
― Il filo della settimana ―
Se c’è una cosa che accomuna i pezzi di questa settimana è il conto: quello che qualcuno, prima o poi, deve pagare, e che quasi mai arriva dove e quando ce lo aspettiamo. Il servizio del debito che ricade su tutti, la liquidità che si ritira proprio quando serve, gli sconti alla pompa che finiscono, i dazi che presentano il conto a chi li impone. Persino il blog che cambia veste ci ricorda che la sua moneta è il tempo, e che anche quello si spende.
Domenica 18 ottobre – Un nuovo TheWalkingDebt per raccontare cosa è diventato TheWalkingDebt
Dopo quasi quattordici anni e oltre 3.800 post il blog lascia il vecchio Blaskan e si dà una casa nuova, con due sezioni che raccolgono il lavoro economico, storico e narrativo e il percorso EconomIA sull’intelligenza artificiale. Non un’operazione vetrina, ma la presa d’atto di un’evoluzione. E un promemoria utile per tutta la settimana: la moneta di questo blog non è mai stata il denaro, ma il tempo.
Lunedì 19 ottobre – Cartolina. Al servizio del debito
Una Cartolina sull’espressione astrusa con cui gli economisti dicono che bisogna pagare interessi e rimborsi, e che rievoca gli antichi schiavi del debito. Quando il costo degli interessi cresce come in questi anni, non è più affare dei soli Tesori nazionali ma di ognuno di noi: anche voi siete al servizio del debito.
Martedì 20 ottobre – La “fisarmonica” della liquidità che fa ballare il debito pubblico
Un bollettino della Bis sul mercato dei Treasury mostra che debito alto e non banche peggiorano il funzionamento del mercato in modi diversi: il primo sposta tutto verso il peggio, le seconde allargano gli esiti in entrambe le direzioni. La probabilità di un incidente simile a quello del 2008 passa dallo 0,02% al 3% fra il terzo più basso e quello più alto del debito, circa 150 volte di più. E il conto, alla fine, arriva sempre alla spesa per interessi dei bilanci pubblici.
Mercoledì 21 ottobre – I più poveri pagano il conto del carovita e gli “sconti” sui carburanti servono poco
Un capitolo del World Economic Outlook del Fmi sulle crisi del costo della vita: i beni essenziali valgono circa metà dei consumi delle famiglie ricche e il 70% di quelli delle povere. Per ogni euro speso per calmierare i prezzi dell’energia, ai più poveri sono arrivati meno di 20 centesimi, e i sussidi sui prezzi costano fra 3 e 22 volte i trasferimenti mirati. Lo sconto lo paghiamo oggi alla pompa e domani con le tasse, soprattutto chi doveva esserne protetto.
Giovedì 22 ottobre – Il commercio cacciato dai dazi rientra dalla finestra degli altri
Ancora il Fmi, stavolta sulla deviazione del commercio: in un anno la Cina ha ricollocato altrove il 39% dell’export colpito dai dazi americani, gli Stati Uniti solo il 7% del proprio. Nelle statistiche il commercio tiene, ma i percorsi più lunghi costano di più e il conto finirà prima o poi nei prezzi e nella produttività. Chi di dazi ferisce…
Venerdì 23 ottobre – Cartolina. La decrescita infelice
Le competenze di lettura e calcolo dei giovani calano da oltre un decennio e, a dar retta alle cronache, la felicità con loro. Un conto di altro genere, che non si salda con un sussidio: la Cartolina non azzarda una causazione, sospetta una correlazione e ammette di non sapere cosa significhi.
Debito, liquidità, carovita, dazi: il conto c’è sempre, solo che arriva dopo, e spesso a chi non l’ha ordinato. Viene da chiedersi se non sia proprio questo ritardo a rendere così facile ordinare. Buona lettura, e buon fine settimana.

La conversazione continua