Un nuovo TheWalkingDebt per raccontare cosa è diventato TheWalkingDebt

La nuova home page di TheWalkingDebt, il blog di economia e storia di Maurizio Sgroi

Sono passati quasi quattordici anni dal novembre 2012, quando un po’ per gioco un po’ per curiosità ho iniziato a pubblicare questo blog. Come sempre quando inizi una cosa non hai mai le idee molto chiare: segui un istinto o, nel mio caso, una vocazione. Che era – ed è tuttora – provare a capire il mondo che ci circonda senza altro scopo che questo. Senza fini di lucro, senza voler diventare famoso: per puro amore della conoscenza.

Perciò questo blog è un oggetto del tutto inattuale. E forse proprio per questo è sopravvissuto. In questi anni ho visto decine di blogger diventare qualcos’altro: influencer, ossia piazzisti, promoter di se stessi, quindi sempre più autocentrati, persino esponenti politici, quindi del tutto inutili ai fini della ricerca. E intanto i loro blog morivano.

TheWalkingDebt, invece, è ancora vivo ed è rimasto fedele a se stesso, a cominciare dal suo tema – almeno fino a oggi il mitico Blaskan WordPress gratuito – che scelsi quell’anno lontano perché mi piaceva la sua semplicità e il suo lasciare spazio alla scrittura. Soprattutto è rimasto gratuito. La moneta di questo blog non è mai stata il denaro: è stata il tempo.

E il tempo, com’è noto, cambia molte cose. Nel tempo, infatti, da questo blog sono scaturite infinite linee di ricerca. Il piccolo arbusto piantato su una semplice domanda – dove ci porterà il debito crescente delle nostre economie – ha originato una quercia poderosa con migliaia di foglie (oltre 3.800 post al momento) ognuna delle quali racconta una storia. E queste storie, pur appartenendo allo stesso tronco, sono anche molto diverse fra loro.

L’albero è cresciuto finché a un certo punto non ha richiesto di essere trapiantato altrove. Il vecchio Blaskan a rotolo di pergamena, dove i post si susseguivano uno dopo l’altro, non era più adatto ad esprimere la personalità del blog, che ormai – si può dire – era uscito “fuori” dal tema. Il vecchio Blaskan non ce la faceva più a far orientare il lettore. Il “tema” del debito è diventato un discorso sul debito che ha generato ricerche storiche, sociologiche, scientifiche di varia natura e persino alcuni libri pubblicati che trovate in questa nuova visualizzazione. In sostanza questa è la forma che ha preso il blog dopo anni di scrittura, ricerche e osservazioni.

Ciò per dire che questa non è un’operazione vetrina. È la presa d’atto di un’evoluzione che adesso chiede di essere rappresentata correttamente. La home che vedete è la metafora organizzativa di uno spazio di ricerca che si va arricchendo.

I post di giornata seguiranno lo schema che abbiamo seguito finora, ma accanto a loro sono sorte due sezioni ambiziose dove abbiamo raccolto il lavoro fatto e dove metteremo i nuovi lavori, che non saranno solo economici, ma, appunto, storici, sociologici e persino narrativi. Tutte queste letterature, in fondo, non sono altro che modi diversi di raccontare storie. E raccontare storie è stato sempre lo scopo sottinteso di questo blog. Perché ero convinto, e lo sono tuttora, che ogni spiegazione sia una forma sublime di racconto e che ogni racconto nasconda una spiegazione.

Più avanti le due nuove sezioni troveranno la loro fisionomia specifica: per adesso abbiamo utilizzato i materiali già pubblicati per connotarle e abbiamo organizzato alcuni percorsi all’interno, fra i quali vi segnalo EconomIA, dedicato all’osservazione di come l’intelligenza artificiale impatti su di noi. Non solo sull’economia, ma sulla società, la nostra stessa psicologia. Crediamo sia utile perché molto se ne parla ma ancora poco si è compreso della rilevanza sistemica di questa tecnologia.

Come sempre, scriviamo per imparare, non per insegnare, sperando che chi legge trovi giovamento dal nostro apprendimento.

In conclusione sono d’obbligo i ringraziamenti. Innanzitutto a mio figlio, Rosso Sgroi, che ha sottratto tempo ai suoi studi – che sono molto più importanti di questo blog – per aiutarmi a realizzare questo progetto. Senza di lui non ci sarei riuscito. Poi all’agente AI che si è incaricato di fare il lavoro noioso: trasformare le idee in codice e “montare” praticamente il sito. Infine ai lettori, con i quali scambiamo tempo, non per intrattenerci, ma perché teniamo al nostro tempo. Questo è ciò che dà valore a TheWalkingDebt. Il blog è cresciuto, ma non è mai diventato adulto, per dirla col poeta. Ed è questo che ce lo rende particolarmente caro.

Buone letture a tutti.

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