Cartolina. Sempre più in alto

Mano a mano che i rendimenti a lungo termine rivedono certi massimi storici, osservatori ansiosi scrutano l’andamento dei mercati finanziari trovandoli, tutto sommato, buoni. Perché il tutto, sommato, è veramente notevole. Abbiamo alcune guerre in corso, un’evidente crisi fiscale non gestita nei paesi più ricchi, una crisi energetica strisciante che fa rialzare la testa ai prezzi, mentre si tornano a sentire discorsi che sembravano dimenticati. Si torna persino a parlare di repressione finanziaria. E, malgrado tutto, le borse salgono, al netto di vendite disordinate che somigliano agli acquazzoni che ogni tanto sommergono le nostre città. Queste violente scariche sono la perfetta epitome del nostro tempo. In borsa prendono il nome di volatilità. Ed è il prezzo che si paga quando si vive ad alta quota. Lassù, nel cielo terso dei ripidi, basta poco a scivolare, ma ogni passo guadagna un pezzo di cima. Perciò continuiamo a salire, spinti dall’inerzia più che dal desiderio. Sempre più in alto. Senza neanche sapere perché.
