Cronicario: Casa dolce casa, ma per il fisco


Proverbio del 29 maggio Fra invidia e imitazione meglio l’imitazione

Numero del giorno: 1.000.000.000.000 Investimenti cinesi previsti in infrastrutture all’estero

E’ giusto ricordare che malgrado non si paghi più l’Imu o come si chiama la tassa ulla prima casa, nel 2016 il fisco italiano ha incassato 19,9 miliardi di tasse grazie alle abitazioni, 4,4 miliardi in meno rispetto a un anno fa, 3,6 dei quali derivati proprio dall’abolizione della tassazione sulla prima casa.

Ora vi sembrerà un’esagerazione, ma considerate che 20 milioni di famiglie, il 77,4% del totale, sono proprietarie di casa, che significa che 25,7 milioni di persone hanno almeno una casa di proprietà. Se pure il governo avesse lasciato l’Imu o la Tasi o come si chiama sulle spalle di queste persone, avremmo pagato in totale 24,3 miliardi di euro che diviso 25,7 milioni fa la notevole cifra di euri 945 e spicci in media. Che è quanto costa agli italiani – sempre in media – possedere almeno una casa.

Perché vi racconto queste cose? Perché oggi il ministero dell’economia e l’Agenzia delle entrate hanno presentato questi numeri e conoscendo lo stato delle nostre finanze pubbliche improvvisamente hanno iniziato a fischiarmi le orecchie, memori per giunta di quella volta che la Commissione Ue ci ha mandato a dire che dovremmo dare un’alzatina alla tassazione immobiliare. Pure a voi vi fischiano?

Scherzi a parte, la giornata non è delle migliori, visto che banche sotto botta hanno ammosciato gravemente il listo della nostra borsa che mezz’ora fa stava quasi sotto del 2%. Poi è arrivato l’appuntamento più atteso: l’arrivo di Mario Draghi davanti al Parlamento Ue atteso come la Befana dopo il Natale e Capodanno del G7, quando la Mutti tedesca e mister T se le sono suonate per sante ragioni di bottega (sbilanci commerciali e robe del genere).

E che dice Draghi? Che squadra che vince (cioé lui e il QE) non si cambia. C’è ancora bisogno di sostegno. L’inflazione è ancora bassa. Serve più crescita, ossia più consumi e investimenti, e tutta la tiritera che vi risparmio perché l’avrete sentita un milione di volte. Il messaggio è chiaro: godetevi le vacanze estive. A settembre ne riparliamo. Magari dopo le elezioni tedesche, se non votiamo prima noi italiani. Quindi per il momento è chiaro quello che farà la Bce.

E intanto che facciamo noi? Ah beh, il governo, mentre l’agenzia delle entrate dà i numeri dell’Imu, Tasi o come si chiama, è impegnato nella manovra o manovrina o come si chiama. Dalle cronache spuntano perle come il prestito ponte ad Alitalia, al momento a 600 milioni ma dategli tempo, o il raddoppio da due a quattro milioni dello stanziamento per il teatro Romano dell’Eliseo. Se sono rose, costeranno.

A domani.

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