Proverbio del 23 gennaio I corvi sono dappertutto ugualmente neri
Numero del giorno: 60.000.000.000 Valore del cibi italiani taroccati a livello globale secondo Coldiretti
C’è questa barzelletta che gira negli Usa dove un americano che si chiama Trump, un cinese, che si chiama Suniva, e un tedesco che si chiama Solarword, fanno combutta per imporre al popolo un bel dazio sui pannelli solari. I tre ci riescono talmente bene che l’associazione Usa dei produttori di pannelli solari, che in teoria dovrebbe essere favorita dalla scelta di protezione, manda a dire a Mister T che a loro questa scelta costerà un pacco di miliardi di investimenti e un ventimila posti di lavoro. Il che non fa ridere, ma dà il senso della barzelletta commerciale del signor America First. La barzelletta diventa serissima quando si scopre che Suniva e Solarword, compagnie che fanno pannelli solari, cinese l’una e tedesca l’altra e praticamente fallite da tempo, pare abbiano detto che i dazi faranno aumentare di almeno 100 mila i posti di lavoro in America.
La barzelletta assume un odore sospetto quando si scopre che insieme a quello sui pannelli, con l’occasione Mister T, ormai declassato a Mister D, ne ha messo un altro anche sulle importazioni di lavatrici, facendo incazzare così dopo i cinesi non proprietari di aziende in Usa anche i coreani del sud. Samsung e LG avevano già impostato investimenti per produrre negli Usa, ma a questo punto chissà. In ogni caso alla lavatrice importata numero 1.200.001 scatterà il balzello al 50%, prima sarà del 20%. I consumatori americani potranno scegliere di non comprare lavatrici estere, ammesso che gli Usa ne producano ancora, oppure risparmiare quelle che hanno lavando meno i panni, che in fondo non è così patriottico. I più robusti potranno tornare alle vecchie abitudini.
In ogni caso la barzelletta deve essere arrivata agli orecchi del primo ministro indiano Modi, che l’ha raccontata ai ricconi seduti a godersi la neve di Davos, nella ricchissima Svizzera, dove in questa stagione si discetta di economia sorseggiando millesimati. Il protezionismo e la tentazione di riportare indietro le lancette dell’orologio sul tema della globalizzazione rappresentano “una minaccia non meno preoccupante del cambiamento climatico e del terrorismo”, ha detto, discorrendo a difesa dell’apertura agli scambi contro la tentazione di “chiudersi in se stessi”. A Davos, dove venerdì è atteso Mister D, Trump in persona, hanno riso tutti. Ma non era una barzelletta.
A domani.


