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Stagione III · Redde Rationem
Il diario della stagione13 Marzo 2015

Articolo 116 / 205

Il lato oscuro del QE: la tosatura del piccolo risparmiatore



Come nel migliore dei lieto fine, gli osservatori vivono felici e contenti accompagnati dal costante caracollare degli spread che ormai, Grecia a parte, veleggiano verso i valori del 2010 aspettando di raggiungere quelli dei primi 2000, quando semplicemente non esistevano, mentre l’euro si avvicina ogni giorno di più verso la parità deciso a quanto pare a infrangerla al ribasso.

Le banche festeggiano, la Bce e le banche centrali nazionali pure: quale dimostrazione di sapienza e di lungimiranza. Le borse rivedono massimi dimenticati.

Le imprese sono estasiate: il minieuro sembra fatto apposta per rilanciare il nostro export, come ci ricorda ogni giorno l’associazione degli industriali. E festeggiano soprattutto i debitori, grandi e piccoli, che vendono nel crollo del tassi di interesse il giusto contrappasso del crollo dell’inflazione, che minacciava di rovinarli.

Grande assente in questo generale tripudio, la voce del piccolo risparmiatore. Costui, razza ormai in via d’estinzione nel meraviglioso mondo del QE, non ha rappresentanza alcuna nei consessi che in questi giorni esibiscono le loro allocuzioni. Un po’ perché è di temperamento taciturno, il piccolo risparmiatore, assai più bravo a far di conto che adoperarsi con le diverse camarille che determinano la nostra vita pubblica. Un po’ perché gli servirà tempo per capire che il meraviglioso successo del QE dovrà pagarlo sostanzialmente lui.

Non serve essere economisti per capirlo, infatti lo capisco persino io che a stento so far di conto. Forse perché ho la (s)fortuna di non godere di attivi finanziaria d’una qualche importanza.

Ma la mia intuizione si rafforza mentre leggo le quattro paginette che la nostra banca centrale ha diffuso nei giorni scorsi in occasione della presentazione del programma di acquisto dei titoli di marzo, deciso appunto nell’ambito del QE.

Temo non l’abbiano letto in tanti, perché l’unica notizia di cui ho avuto evidenza sulla varia stampa è che Bankitalia stima che da qui al settembre 2016, data ipotetica di termine del QE, compresa 130 miliardi di titoli di stato italiani, ai quali se ne aggiungeranno altri 20 miliardi acquistati dalla Bce. In totale quindi parliamo di 150 miliardi.

Provo a fare due conti. il QE consta di 60 miliardi al mese di acquisti per 19 mesi. In totale sono acquisti per 1.140 miliardi. La procedura barocca inventata dai nostri banchieri centrali, e riportata da Bankitalia ci dice che questa somma di acquisti verrà ripartita pro quota in base alle quota di partecipazione al capitale della Bce delle BC nazionali, che nel caso dell’Italia pesa il 17,5%.

Ciò significa che in totale Bankitalia e la Bce, potranno svolgere acquisti di asset italiani per 199,5 miliardi, l’80 per cento dei quali nel bilancio di Bankitalia e il 20% in quello della Bce. In pratica Bankitalia comprerà 159,6 miliardi di euro di titoli, dei quali 130 saranno titoli di stato. La Bce ne comprerà altri 39,9, di cui 20 titoli di stato italiani.

Ciò significa che Bankitalia impegnerà l’81,4% delle sue munizioni sul mercato dei titoli di stato italiani, mentre la Bce poco più della metà. Le altre risorse verranno impegnate nelle altre classi di titoli eligibili per il QE. E già questo serve a capire quanto diverse siano le priorità della Bce rispetto alla Banca d’Italia, e quale sia lo spirito autentico di questa operazione.

Rimane la circostanza che 150 miliardi di euro corrispondono a circa la metà del fabbisogno di rinnovo dei titoli italiani solo nel 2015. Il sollievo, diciamo così, è importante ma non così determinante.

Di sicuro del sollievo godanno le banche italiane, che con il calo dei tassi cui stiamo assistendo hanno visto aumentare il valore dei titoli che tengono in portafoglio e che quindi andranno a gonfiare il bilancio della Banca d’Italia e della Bce, spuntando i venditori gustose plusvalenze.

Se andiamo a vedere quali saranno gli effetti di tali acquisti sul bilancio della Banca d’Italia, la nota ci spiega che all’attivo tali acquisti accresceranno il valore dei portafogli esistenti. Con la sottolineatura che “in base alle regole contabili dell’Eurosistema, i titoli acquistati nell’ambito del programma saranno iscritti al costo ammortizzato al netto delle eventuali riduzioni di valore dovute a impairment. Ciò significa che il valore di bilancio del portafoglio non risentirà delle oscillazioni dei prezzi di mercato successive agli acquisti. Al fine di garantire la necessaria trasparenza, il valore di mercato (il cosiddetto fair value) sarà pubblicato nella nota integrativa al bilancio della Banca d’Italia”.

Ciò significa che se i titoli verranno conservati fino a scadenza non si materializzeranno per la Banca centrale rischi di perdite in conto capitale. Anzi, “nei primi anni – nota Bankitalia – il margine di interesse aumenterà, in quanto il rendimento dei titoli da acquistare è mediamente superiore ai tassi ufficiali; la redditività sarà inoltre sostenuta dall’accresciuta dimensione del bilancio”.

All’attivo del bilancio della banca centrale deve ovviamente corrispondere un passivo, che nell’immediato determinerà una crescita dei depositi detenuti dalle banche presso la banca centrale. Quindi ciò si traduce in aumento della base monetaria e indirettamente del credito potenziale che gli intermediari possono concedere all’economia. In sostanza: più possibilità di affari per le banche commerciali.

Assodato che le banche centrali e quelle commerciali ci guadagnano, rimane da capire perché dovrebbero guadarci gli agenti economici.

Bankitalia individua alcuni canali:

1) “L’aumento della liquidità e la riduzione dei tassi di interesse favoriscono inoltre il deprezzamento del cambio (“canale del tasso di cambio”). Ciò contribuisce a innalzare l’inflazione, evita il radicarsi di aspettative di deflazione e fornisce un ulteriore stimolo all’attività economica”. Gli esportatori, quindi, dovrebbero guadagnarci.

2) “Gli investitori utilizzeranno la liquidità aggiuntiva per riequilibrare il loro portafoglio verso altre attività finanziarie più redditizie, non direttamente interessate dagli interventi della banca centrale, trasmettendo così l’impulso monetario a un ampio ventaglio di strumenti di finanziamento del settore privato (“canale del riaggiustamento di portafoglio”). Bankitalia trascura di dire che le attività più redditizie sono quelle più rischiose. Quindi il risparmiatore dovrà correre più rischi  per avere un rendimento simile a quello che avrebbe avuto a un livello normale di tassi di interesse.

3) “L’incremento del valore della ricchezza delle famiglie indotto dall’aumento dei prezzi delle attività finanziarie e, in prospettiva, di quelle reali potrà riflettersi in una maggiore crescita dei consumi (“canale della ricchezza”). Bankitalia trascura di dire che tale canale funziona solo per chi ha già attivi finanziari e reali. Quindi funziona per i ricchi, non per i poveri e crea l’effetto che i banchieri centrali americani e giapponesi conoscono bene: aumenta la disugualianza;

4) “L’annuncio di un’espansione significativa delle dimensioni e della composizione del bilancio dell’Eurosistema potrà anche accrescere la fiducia del pubblico (“canale della fiducia”), stimolando consumi e investimenti, e sostenere le aspettative di inflazione (“canale delle aspettative di inflazione”).

Quest’ultimo vantaggio è quello che dovrebbe riguardare un po’ tutti. Più consumi vuol dire più investimenti, e quindi più lavoro. Ma vuol dire anche meno risparmio, appunto. E il caso inglese è un ottimo esempio.

Ma per capirsi, facciamo un rapido esempio. Immaginiamo un piccolo risparmiatore che abbia 20 mila euro sul conto corrente. Il rendimento del conto corrente ormai è negativo, pure ai tassi di inflazione attuali. Se compra un Btp decennale spunta ai tassi attuali poco più dell’1%, con la prospettiva di un rendimento reale negativo una volta che il QE riporti davvero l’inflazione al 2%. Disperato il piccolo risparmitore pensa di comprare un bond corporate, magari di una banca. Ma poiché il calo degli spread non risparmia neanche i bond, il meglio che gli può capitare è spuntare qualche decimale in più, ma sempre assumendosi maggiori rischi.

Il nostro piccolo risparmiatore pensa persino di comprare dei titoli azionari, ma, a parte che il rischio aumenta, rischia pure di bruciarsi le penne, atteso che le borse sono già salite tanto.

E allora che fa? O si rassegna a spuntare rendimenti negativi, lasciando i soldi in banca o comprando un titolo di stato a rendimento zero (magari un Bot annuale che di recente è stato venduto con un tasso dello 0,07% lordo), o sennò decide finalmente di comprarsi quell’auto nuova il cui acquisto rimanda da qualche anno, dando così il suo personalissimo contributo (ossia il suo risparmio) alla ripresa dei consumi e degli investimenti di cui forse godrà anche lui.

Qualunque sarà la sua decisione, il QE avrà raggiunto il suo obbiettivo: banche più stabili, borse frizzanti, economia più vispa, inflazione in ascesa, per la gioia dei debitori. Tutto questo grazie a una signorile tosatura dei (piccoli) risparmiatori.

E io pago, direbbe la buonanima.

◆

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Stagione III

Indice del volume

205 articoli · dal primo all’ultimo

Copertina
  1. 1Redde Rationem: l’anno della resa dei conti12 Settembre 2014
  2. 2Il fallimento del riequilibrio globale15 Settembre 2014
  3. 3Si prepara la quaresima per il capitale fittizio16 Settembre 2014
  4. 4La pace impossibile fra debitori e creditori17 Settembre 2014
  5. 5Cura da dopoguerra per abbattere il debito18 Settembre 2014
  6. 6Prove generali di Troika sull’economia (politica) italiana19 Settembre 2014
  7. 7Usa al bivio: la ripresa inconcludente22 Settembre 2014
  8. 8Usa al bivio: Il crepuscolo della Social Security23 Settembre 2014
  9. 9Usa al bivio: la distruzione del debito pubblico24 Settembre 2014
  10. 10Usa al bivio: In Go(l)d we trust25 Settembre 2014
  11. 11Usa al bivio: La demonetizzazione del dollaro26 Settembre 2014
  12. 12Il suicidio sociale come conseguenza del welfare29 Settembre 2014
  13. 13Il Fondo monetario europeo? C’è già30 Settembre 2014
  14. 14L’insaziabile fame d’oro della Cina1 Ottobre 2014
  15. 15L’insostenibile peso del mattone2 Ottobre 2014
  16. 16L’autunno della finanza europea3 Ottobre 2014
  17. 17Il casinò globale alle porte di Pechino (e a est del Portogallo)6 Ottobre 2014
  18. 18Mattone di Damocle sopra la Cina7 Ottobre 2014
  19. 19Il virus Sovrano annidato nel sistema monetario8 Ottobre 2014
  20. 20Stallo alla messicana9 Ottobre 2014
  21. 21La lowflation fa esplodere il debito europeo10 Ottobre 2014
  22. 22Verso la legge di stabilità: i tormenti del 201513 Ottobre 2014
  23. 23Verso la legge di stabilità: scatta l’eurotagliola14 Ottobre 2014
  24. 24Verso la legge di stabilità: la legge d’instabilità15 Ottobre 2014
  25. 25L’Italia portoghese16 Ottobre 2014
  26. 26L’instabilità che cresce all’ombra delle banche17 Ottobre 2014
  27. 27La banca centrale di MagicWorld20 Ottobre 2014
  28. 28Caccia a ottobre (in) rosso per le banche europee21 Ottobre 2014
  29. 29Il Fmi cala il jolly degli investimenti pubblici22 Ottobre 2014
  30. 30Le banche centrali fanno aumentare la disuguaglianza23 Ottobre 2014
  31. 31L’Italia che cambia verso è quella creditrice (e punta sull’estero)24 Ottobre 2014
  32. 32Il trionfo dei super ricchi27 Ottobre 2014
  33. 33A volte ritornano: la crisi del ’3728 Ottobre 2014
  34. 34Il terzo passo dell’eurozona: l’unione del mercato dei capitali29 Ottobre 2014
  35. 35La scommessa del Giappone diventa pericolosa30 Ottobre 2014
  36. 36Le nozze d’argento fra ex comunisti e capitalisti31 Ottobre 2014
  37. 37Il ruggito del sukuk3 Novembre 2014
  38. 38Dopo gli stress test sul ponte sventola bandiera b(i)anca4 Novembre 2014
  39. 39La scomparsa della domanda italiana di credito5 Novembre 2014
  40. 40Estasi e agonia nell’economia inglese6 Novembre 2014
  41. 41L’invenzione dell’inflazione7 Novembre 2014
  42. 42L’Europa ancora intrappolata nel debito privato10 Novembre 2014
  43. 43Il conto salato della lowflation italiana11 Novembre 2014
  44. 44Il vaso di coccio dell’economia globale12 Novembre 2014
  45. 45Il ritorno dei mutui subprime. In Olanda13 Novembre 2014
  46. 46La guerra fra poveri dei lavoratori spagnoli14 Novembre 2014
  47. 47Ultimo atto (con sorpresa) della tragedia scritta dalla Fed17 Novembre 2014
  48. 48Ma quante sono le famiglie italiane vulnerabili?18 Novembre 2014
  49. 49Le banche prestano sempre più soldi alla Cina19 Novembre 2014
  50. 50Il mattone spinge la Danimarca nell’Unione bancaria20 Novembre 2014
  51. 51Il suicidio (immobiliare) dei creditori21 Novembre 2014
  52. 52Due anni dopo. Thewalkingdebt.org23 Novembre 2014
  53. 53I dolori del giovane Draghi24 Novembre 2014
  54. 54Il mattone sopravvalutato delle banche italiane25 Novembre 2014
  55. 55I tormenti sotterranei dell’Islanda26 Novembre 2014
  56. 56La guerra dei cent’anni del debito americano27 Novembre 2014
  57. 57L’esito giapponese del miracolo cinese28 Novembre 2014
  58. 58Lo strano caso del dottor Draghi e mister Weidmann1 Dicembre 2014
  59. 59L’ultima della finanza: il mercato del rischio, ovvero i CRT2 Dicembre 2014
  60. 60Lo spettro del ’29 sulla Borsa americana3 Dicembre 2014
  61. 61La prossima crisi dell’eurozona4 Dicembre 2014
  62. 62La lenta eutanasia del risparmiatore5 Dicembre 2014
  63. 63La Buba non salva nemmeno la Germania9 Dicembre 2014
  64. 64Le conseguenze economiche del debito10 Dicembre 2014
  65. 65Il peccato monetario del XXI secolo11 Dicembre 2014
  66. 66I cinque dilemmi delle banche centrali12 Dicembre 2014
  67. 67L’enigma del petrolio15 Dicembre 2014
  68. 68La fragile ripresa del dollaro16 Dicembre 2014
  69. 69Le banche “emergenti” destabilizzano l’eurozona17 Dicembre 2014
  70. 70La fusione fredda delle borse cinesi dà una spinta allo Yuan18 Dicembre 2014
  71. 71L’anno oscuro delle famiglie europee19 Dicembre 2014
  72. 72La crisi costa 700 miliardi alle famiglie italiane22 Dicembre 2014
  73. 73Il crepuscolo del 201423 Dicembre 2014
  74. 74Il blog va in vacanza. Ci rivediamo il 15 gennaio24 Dicembre 2014
  75. 75L’ottimismo della volontà: il mistero del target d’inflazione al 2%15 Gennaio 2015
  76. 76L’ottimismo della volontà: l’unione politica di Supermario16 Gennaio 2015
  77. 77L’ottimismo della volontà: la teologia pastorale della Fed19 Gennaio 2015
  78. 78L’ottimismo della volontà: la puntualità degli svizzeri20 Gennaio 2015
  79. 79La doppia crisi italiana che prepara la terza21 Gennaio 2015
  80. 80Esercizi di retorica sull’Istat: l’aumento del reddito degli italiani22 Gennaio 2015
  81. 81Il girotondo del commercio estero italiano23 Gennaio 2015
  82. 82Quel sapore anni ’50 nel QE di Supermario26 Gennaio 2015
  83. 83Alle radici del QE: quando la Grecia era la Germania27 Gennaio 2015
  84. 84Il futuro dell’Ue si decide (anche) a Basilea28 Gennaio 2015
  85. 85L’eurotartaruga avanza decisa verso l’unione finanziaria29 Gennaio 2015
  86. 86L’ipocrita tenzone fra Europa e Grecia30 Gennaio 2015
  87. 87La “pre-crisi” della Germania2 Febbraio 2015
  88. 88La bolla dell’euro3 Febbraio 2015
  89. 89Quei nove trilioni di dollari che spaventano il mondo4 Febbraio 2015
  90. 90Divagazioni statistiche: il mito dell’economia reale5 Febbraio 2015
  91. 91Scacco al Re greco con la mossa del cavallo Bce6 Febbraio 2015
  92. 92Divagazioni statistiche: il trionfo dell’economia immaginaria9 Febbraio 2015
  93. 93Il macigno del debito che affossa il petrolio10 Febbraio 2015
  94. 94La cornucopia della Fed arrichisce il Tesoro Usa11 Febbraio 2015
  95. 95Il mattone tedesco terremotato dal QE di Supermario12 Febbraio 2015
  96. 96C’è un solo vincitore nel gioco del petrolio13 Febbraio 2015
  97. 97Il petrolio (verde) fa dimagrire i tacos16 Febbraio 2015
  98. 98L’Italia a crescita zero17 Febbraio 2015
  99. 99Gli anziani gonfiano il mercato del lavoro europeo18 Febbraio 2015
  100. 100L’eurocaduta sostanziale del saggio di profitto19 Febbraio 2015
  101. 101Casa, piano piano torna il Piano20 Febbraio 2015
  102. 102La sovranità monetaria spiegata dagli svizzeri23 Febbraio 2015
  103. 103Gli effetti deflazionari della terza età24 Febbraio 2015
  104. 104Parte l’Unione del mercato dei capitali25 Febbraio 2015
  105. 105L’irresistibile (de)crescita della Cina26 Febbraio 2015
  106. 106La creativa distruzione dei boom creditizi27 Febbraio 2015
  107. 107Gli studenti fanno decollare il debito privato americano2 Marzo 2015
  108. 108La vita spericolata del banchiere internazionale3 Marzo 2015
  109. 109Memorie d’Albione: L’inutile svalutazione della sterlina4 Marzo 2015
  110. 110Memorie d’Albione: Il puzzle della produttività5 Marzo 2015
  111. 111Memorie d’Albione: La dieta pane e mattone degli inglesi6 Marzo 2015
  112. 112Memorie d’Albione: il tradimento delle banche9 Marzo 2015
  113. 113Mister Dudley nel Paese delle meraviglie10 Marzo 2015
  114. 114I dinosauri del mercato: le banche d’investimento11 Marzo 2015
  115. 115Il QE europeo, ovvero il trionfo dell’egemonia monetaria12 Marzo 2015
  116. 116Il lato oscuro del QE: la tosatura del piccolo risparmiatore13 Marzo 2015
  117. 117Le banche italiane si rifugiano nell’Ombra16 Marzo 2015
  118. 118Il commercio europeo dopo la crisi17 Marzo 2015
  119. 119Gli inglesi sedotti dall’Unione europea dei capitali18 Marzo 2015
  120. 120L’eco del Redde rationem che arriva da Basilea19 Marzo 2015
  121. 121Ventimila leghe sotto i mari: Il paradosso della liquidità20 Marzo 2015
  122. 122Ventimila leghe sotto i mari: la metamorfosi dei mercati23 Marzo 2015
  123. 123Ventimila leghe sotto i mari: nel cuore dell’Idra finanziaria24 Marzo 2015
  124. 124I mercati iniziano a rimanere a secco25 Marzo 2015
  125. 125Il crollo del risparmio europeo26 Marzo 2015
  126. 126La regola non scritta della (in)disciplina europea27 Marzo 2015
  127. 127La debolezza strutturale degli investimenti30 Marzo 2015
  128. 128Gli esiti mutevoli della deflazione: la spinta alla crescita31 Marzo 2015
  129. 129Gli esiti mutevoli della deflazione: la colpa del mattone1 Aprile 2015
  130. 130Gli esiti mutevoli della deflazione: il peso del debito2 Aprile 2015
  131. 131Il signoraggio implicito degli americani8 Aprile 2015
  132. 132La Fed scalda i motori per l’exit strategy, pronta a spegnerli9 Aprile 2015
  133. 133La lezione di Supermario al Parlamento italiano10 Aprile 2015
  134. 134L’irresistibile avanzata dell’asset management13 Aprile 2015
  135. 135I bilanci delle banche centrali arrivano a 22 trilioni14 Aprile 2015
  136. 136Riparte la lotteria delle pensioni15 Aprile 2015
  137. 137La lotteria delle pensioni: i semi velenosi degli anni ’5016 Aprile 2015
  138. 138La lotteria delle pensioni: il boom infinito dei ’6017 Aprile 2015
  139. 139La tremarella globale e la coperta corta della crescita20 Aprile 2015
  140. 140Il lato oscuro del petrolio low cost21 Aprile 2015
  141. 141Il QE non frena la galoppata del debito privato22 Aprile 2015
  142. 142L’origine estera della crescita italiana23 Aprile 2015
  143. 143Il DEF non è roba da Signorini24 Aprile 2015
  144. 144Gli Usa e noi: il futuro non è cambiato27 Aprile 2015
  145. 145Comprare casa con i prezzi del 2005 e i redditi del ’9128 Aprile 2015
  146. 146I venti gelidi che spirano da Mosca29 Aprile 2015
  147. 147Le Assicurazioni europee non rassicurano30 Aprile 2015
  148. 148La disinflazione petrolifera fra esplodere i debiti cinesi4 Maggio 2015
  149. 149Delusioni da QE: la svalutazione giapponese non spinge export né Pil5 Maggio 2015
  150. 150Delusioni da QE: l’inconcludenza anglo-americana6 Maggio 2015
  151. 151Delusioni da QE: gli Usa nella trappola del dollaro7 Maggio 2015
  152. 152Delusioni da QE: lo zero virgola italiano8 Maggio 2015
  153. 153Pensioni, la Corte costituzionale presenta il conto degli anni ’6011 Maggio 2015
  154. 154La Consulta e la (im)previdenza non riformabile12 Maggio 2015
  155. 155Bad bank, good fellas13 Maggio 2015
  156. 156Il lungo letargo del commercio globale14 Maggio 2015
  157. 157I sette anni che hanno cambiato il mondo15 Maggio 2015
  158. 158Se la disoccupazione diventa “volontaria”18 Maggio 2015
  159. 159La Bce spinge i ricavi delle banche italiane19 Maggio 2015
  160. 160La calda primavera dell’import italiano20 Maggio 2015
  161. 161Il QE, la Bce e la tosatura light del risparmiatore21 Maggio 2015
  162. 162L’economia ai tempi dello “Zero lower bound”22 Maggio 2015
  163. 163Ecco quanto ci costerebbe un crack bancario stile 200825 Maggio 2015
  164. 164La metamorfosi del lavoro che fa aumentare la disuguaglianza26 Maggio 2015
  165. 165L’economia ai tempi dello “Zero lower bound”: la rivincita di Gesell27 Maggio 2015
  166. 166L’economia segreta dei fondi pensione28 Maggio 2015
  167. 167Il fascino discreto dell’investimento estero italiano29 Maggio 2015
  168. 168Il default greco come palingenesi dell’eurozona3 Giugno 2015
  169. 169Le svalutazioni competitive del secolo XXI4 Giugno 2015
  170. 170La sfiducia più del credit crunch fa crollare gli investimenti italiani5 Giugno 2015
  171. 171L’Italia è poco competitiva? Dipende…8 Giugno 2015
  172. 172Il Rischiatutto del signor Rossi9 Giugno 2015
  173. 173La prudenza del Fmi e l’exit comedy della Fed10 Giugno 2015
  174. 174L’exit comedy della Fed: i rischi Emergenti dell’eurozona11 Giugno 2015
  175. 175L’economia ai tempi dello Zero Lower Bound: il congelamento dei debiti12 Giugno 2015
  176. 176Il mini euro rilancia l’export tedesco extra Ue15 Giugno 2015
  177. 177Dollaro e mattone affossano i paesi emergenti16 Giugno 2015
  178. 178La bolla del debito privato atterra sulla Cina17 Giugno 2015
  179. 179C’è più di una Grecia nell’eurozona18 Giugno 2015
  180. 180Gli altri greci dell’eurozona: dai Pigs ai Pigsc19 Giugno 2015
  181. 181L’India diventa ultima grande speranza dell’Occidente22 Giugno 2015
  182. 182Urban legend: il calo dei dipendenti pubblici in UK23 Giugno 2015
  183. 183Anno 2060: la rivincita dei Pigs (forse)24 Giugno 2015
  184. 184Ecco chi pagherà il conto della riforma del Catasto25 Giugno 2015
  185. 185L’OMT che non funziona: quello dell’Ue26 Giugno 2015
  186. 186La retromarcia globale della competitività30 Giugno 2015
  187. 187Il tempo (economico) perduto dei saggi di Basilea1 Luglio 2015
  188. 188Il fiato corto dell’economia internazionale affretta la resa dei conti2 Luglio 2015
  189. 189I boom finanziari fanno crollare la produttività (e quindi i salari)3 Luglio 2015
  190. 190Il secolo breve dei greci (e dell’Europa)6 Luglio 2015
  191. 191La pagliuzza greca e la trave del sistema monetario7 Luglio 2015
  192. 192Il racconto straordinario sull’Italia scritto dal Fmi8 Luglio 2015
  193. 193Ultime dal Fmi: ora il problema dell’Italia è il debito privato, non quello pubblico9 Luglio 2015
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  201. 201Gli altri greci dell’eurozona: la povertà fuori moda del Portogallo21 Luglio 2015
  202. 202Gli altri greci dell’eurozona: Cipro ci prova ancora22 Luglio 2015
  203. 203Gli altri greci dell’eurozona: Torero camomillo trasloca in Spagna23 Luglio 2015
  204. 204Il redde rationem sfocia in un bad equilibrium24 Luglio 2015
  205. 205Scarica Redde Rationem, il freebook con tutti i post della terza stagione27 Luglio 2015
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