Proverbio del 22 gennaio Quando c’è una meta anche il deserto diventa una strada
Numero del giorno: 7,8 Percentuale debito netto estero sul pil dell’Italia a fine settembre 2017
Una dichiarazione della Cisl trapana la nube febbrosa che m’ottunde da una settimana, più o meno da quanto mi dura l’influenza, riuscendo nel miracolo di far rivivere il Cronicario, almeno lui. Abbandono il sepolcro di fazzolettini usati sul quale giaccio e mi ritrovo qui a raccontarvi come le parole della Cisl abbiano finalmente acceso di luce propria la mia comprensione di uno dei misteri meno gioiosi del nostro tempo: la strategia della pensione che ogni maledetta legge di bilancio i sindacati mandano i piazza, più o meno mediatica, riuscendo a strappare modifiche alla vituperata Fornerò, ossia la famosa legge Fornero in versione futura, in qualunque forma saremo costretti a riviverla non appena inizierà una qualsiasi quaresima.
Ebbene è proprio sullo spread fra la Fornero e la Fornerò che se la gioca la Cisl. Geniale a dire poco, e sicuramente in ottima compagnia. La premessa è che la Fornerò non si può abolire perché “costerebbe 80 miliardi”. Alla faccia di chi ci fa le campagne elettorali contro la Fornerò, problema che la Cisl non si pone nemmeno non avendo necessità di farsi eleggere. Ciò spiega perché possa tranquillamente propagandare la verità. La sua almeno. Perché pure se non deve farsi eleggere, deve comunque convincere qualcuno a comprarsi la sua tessera. E siccome la Fornero non piace a nessuno dei suoi iscritti, o almeno ad una grande maggioranza di loro, la soluzione è trasformare la Fornero di oggi nella Fornerò di domani che somigli talmente poco alla Fornero di oggi da far contenti se non tutti almeno tanti.
E come si fa? Semplice. Ce lo spiega la Cisl: “Alla riforma delle pensioni abbiamo messo mano attraverso un accordo importante che ha ripristinato la possibilità di flessibilità in uscita e ha creato per 15 categorie di uscire senza oneri per i lavoratori oltre i 63 anni. Questo è un pezzo dell’accordo che abbiamo fatto insieme alla 14esima per le pensioni sotto i mille euro e il cumulo gratuito per contributi dei giovani, ma ci sono altre cose altrettanto importanti da gestire, siamo al lavoro per farlo. Sulle pensioni sentiamo tante proposte anche molto costose, ma cambiare la Fornero costerebbe oltre 80 miliardi di euro, noi vogliamo proseguire e migliorare la strada intrapresa finora”. Traduco: per trasformare la Fornero non serve abolirla, basta smontarla un pezzo alla volta. Così gli 80 miliardi di spesa ce li troveremo sul groppone un poco alla volta nel mucchione indistinguibile dei nostri debiti pubblici. Non domani, ma fra vent’anni. Poi ci sarà un’altra Fornerò lacrime e sangue, ma per allora chi vivrà vedrà.
La potenza di questa rivelazione mi lascia a contemplare il vuoto del mio spray nasale, esausto come me. Il Cronicario torna domani.
Forse.



