l’euro digitale: si prepara un’altra rivoluzione monetaria4 Novembre 2025
  32. 32L’Africa fa il pieno di investimenti cinesi nei primi sei mesi del 20255 Novembre 2025
  33. 33I tassi in declino mettono sotto stress le banche cinesi6 Novembre 2025
  34. 34Cartolina. La banca non banca7 Novembre 2025
  35. 35Cartolina. La crescita italiana10 Novembre 2025
  36. 36L’irresistibile ascesa del private debt delle non banche11 Novembre 2025
  37. 37Quattro trilioni di opportunità per l’Africa12 Novembre 2025
  38. 38Rallenta la spesa in ricerca e sviluppo dei paesi Ocse13 Novembre 2025
  39. 39Cartolina. Dal Warfare al Welfare14 Novembre 2025
  40. 40Cartolina. Debito emergente17 Novembre 2025
  41. 41Le conseguenze economiche della Brexit dieci anni dopo18 Novembre 2025
  42. 42Il digitale è l’ultima frontiera dello sviluppo africano19 Novembre 2025
  43. 43Il Grande Bellissimo Bill Act che fa esplodere il debito pubblico Usa20 Novembre 2025
  44. 44Cartolina. Made in China21 Novembre 2025
  45. 45Cartolina. La spesa salutare24 Novembre 2025
  46. 46La domanda di auto in Europa ancora sotto il livello del 2018 e il futuro è stagnante25 Novembre 2025
  47. 47L’energia che serve per far partire lo sviluppo africano26 Novembre 2025
  48. 48L’import Usa dalla Cina torna al livello del 200127 Novembre 2025
  49. 49Cartolina. Negli anni Trenta28 Novembre 2025
  50. 50Cartolina. I nuovi europei1 Dicembre 2025
  51. 51Una stablecoin compra più titoli Usa del Giappone e degli Emirati2 Dicembre 2025
  52. 52Servono 15 anni e oltre 2.000 miliardi di investimenti per dare una svolta all’Africa3 Dicembre 2025
  53. 53L’economia internazionale sta sperimentando la resilienza della fragilità4 Dicembre 2025
  54. 54Cartolina. L’IA della globalizzazione9 Dicembre 2025
  55. 55Nel 2024 l’Ue ha prestato oltre 400 miliardi di euro agli Stati Uniti10 Dicembre 2025
  56. 56Il gioco ribassista dell’Opec sul petrolio11 Dicembre 2025
  57. 57Cartolina. Dal G7 all’M712 Dicembre 2025
  58. 58Cartolina. Il petrolio emergente15 Dicembre 2025
  59. 59Le quotazioni dei Magnificent 7 pesano più di un terzo dell’S&P 50017 Dicembre 2025
  60. 60I paesi asiatici e la tecnologia made in Usa tengono a galla il commercio nel 202518 Dicembre 2025
  61. 61Cartolina. L’imprevedibile19 Dicembre 2025
  62. 62Cartolina. Caro lavoratore22 Dicembre 2025
  63. 63Rischio bolla sul mercato dell’oro e dell’S&P 50023 Dicembre 2025
  64. 64Cartolina. La nuova relazione speciale12 Gennaio 2026
  65. 65La divergenza fra le aziende big tech Usa e cinesi13 Gennaio 2026
  66. 66L’onda grigia prepara un secolo dai capelli bianchi e la fine delle pensioni14 Gennaio 2026
  67. 67Un altro anno record per l’export cinese15 Gennaio 2026
  68. 68Cartolina. La crescita artificiale16 Gennaio 2026
  69. 69Cartolina. La mossa del Dragone19 Gennaio 2026
  70. 70Il debito privato alla base del boom dell’AI20 Gennaio 2026
  71. 71La crescita rimane resiliente, finché dura21 Gennaio 2026
  72. 72Usa e Italia, famiglie a confronto nell’uso dell’AI22 Gennaio 2026
  73. 73Cartolina. I salari irreali23 Gennaio 2026
  74. 74Cartolina. L’Isola del tesoro26 Gennaio 2026
  75. 75Le ragioni nascoste che sostengono la stabilità finanziaria28 Gennaio 2026
  76. 76La pace fredda dell’economia internazionale siglata sul tavolo dell’hi tech29 Gennaio 2026
  77. 77Cartolina. La scienza emergente30 Gennaio 2026
  78. 78Cartolina. L’anabasi del dollaro2 Febbraio 2026
  79. 79La fine dell’ordine internazionale: una storia dagli anni Trenta3 Febbraio 2026
  80. 80Le “onde lunghe” che accompagnano l’egemonia del dollaro4 Febbraio 2026
  81. 81La politica monetaria rischia di essere strangolata dal debito pubblico5 Febbraio 2026
  82. 82Cartolina. Non c’era una volta6 Febbraio 2026
  83. 83Cartolina. La ricchezza infelice9 Febbraio 2026
  84. 84L’inflazione erode un pezzo della ricchezza delle famiglie italiane10 Febbraio 2026
  85. 85Per vincere la sfida della democrazia occorre innanzitutto tornare a conoscerla11 Febbraio 2026
  86. 86Le conseguenze economiche della remigrazione statunitense12 Febbraio 2026
  87. 87Cartolina. Intelligenza naturale13 Febbraio 2026
  88. 88Cartolina. La Repubblica marinara16 Febbraio 2026
  89. 89Ultime notizie dal bilancio pubblico statunitense17 Febbraio 2026
  90. 90Cartolina. Fare la storia20 Febbraio 2026
  91. 91Cartolina. Svantaggi comparati23 Febbraio 2026
  92. 92Breve storia dei dazi negli Usa e dei loro effetti. Spoiler: sono recessivi24 Febbraio 2026
  93. 93La stagnazione del reddito e della ricchezza nei paesi Ocse25 Febbraio 2026
  94. 94I signori dell’AI ormai dominano i mercati26 Febbraio 2026
  95. 95Cartolina. La nazione digitale27 Febbraio 2026
  96. 96Cartolina. Servizi (non) segreti2 Marzo 2026
  97. 97La crisi demografica propone nuove sfide al sistema pensionistico cinese3 Marzo 2026
  98. 98Le restrizioni di cui non si parla mai: quelle sui servizi4 Marzo 2026
  99. 99Meno deficit ma rallenta la crescita: ricominciano le vacche magre5 Marzo 2026
  100. 100Cartolina. Un raggio di speranza6 Marzo 2026
  101. 101Cartolina. Casa amara9 Marzo 2026
  102. 102I paesi Ocse hanno sempre più fame di debito. I governi a quota 61 trilioni10 Marzo 2026
  103. 103Diminuiscono i disoccupati, ma meno persone cercano lavoro11 Marzo 2026
  104. 104La crescita silenziosa del debito comune Ue12 Marzo 2026
  105. 105Cartolina. Nel tempo breve13 Marzo 2026
  106. 106Cartolina. Volare, oh no16 Marzo 2026
  107. 107L’irresistibile ascesa del debito emergente17 Marzo 2026
  108. 108Il caro-debito ormai non risparmia più nessuno18 Marzo 2026
  109. 109Lo sboom dell’hi tech raffredda la borsa Usa19 Marzo 2026
  110. 110Cartolina. Il debito dell’AI20 Marzo 2026
  111. 111Cartolina. Un debito interessante23 Marzo 2026
  112. 112Occupazione e intelligenza artificiale: cosa ci insegna l’esperienza dei robot24 Marzo 2026
  113. 113Il “debito ombra” che alimenta gli investimenti sull’AI25 Marzo 2026
  114. 114Rimangono solo i pesci piccoli nella trappola degli ETF sull’oro26 Marzo 2026
  115. 115Cartolina. La vendetta della realtà27 Marzo 2026
  116. 116Cartolina. La corsa dall’oro30 Marzo 2026
  117. 117Il peso della geopolitica nella globalizzazione finanziaria31 Marzo 2026
  118. 118Se la guerra è anche una guerra contro l’economia1 Aprile 2026
  119. 119Aumenta il numero dei laureati negli Usa con più di un lavoro2 Aprile 2026
  120. 120Cartolina. Rinflazione3 Aprile 2026
  121. 121Cartolina. Vicolo Stretto7 Aprile 2026
  122. 122Oltre la metà degli italiani ha almeno una patologia cronica8 Aprile 2026
  123. 123Si allarga la forbice del divario di produttività fra Usa e Ue9 Aprile 2026
  124. 124Cartolina. Consuminimo10 Aprile 2026
  125. 125Cartolina. SorpassAI13 Aprile 2026
  126. 126L’unico esito certo dei maxi investimenti tedeschi sulla difesa è l’aumento del debito14 Aprile 2026
  127. 127Il conto dei dazi lo pagano i consumatori e le imprese Usa15 Aprile 2026
  128. 128Il mondo nella stagione della decrescita infelice16 Aprile 2026
  129. 129Cartolina. Aiutati che non t’aiuto17 Aprile 2026
  130. 130Cartolina. La spesa nemica20 Aprile 2026
  131. 131Le relazioni pericolose fra i tassi e le tasse21 Aprile 2026
  132. 132Vento freddo in arrivo dall’Est: l’aumento dei rendimenti giapponesi22 Aprile 2026
  133. 133Cresce l’attrazione fatale per la spesa militare23 Aprile 2026
  134. 134Cartolina. Mai con l’AI24 Aprile 2026
  135. 135Cartolina. Sold US27 Aprile 2026
  136. 136Il costo della guerra grava sulle spalle dei più fragili28 Aprile 2026
  137. 137L’inesauribile appetito finanziario dei data center29 Aprile 2026
  138. 138Il dilemma cinese fra risparmio privato e welfare30 Aprile 2026
  139. 139Cartolina. Warfare4 Maggio 2026
  140. 140L’irresistibile crescita dell’economia dei servizi5 Maggio 2026
  141. 141La via cinese all’internazionalizzazione della moneta6 Maggio 2026
  142. 142Se l’hi tech Usa piange, l’Europa non ride7 Maggio 2026
  143. 143Cartolina. GeografIA8 Maggio 2026
  144. 144Cartolina. L’altro Stretto11 Maggio 2026
  145. 145Il boom dei pagamenti cashless è un ottimo motivo per promuovere l’euro digitale12 Maggio 2026
  146. 146Spesa militare e crescita: il caso della Polonia13 Maggio 2026
  147. 147Record di restrizioni per il commercio di terre rare14 Maggio 2026
  148. 148Cartolina. Braccianti istruiti15 Maggio 2026
  149. 149Cartolina. Bye buy Italy18 Maggio 2026
  150. 150Le conseguenze macroeconomiche delle guerre19 Maggio 2026
  151. 151L’import dalla Cina è una sfida per l’Europa20 Maggio 2026
  152. 152Dopo la pensione gli europei riscoprono la gioia del lavoro21 Maggio 2026
  153. 153Cartolina. Dipendenze22 Maggio 2026
  154. 154Cartolina. 2030 auguri25 Maggio 2026
  155. 155La fine dell’egemonia del dollaro (spagnolo): un insegnamento che viene dalla storia26 Maggio 2026
  156. 156Più che i dazi è l’IA a spingere gli investimenti esteri negli Usa27 Maggio 2026
  157. 157Le sfide che attendono l’export italiano28 Maggio 2026
  158. 158Cartolina. Improduttività29 Maggio 2026
  159. 159Gli anni difficili della manifattura europea3 Giugno 2026
  160. 160Il mondo sotto pressione alle prese con una crescita al rallentatore4 Giugno 2026
  161. 161Cartolina. Flessibilità5 Giugno 2026
  162. 162Cartolina. L’età dell’acciaio8 Giugno 2026
  163. 163Un mercato del lavoro povero conduce a retribuzioni basse: il caso italiano9 Giugno 2026
  164. 164Il ritorno degli squilibri globali10 Giugno 2026
  165. 165La metamorfosi finanziaria dei fondi pensione11 Giugno 2026
  166. 166Cartolina. Farsi una domanda12 Giugno 2026
  167. 167Cartolina. Prima la pensione15 Giugno 2026
  168. 168La grande gelata dei consumi europei16 Giugno 2026
  169. 169Raddoppiata in trent’anni la ricchezza degli anziani italiani17 Giugno 2026
  170. 170Prestiti invece di riserve di banca centrale: un’altra puntata della Grande Trasformazione della finanza18 Giugno 2026
  171. 171Cartolina. Estinzione19 Giugno 2026
  172. 172Cartolina. Fra il dire e il tariffare22 Giugno 2026
  173. 173Dazi Usa, gli effetti sull’export italiano un anno dopo23 Giugno 2026
  174. 174Il boom italiano degli aiuti di stato a fondo perduto24 Giugno 2026
  175. 175L’Europa di fronte alla sfida della mobilità elettrica25 Giugno 2026
  176. 176Cartolina. Deficit di (de)crescita26 Giugno 2026
  177. 177Il lento progresso delle rinnovabili in Italia30 Giugno 2026
  178. 178Effetti dell’AI sull’occupazione negli Usa1 Luglio 2026
  179. 179Il dilemma del bilancio delle banche centrali2 Luglio 2026
  180. 180Cartolina. Il conto della paura3 Luglio 2026
  181. 181Cartolina. Older Age6 Luglio 2026
  182. 182L’economia resiliente non diventerà mai robusta senza disciplina nelle policy7 Luglio 2026
  183. 183Le stablecoin, “parassiti” della moneta fiduciaria8 Luglio 2026
  184. 184Il boom degli aiuti di stato nell’Ue9 Luglio 2026
  185. 185Cartolina. La peggio vecchiaia10 Luglio 2026
  186. 186Cartolina. Lavorare in meno13 Luglio 2026
  187. 187I prezzi “cinesi” abbassano l’inflazione in Europa14 Luglio 2026
  188. 188Gli hedge fund diventano i pezzi grossi nel mercato del debito sovrano15 Luglio 2026
  189. 189I pagamenti digitali fra rivoluzione e restaurazione16 Luglio 2026
  190. 190Cartolina. L’altro due per cento17 Luglio 2026
  191. 191Cartolina. Il nodo gordiano20 Luglio 2026
  192. 192Usa e Cina stritolano il saldo corrente dell’Eurozona21 Luglio 2026
  193. 193La corsa senza freni degli investimenti sull’AI22 Luglio 2026
  194. 194La “resistenza” dell’economia alle tariffe Usa23 Luglio 2026
  195. 195Cartolina. Eccezionale, veramente27 Luglio 2026
  196. 196La chiusura di Hormuz segnala la crisi delle rotte orientali28 Luglio 2026
  197. 197Il “doom loop” fra banche e titoli sovrani diventa un triangolo ancora più pericoloso29 Luglio 2026
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