Cronicario: L’Ue flirta coi giapponesi, ma dopo arriva Mister T


Proverbio del 5 luglio Amore e odio sono bevande inebrianti

Numero del giorno: 4.200 Esuberi previsti, secondo i sindacati, per Mps

Stavolta i cerimonieri sono partiti da lontano. Qua e là twittavano, postavano, ma molto discretamente, per ricordarci che domani, alla vigilia del G20 di Amburgo, Ue e Giappone si incontreranno per affrontare alcune questioni commerciali che hanno a che fare con il mercato automobilistico. Roba che bisogna davvero essere ottimisti . Per chi non lo ricordasse, il mercato dei motoveicoli è uno dei pochi dove ancora gira la ciccia, e gli europei sono quelli con le eccedenze di export più alte del mondo, mentre i giapponesi sono i secondi.

Al contrario, gli Usa sono quelli che hanno il disavanzo settoriale più alto al mondo e quindi rappresentano, metaforicamente, la bistecca che Giappone ed Europa – e vi faccio grazie della Corea del sud e del Messico – si devono dividere provando persino ad andare d’amore e d’accordo.

Ora ci potrebbero pure riuscire, se non fosse che il ruolo della bistecca è stato affidato a un tizio che ha dimostrato assai chiaramente di non volerlo più interpretare: il terribile Mister T.

No questo. Quest’altro.

Scusate, colpa dell’atteggiamento simile.

Mister T, dicevo, sarà anche lui in Europa per il vertice del G20 e certo ricorderete che una delle prime cose che fece appena eletto fu proprio quella di indirizzare un saluto affettuoso al premier giapponese Abe. Se non ve lo ricordate, ve lo dico io. Adesso deve incontrare Putin e siccome sono uomini di tempra vigorosa è probabile si piaceranno, arrivando persino a odiarsi cordialmente. Le premesse d’altronde ci sono tutte. Che fine credete che farà la nostra conventicola col Giappone?

Detto ciò ci sarebbe poco da aggiungere al Cronicario di oggi, salvo il fatto che trapelano i dettagli del piano Mps, per il quale tutti consumano barili di ottimismo mentre si annunciano esuberi, e poi che si apprendono delizie statistiche dal presidente Istat Giorgio Alleva audito in Parlamento. Vi do giusto un paio di indicazioni. Se pensate che una laurea vi salverà dal lavoro atipico, modo educato per definire un lavoro ce oggi c’è e domani boh, vi sbagliate: il 35% dei laureati lavora a gettone, quando ci riesce. Mentre fra i diplomati gli atipici sono il 21%, fra i laureati arrivano al 35%. Della serie studia che ti fai una posizione.

Vi farà piacere sapere che nel 2016 un terzo degli atipici, quelli che una volta si chiamavano precari, ha fra 35 e 49 anni, e il 41,5% delle donne che sono in questa situazione sono anche madri. Poi dovremmo stupirci che l’Istat stima in sette milioni in meno i residenti in Italia da qui al 2065?

Anzi, ora che ci penso: faccio la valigia.

A domani

 

 

 

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