Cartolina. Il secolo africano

Il secolo asiatico, seguito del grande secolo americano, a sua volta erede dei lunghi secoli europei, sta trascorrendo sotto i nostri occhi increduli, mentre si prepara il prossimo, che comincerà quando noi saremo un ricordo lontano. L’Africa di oggi somiglia all’America della fine del XVIII secolo, quando era una terra promettente e per questo ampiamente influenzata dalle potenze europee. L’Africa di oggi promette altrettanto, e per questo è influenzata da tutto il mondo, ma deve fare i conti con la sua storia e le enormi difficoltà contenute nella semplice espressione, oggi di uso comune, secondo la quale “il continente soffre di un notevole deficit infrastrutturale”. Solo chi pensa che un ponte sia un ponte e basta può considerarlo un problema che si risolve mettendo soldi sul tavolo. Un ponte è molto più: è un modo di essere. Rimane il problema. Il processo di formazione di una fisionomia che caratterizzi un’epoca non si svolge nello spazio di una vita: ne servono, ammesso che riesca, almeno due. Perciò i tanti che preconizzano il secolo africano peccano di prospettiva. Non sarà quello che scivolando sotto i nostri piedi, il secolo africano. Sarà (forse) il prossimo.

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