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Stagione XIV · New World: la nuova distopia
Il diario della stagione12 Maggio 2026

Articolo 145 / 210

Il boom dei pagamenti cashless è un ottimo motivo per promuovere l’euro digitale

Nel suo rapporto annuale per il 2025 la Bce dedica un rapido aggiornamento allo stato di avanzamento dei lavori per l’emissione dell’euro digitale che, se la tabella di marcia verrà seguita da tutti i protagonisti, potrebbe vedere la luce nel 2029, segnando di fatto una rivoluzione nel nostro sistema dei pagamenti.

Si tratta di un tema di grande rilevanza, non solo economica, ma anche politica, come sa bene chi segue questo blog, dove ne abbiamo parlato a lungo. Non solo perché l’euro digitale consentirà ai cittadini europei di poter fare pagamenti smaterializzati senza dover disporre di un conto bancario. Ma perché segnerà una decisiva evoluzione nei pagamenti transfrontalieri e ci emanciperà dalla necessità, almeno per i piccoli importi, di usare il circuito delle carte di pagamento elettroniche.

Per capire l’importanza di questo passaggio, vale la pena sfogliare un paper recente diffuso dalla Bis, dedicato proprio alla questione dei pagamenti cashless che sono in crescita in tutto il mondo, avanzato e non, e convivono felicemente con un uso ancora robusto del contante. Il fatto che l’euro digitale sia, di fatto, denaro contante e non denaro elettronico, e sia smaterializzato, fa di questo strumento una autentica variabile capace di cambiare le regole del gioco dei pagamenti. Per questo tutti noi faremmo bene a mantenere occhi e orecchie bene aperti e seguire con attenzione questi sviluppi, ai quali purtroppo la nostra informazione dedica assai poca attenzione.

Il paper della Bis ci dice che la digitalizzazione avanza rapidamente, ma il contante non scompare; i pagamenti diventano più frequenti ma di valore medio più basso; le differenze tra economie avanzate ed emergenti non si riducono, ma si ristrutturano lungo nuove linee di frattura.

Il primo elemento da chiarire è che la crescita dei pagamenti cashless non è un fenomeno uniforme, ma segue traiettorie profondamente diverse a seconda del livello di sviluppo economico. Nei paesi emergenti, l’aumento è stato estremamente rapido, con una crescita del 21% dei pagamenti pro capite che porta il totale a 242 operazioni annue. Nelle economie avanzate, il numero è più che doppio, ma la crescita è molto più lenta, intorno al 6% . Questo dato suggerisce che il processo di digitalizzazione non è tanto una diffusione omogenea: i paesi emergenti stanno recuperando terreno, ma lo fanno attraverso strumenti diversi.

In particolare, nei mercati emergenti il motore principale della crescita è rappresentato dai bonifici, e soprattutto dai sistemi di pagamento istantaneo. Nelle economie avanzate, invece, il driver dominante resta la carta di pagamento. Questa divergenza non è marginale, perché riflette due modelli distinti di infrastruttura finanziaria. Da un lato, sistemi bancari e fintech che saltano alcune fasi intermedie e adottano direttamente soluzioni digitali avanzate; dall’altro, sistemi consolidati che evolvono incrementando l’uso di strumenti già diffusi.

Il dato sui pagamenti pro capite è particolarmente rivelatore. Nelle economie avanzate si registrano in media 579 transazioni cashless per persona all’anno, contro le 242 dei paesi emergenti . Tuttavia, la differenza qualitativa è forse ancora più importante di quella quantitativa. Nei paesi avanzati, l’uso della carta è capillare e integrato nella vita quotidiana, mentre nei paesi emergenti l’espansione è trainata da sistemi più recenti, spesso costruiti attorno a infrastrutture digitali pubbliche o semi-pubbliche.

Un secondo elemento cruciale riguarda il valore dei pagamenti. Mentre il numero delle transazioni cresce, il valore medio per transazione diminuisce. Questo fenomeno è particolarmente evidente nei bonifici nei paesi emergenti, dove il valore medio è crollato del 74% dal 2018, e nei pagamenti con carta nelle economie avanzate, dove la riduzione è stata più contenuta ma comunque significativa . Il significato economico di questo dato è rilevante: la digitalizzazione non riguarda più solo transazioni di grande importo o tra imprese, ma si estende sempre più ai micropagamenti e alle spese quotidiane.

Questo porta a una trasformazione strutturale del sistema dei pagamenti. Non si tratta più solo di sostituire il contante con strumenti digitali equivalenti, ma di ridefinire la frequenza e la natura stessa delle transazioni economiche. L’aumento del numero di pagamenti di piccolo importo indica una maggiore granularità delle interazioni economiche, resa possibile dalla riduzione dei costi di transazione e dall’aumento della velocità dei sistemi di pagamento.

In questo contesto, i sistemi di pagamento istantaneo rappresentano probabilmente l’innovazione più significativa. Nei paesi emergenti, essi arrivano a rappresentare quasi la metà di tutte le transazioni cashless, con una quota del 49% . Questo dato è impressionante non solo per la sua dimensione, ma per la sua rapidità: in pochi anni, questi sistemi sono passati da una posizione marginale a una centrale. Nelle economie avanzate, invece, la loro diffusione è molto più lenta, con una quota intorno al 10%.

Le ragioni di questa differenza sono molteplici. Nei paesi emergenti, i sistemi di pagamento istantaneo sono spesso promossi attivamente dalle autorità pubbliche come strumenti di inclusione finanziaria e modernizzazione economica. Nei paesi avanzati, invece, la presenza di sistemi già efficienti e diffusi riduce l’urgenza dell’adozione. Tuttavia, questa divergenza potrebbe non essere permanente. È possibile che, nel lungo periodo, i sistemi istantanei diventino lo standard globale, costringendo anche le economie avanzate ad accelerare l’adozione. Ed è in questo scenario che l’adozione dell’euro digitale diventa strategica.

Un altro aspetto interessante riguarda la variabilità tra paesi. Il paper evidenzia differenze enormi nell’uso dei pagamenti istantanei, con casi estremi come il Brasile, dove si registrano 298 transazioni pro capite, e altri come il Giappone o la Francia, dove i numeri sono molto più bassi . Questa eterogeneità suggerisce che la diffusione delle nuove tecnologie dipende non solo da fattori economici, ma anche istituzionali e culturali.

Accanto alla crescita dei pagamenti digitali, il paper dedica ampio spazio alla dinamica del contante, e qui emerge uno dei risultati più controintuitivi. Nonostante il calo dei prelievi e l’aumento dei pagamenti elettronici, il contante in circolazione non diminuisce significativamente, ma tende a stabilizzarsi. Nei paesi avanzati si attesta intorno al 9% del PIL, mentre nei paesi emergenti è circa il 6% . Questo dato suggerisce che il contante continua a svolgere una funzione importante, non solo come mezzo di pagamento ma anche come riserva di valore.

La distinzione tra uso del contante per pagamenti e come riserva è fondamentale. Il calo dei prelievi indica che il contante è sempre meno utilizzato per transazioni quotidiane. Tuttavia, la stabilità dello stock complessivo suggerisce che viene detenuto per altri motivi, come la sicurezza, la privacy o la sfiducia nei sistemi finanziari. In questo senso, il contante assume una funzione simile a quella di un asset, piuttosto che di un semplice mezzo di scambio.

L’analisi dei prelievi rafforza questa interpretazione. Il numero di prelievi pro capite diminuisce, ma il valore medio aumenta. In altre parole, le persone prelevano meno spesso, ma importi più elevati . Questo comportamento è coerente con un uso meno frequente ma più strategico del contante. Non si tratta più di uno strumento quotidiano, ma di una riserva da utilizzare in situazioni specifiche.

Un ulteriore elemento di trasformazione riguarda l’infrastruttura fisica del contante. Il numero di sportelli automatici e filiali bancarie è in calo in molti paesi, anche se non ovunque. Questo ridimensionamento riflette la diminuzione dell’uso del contante, ma solleva anche interrogativi sulla sua accessibilità futura. Il paper sottolinea che esiste una correlazione tra la disponibilità di punti di accesso e il volume dei prelievi, anche se non è possibile stabilire una relazione causale diretta .

Questo punto è particolarmente rilevante dal punto di vista delle politiche pubbliche. Se la riduzione dell’infrastruttura precede il calo della domanda, potrebbe accelerare la scomparsa del contante. Se invece segue la domanda, allora rappresenta semplicemente un adattamento del sistema. La distinzione non è banale, perché implica scelte diverse per le autorità monetarie e regolatorie.

Nel complesso, il paper mette in evidenza un equilibrio dinamico tra innovazione e persistenza. Da un lato, i sistemi di pagamento diventano sempre più digitali, veloci e integrati. Dall’altro, il contante continua a esistere e a svolgere funzioni specifiche. Questo equilibrio non è statico, ma evolve nel tempo in risposta a cambiamenti tecnologici, economici e sociali.

Un aspetto implicito ma fondamentale dell’analisi riguarda il ruolo delle banche centrali. Il paper sottolinea che esse devono garantire un ecosistema dei pagamenti sicuro ed efficiente, adattandosi ai cambiamenti in atto. Questo implica una funzione sempre più complessa, che va oltre la semplice gestione della moneta e include la supervisione delle infrastrutture digitali, la promozione dell’inclusione finanziaria e la gestione dei rischi sistemici.

In questo contesto, i dati del Red Book assumono un’importanza strategica. Coprendo il 59% della popolazione mondiale e l’85% del PIL globale, essi offrono una base empirica unica per analizzare le tendenze globali . Tuttavia, come sottolineano gli stessi autori, questi dati devono essere integrati con altre fonti per comprendere pienamente i comportamenti degli utenti e le dinamiche sottostanti.

La conclusione implicita del paper è che non esiste un percorso unico verso la digitalizzazione dei pagamenti. Le traiettorie sono molteplici e dipendono da fattori locali, istituzionali e tecnologici. Tuttavia, alcune tendenze comuni emergono con chiarezza: la crescita dei pagamenti cashless, l’importanza crescente dei sistemi istantanei, la riduzione dell’uso del contante per transazioni e la sua persistenza come riserva di valore.

In ultima analisi, il paper invita a superare una visione dicotomica tra contante e digitale. Il futuro dei pagamenti non sarà caratterizzato dalla scomparsa del contante, ma dalla coesistenza di strumenti diversi, ciascuno con funzioni specifiche. La vera trasformazione riguarda il modo in cui questi strumenti si integrano tra loro e rispondono alle esigenze degli utenti.

Questo implica anche una ridefinizione del concetto stesso di pagamento. Non si tratta più solo di trasferire valore, ma di farlo in modo rapido, sicuro, conveniente e adattabile a contesti diversi. In questo senso, la digitalizzazione non è un fine, ma un mezzo per migliorare l’efficienza e l’accessibilità del sistema economico.

Il contributo del paper sta proprio in questa capacità di mostrare la complessità del fenomeno, evitando semplificazioni eccessive. La narrativa dominante tende a descrivere un mondo sempre più cashless, ma i dati raccontano una storia diversa: un sistema ibrido, in cui innovazione e tradizione convivono e si influenzano reciprocamente. Comprendere questa dinamica è essenziale per interpretare il futuro dei pagamenti e, più in generale, dell’economia globale.

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Stagione XIV

Indice del volume

210 articoli · dal primo all’ultimo

Copertina
  1. 1Cartolina. I magnifici sette22 Settembre 2025
  2. 2Il mondo è in subbuglio ma il mercato, francamente, se ne infischia23 Settembre 2025
  3. 3I mercati supportato sempre più il dollaro ma lo sopportano sempre meno24 Settembre 2025
  4. 4L’incertezza e le tariffe rallentano la crescita25 Settembre 2025
  5. 5Cartolina. Il debito di nessuno26 Settembre 2025
  6. 6Cartolina. L’importante è non partecipare29 Settembre 2025
  7. 7La grande (e silenziosa) stretta fiscale americana1 Ottobre 2025
  8. 8L’Asia deprime il mercato immobiliare globale2 Ottobre 2025
  9. 9Cartolina. Il conto delle merci3 Ottobre 2025
  10. 10Cartolina. Lo stallo dei prezzi6 Ottobre 2025
  11. 11Il lento declino del commercio e della crescita internazionale7 Ottobre 2025
  12. 12Vivere quasi felici con un debito stabilmente alto8 Ottobre 2025
  13. 13La doppia dipendenza europea dalle terre rare cinesi9 Ottobre 2025
  14. 14Cartolina. Il denaro misterioso10 Ottobre 2025
  15. 15Cartolina. Le riforme intelligenti13 Ottobre 2025
  16. 16Serve più domanda interna per rilanciare la crescita italiana14 Ottobre 2025
  17. 17L’aumento della spesa militare dà una spintarella alla crescita15 Ottobre 2025
  18. 18Complessità, fluidità e incertezza: la nuova trinità dell’economia internazionale secondo il Fmi16 Ottobre 2025
  19. 19Cartolina. L’Africa che ce l’ha fatta17 Ottobre 2025
  20. 20Cartolina. I perdenti20 Ottobre 2025
  21. 21La primavera africana passa per gli investimenti portuali21 Ottobre 2025
  22. 22Cosa ci racconta il declino della natalità italiano22 Ottobre 2025
  23. 23L’eterna giovinezza delle banconote nel tempo dell’euro digitale23 Ottobre 2025
  24. 24Cartolina. C’era una volta l’Europa del commercio24 Ottobre 2025
  25. 25Cartolina. La spesa che pesa27 Ottobre 2025
  26. 26Il mattone europeo “punisce” i giovani adulti28 Ottobre 2025
  27. 27Le opportunità nascoste nel digital divide africano29 Ottobre 2025
  28. 28L’irresistibile ascesa delle non banche accresce i rischi di stabilità per le banche30 Ottobre 2025
  29. 29Cartolina. Mediocrità31 Ottobre 2025
  30. 30Cartolina. Il contagio3 Novembre 2025
  31. 31Conto alla rovescia per l’euro digitale: si prepara un’altra rivoluzione monetaria4 Novembre 2025
  32. 32L’Africa fa il pieno di investimenti cinesi nei primi sei mesi del 20255 Novembre 2025
  33. 33I tassi in declino mettono sotto stress le banche cinesi6 Novembre 2025
  34. 34Cartolina. La banca non banca7 Novembre 2025
  35. 35Cartolina. La crescita italiana10 Novembre 2025
  36. 36L’irresistibile ascesa del private debt delle non banche11 Novembre 2025
  37. 37Quattro trilioni di opportunità per l’Africa12 Novembre 2025
  38. 38Rallenta la spesa in ricerca e sviluppo dei paesi Ocse13 Novembre 2025
  39. 39Cartolina. Dal Warfare al Welfare14 Novembre 2025
  40. 40Cartolina. Debito emergente17 Novembre 2025
  41. 41Le conseguenze economiche della Brexit dieci anni dopo18 Novembre 2025
  42. 42Il digitale è l’ultima frontiera dello sviluppo africano19 Novembre 2025
  43. 43Il Grande Bellissimo Bill Act che fa esplodere il debito pubblico Usa20 Novembre 2025
  44. 44Cartolina. Made in China21 Novembre 2025
  45. 45Cartolina. La spesa salutare24 Novembre 2025
  46. 46La domanda di auto in Europa ancora sotto il livello del 2018 e il futuro è stagnante25 Novembre 2025
  47. 47L’energia che serve per far partire lo sviluppo africano26 Novembre 2025
  48. 48L’import Usa dalla Cina torna al livello del 200127 Novembre 2025
  49. 49Cartolina. Negli anni Trenta28 Novembre 2025
  50. 50Cartolina. I nuovi europei1 Dicembre 2025
  51. 51Una stablecoin compra più titoli Usa del Giappone e degli Emirati2 Dicembre 2025
  52. 52Servono 15 anni e oltre 2.000 miliardi di investimenti per dare una svolta all’Africa3 Dicembre 2025
  53. 53L’economia internazionale sta sperimentando la resilienza della fragilità4 Dicembre 2025
  54. 54Cartolina. L’IA della globalizzazione9 Dicembre 2025
  55. 55Nel 2024 l’Ue ha prestato oltre 400 miliardi di euro agli Stati Uniti10 Dicembre 2025
  56. 56Il gioco ribassista dell’Opec sul petrolio11 Dicembre 2025
  57. 57Cartolina. Dal G7 all’M712 Dicembre 2025
  58. 58Cartolina. Il petrolio emergente15 Dicembre 2025
  59. 59Le quotazioni dei Magnificent 7 pesano più di un terzo dell’S&P 50017 Dicembre 2025
  60. 60I paesi asiatici e la tecnologia made in Usa tengono a galla il commercio nel 202518 Dicembre 2025
  61. 61Cartolina. L’imprevedibile19 Dicembre 2025
  62. 62Cartolina. Caro lavoratore22 Dicembre 2025
  63. 63Rischio bolla sul mercato dell’oro e dell’S&P 50023 Dicembre 2025
  64. 64Cartolina. La nuova relazione speciale12 Gennaio 2026
  65. 65La divergenza fra le aziende big tech Usa e cinesi13 Gennaio 2026
  66. 66L’onda grigia prepara un secolo dai capelli bianchi e la fine delle pensioni14 Gennaio 2026
  67. 67Un altro anno record per l’export cinese15 Gennaio 2026
  68. 68Cartolina. La crescita artificiale16 Gennaio 2026
  69. 69Cartolina. La mossa del Dragone19 Gennaio 2026
  70. 70Il debito privato alla base del boom dell’AI20 Gennaio 2026
  71. 71La crescita rimane resiliente, finché dura21 Gennaio 2026
  72. 72Usa e Italia, famiglie a confronto nell’uso dell’AI22 Gennaio 2026
  73. 73Cartolina. I salari irreali23 Gennaio 2026
  74. 74Cartolina. L’Isola del tesoro26 Gennaio 2026
  75. 75Le ragioni nascoste che sostengono la stabilità finanziaria28 Gennaio 2026
  76. 76La pace fredda dell’economia internazionale siglata sul tavolo dell’hi tech29 Gennaio 2026
  77. 77Cartolina. La scienza emergente30 Gennaio 2026
  78. 78Cartolina. L’anabasi del dollaro2 Febbraio 2026
  79. 79La fine dell’ordine internazionale: una storia dagli anni Trenta3 Febbraio 2026
  80. 80Le “onde lunghe” che accompagnano l’egemonia del dollaro4 Febbraio 2026
  81. 81La politica monetaria rischia di essere strangolata dal debito pubblico5 Febbraio 2026
  82. 82Cartolina. Non c’era una volta6 Febbraio 2026
  83. 83Cartolina. La ricchezza infelice9 Febbraio 2026
  84. 84L’inflazione erode un pezzo della ricchezza delle famiglie italiane10 Febbraio 2026
  85. 85Per vincere la sfida della democrazia occorre innanzitutto tornare a conoscerla11 Febbraio 2026
  86. 86Le conseguenze economiche della remigrazione statunitense12 Febbraio 2026
  87. 87Cartolina. Intelligenza naturale13 Febbraio 2026
  88. 88Cartolina. La Repubblica marinara16 Febbraio 2026
  89. 89Ultime notizie dal bilancio pubblico statunitense17 Febbraio 2026
  90. 90Cartolina. Fare la storia20 Febbraio 2026
  91. 91Cartolina. Svantaggi comparati23 Febbraio 2026
  92. 92Breve storia dei dazi negli Usa e dei loro effetti. Spoiler: sono recessivi24 Febbraio 2026
  93. 93La stagnazione del reddito e della ricchezza nei paesi Ocse25 Febbraio 2026
  94. 94I signori dell’AI ormai dominano i mercati26 Febbraio 2026
  95. 95Cartolina. La nazione digitale27 Febbraio 2026
  96. 96Cartolina. Servizi (non) segreti2 Marzo 2026
  97. 97La crisi demografica propone nuove sfide al sistema pensionistico cinese3 Marzo 2026
  98. 98Le restrizioni di cui non si parla mai: quelle sui servizi4 Marzo 2026
  99. 99Meno deficit ma rallenta la crescita: ricominciano le vacche magre5 Marzo 2026
  100. 100Cartolina. Un raggio di speranza6 Marzo 2026
  101. 101Cartolina. Casa amara9 Marzo 2026
  102. 102I paesi Ocse hanno sempre più fame di debito. I governi a quota 61 trilioni10 Marzo 2026
  103. 103Diminuiscono i disoccupati, ma meno persone cercano lavoro11 Marzo 2026
  104. 104La crescita silenziosa del debito comune Ue12 Marzo 2026
  105. 105Cartolina. Nel tempo breve13 Marzo 2026
  106. 106Cartolina. Volare, oh no16 Marzo 2026
  107. 107L’irresistibile ascesa del debito emergente17 Marzo 2026
  108. 108Il caro-debito ormai non risparmia più nessuno18 Marzo 2026
  109. 109Lo sboom dell’hi tech raffredda la borsa Usa19 Marzo 2026
  110. 110Cartolina. Il debito dell’AI20 Marzo 2026
  111. 111Cartolina. Un debito interessante23 Marzo 2026
  112. 112Occupazione e intelligenza artificiale: cosa ci insegna l’esperienza dei robot24 Marzo 2026
  113. 113Il “debito ombra” che alimenta gli investimenti sull’AI25 Marzo 2026
  114. 114Rimangono solo i pesci piccoli nella trappola degli ETF sull’oro26 Marzo 2026
  115. 115Cartolina. La vendetta della realtà27 Marzo 2026
  116. 116Cartolina. La corsa dall’oro30 Marzo 2026
  117. 117Il peso della geopolitica nella globalizzazione finanziaria31 Marzo 2026
  118. 118Se la guerra è anche una guerra contro l’economia1 Aprile 2026
  119. 119Aumenta il numero dei laureati negli Usa con più di un lavoro2 Aprile 2026
  120. 120Cartolina. Rinflazione3 Aprile 2026
  121. 121Cartolina. Vicolo Stretto7 Aprile 2026
  122. 122Oltre la metà degli italiani ha almeno una patologia cronica8 Aprile 2026
  123. 123Si allarga la forbice del divario di produttività fra Usa e Ue9 Aprile 2026
  124. 124Cartolina. Consuminimo10 Aprile 2026
  125. 125Cartolina. SorpassAI13 Aprile 2026
  126. 126L’unico esito certo dei maxi investimenti tedeschi sulla difesa è l’aumento del debito14 Aprile 2026
  127. 127Il conto dei dazi lo pagano i consumatori e le imprese Usa15 Aprile 2026
  128. 128Il mondo nella stagione della decrescita infelice16 Aprile 2026
  129. 129Cartolina. Aiutati che non t’aiuto17 Aprile 2026
  130. 130Cartolina. La spesa nemica20 Aprile 2026
  131. 131Le relazioni pericolose fra i tassi e le tasse21 Aprile 2026
  132. 132Vento freddo in arrivo dall’Est: l’aumento dei rendimenti giapponesi22 Aprile 2026
  133. 133Cresce l’attrazione fatale per la spesa militare23 Aprile 2026
  134. 134Cartolina. Mai con l’AI24 Aprile 2026
  135. 135Cartolina. Sold US27 Aprile 2026
  136. 136Il costo della guerra grava sulle spalle dei più fragili28 Aprile 2026
  137. 137L’inesauribile appetito finanziario dei data center29 Aprile 2026
  138. 138Il dilemma cinese fra risparmio privato e welfare30 Aprile 2026
  139. 139Cartolina. Warfare4 Maggio 2026
  140. 140L’irresistibile crescita dell’economia dei servizi5 Maggio 2026
  141. 141La via cinese all’internazionalizzazione della moneta6 Maggio 2026
  142. 142Se l’hi tech Usa piange, l’Europa non ride7 Maggio 2026
  143. 143Cartolina. GeografIA8 Maggio 2026
  144. 144Cartolina. L’altro Stretto11 Maggio 2026
  145. 145Il boom dei pagamenti cashless è un ottimo motivo per promuovere l’euro digitale12 Maggio 2026
  146. 146Spesa militare e crescita: il caso della Polonia13 Maggio 2026
  147. 147Record di restrizioni per il commercio di terre rare14 Maggio 2026
  148. 148Cartolina. Braccianti istruiti15 Maggio 2026
  149. 149Cartolina. Bye buy Italy18 Maggio 2026
  150. 150Le conseguenze macroeconomiche delle guerre19 Maggio 2026
  151. 151L’import dalla Cina è una sfida per l’Europa20 Maggio 2026
  152. 152Dopo la pensione gli europei riscoprono la gioia del lavoro21 Maggio 2026
  153. 153Cartolina. Dipendenze22 Maggio 2026
  154. 154Cartolina. 2030 auguri25 Maggio 2026
  155. 155La fine dell’egemonia del dollaro (spagnolo): un insegnamento che viene dalla storia26 Maggio 2026
  156. 156Più che i dazi è l’IA a spingere gli investimenti esteri negli Usa27 Maggio 2026
  157. 157Le sfide che attendono l’export italiano28 Maggio 2026
  158. 158Cartolina. Improduttività29 Maggio 2026
  159. 159Gli anni difficili della manifattura europea3 Giugno 2026
  160. 160Il mondo sotto pressione alle prese con una crescita al rallentatore4 Giugno 2026
  161. 161Cartolina. Flessibilità5 Giugno 2026
  162. 162Cartolina. L’età dell’acciaio8 Giugno 2026
  163. 163Un mercato del lavoro povero conduce a retribuzioni basse: il caso italiano9 Giugno 2026
  164. 164Il ritorno degli squilibri globali10 Giugno 2026
  165. 165La metamorfosi finanziaria dei fondi pensione11 Giugno 2026
  166. 166Cartolina. Farsi una domanda12 Giugno 2026
  167. 167Cartolina. Prima la pensione15 Giugno 2026
  168. 168La grande gelata dei consumi europei16 Giugno 2026
  169. 169Raddoppiata in trent’anni la ricchezza degli anziani italiani17 Giugno 2026
  170. 170Prestiti invece di riserve di banca centrale: un’altra puntata della Grande Trasformazione della finanza18 Giugno 2026
  171. 171Cartolina. Estinzione19 Giugno 2026
  172. 172Cartolina. Fra il dire e il tariffare22 Giugno 2026
  173. 173Dazi Usa, gli effetti sull’export italiano un anno dopo23 Giugno 2026
  174. 174Il boom italiano degli aiuti di stato a fondo perduto24 Giugno 2026
  175. 175L’Europa di fronte alla sfida della mobilità elettrica25 Giugno 2026
  176. 176Cartolina. Deficit di (de)crescita26 Giugno 2026
  177. 177Il lento progresso delle rinnovabili in Italia30 Giugno 2026
  178. 178Effetti dell’AI sull’occupazione negli Usa1 Luglio 2026
  179. 179Il dilemma del bilancio delle banche centrali2 Luglio 2026
  180. 180Cartolina. Il conto della paura3 Luglio 2026
  181. 181Cartolina. Older Age6 Luglio 2026
  182. 182L’economia resiliente non diventerà mai robusta senza disciplina nelle policy7 Luglio 2026
  183. 183Le stablecoin, “parassiti” della moneta fiduciaria8 Luglio 2026
  184. 184Il boom degli aiuti di stato nell’Ue9 Luglio 2026
  185. 185Cartolina. La peggio vecchiaia10 Luglio 2026
  186. 186Cartolina. Lavorare in meno13 Luglio 2026
  187. 187I prezzi “cinesi” abbassano l’inflazione in Europa14 Luglio 2026
  188. 188Gli hedge fund diventano i pezzi grossi nel mercato del debito sovrano15 Luglio 2026
  189. 189I pagamenti digitali fra rivoluzione e restaurazione16 Luglio 2026
  190. 190Cartolina. L’altro due per cento17 Luglio 2026
  191. 191Cartolina. Il nodo gordiano20 Luglio 2026
  192. 192Usa e Cina stritolano il saldo corrente dell’Eurozona21 Luglio 2026
  193. 193La corsa senza freni degli investimenti sull’AI22 Luglio 2026
  194. 194La “resistenza” dell’economia alle tariffe Usa23 Luglio 2026
  195. 195Cartolina. Eccezionale, veramente27 Luglio 2026
  196. 196La chiusura di Hormuz segnala la crisi delle rotte orientali28 Luglio 2026
  197. 197Il “doom loop” fra banche e titoli sovrani diventa un triangolo ancora più pericoloso29 Luglio 2026
  198. 198Il tramonto che passa inosservato: quello dell’Oriente30 Luglio 2026
  199. 199Cartolina. Caro ateneo3 Agosto 2026 · Appendice estiva
  200. 200La riconfigurazione delle catena di fornitura tiene a galla il commercio internazionale4 Agosto 2026 · Appendice estiva
  201. 201La metamorfosi dei fondi pensioni aumenta i rischi per il debito sovrano5 Agosto 2026 · Appendice estiva
  202. 202La grande trasformazione del debito statunitense6 Agosto 2026 · Appendice estiva
  203. 203Cartolina. La Giovine AI7 Agosto 2026 · Appendice estiva
  204. 204Cartolina. Banche o non banche?10 Agosto 2026 · Appendice estiva
  205. 205Deficit commerciale Usa: tanta fatica per (quasi) nulla11 Agosto 2026 · Appendice estiva
  206. 206Anche le banche centrali si trovano di fronte alla sfida dell’AI12 Agosto 2026 · Appendice estiva
  207. 207La democrazia americana non è quella di Tocqueville13 Agosto 2026 · Appendice estiva
  208. 208Cartolina. La vecchiaia dell’Occidente14 Agosto 2026 · Appendice estiva
  209. 209Cartolina. Il Belpaese delle tasse17 Agosto 2026 · Appendice estiva
  210. 210Il blog va in vacanza. Ci rivediamo a settembre con la nuova stagione: New Lines18 Agosto 2026 · Appendice estiva
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