Il filo della settimana. Il rischio cambia indirizzo

Grafico Fmi sul debito delle imprese zombie in Asia tenuto in vita dalle banche: il rischio finanziario che non sparisce ma cambia indirizzo

― Il filo della settimana ―

Se c’è una cosa che accomuna i pezzi di questa settimana è il rischio che non sparisce: cambia indirizzo. Passa dagli investimenti illiquidi ai bond, dalla crescita ai prezzi, dal fornitore al cliente, dagli uffici ai server, dalle perdite di oggi ai prestiti rinnovati per domani. Ogni trasloco dà l’impressione che il pericolo sia diminuito. Quasi sempre è solo diventato meno visibile.

Domenica 25 ottobre – SapienZ. Un umanesimo per il tempo dell’IA
Nella sezione Letterature arriva, ogni domenica, un libro a puntate sull’uomo davanti all’ennesima rivoluzione tecnologica, di cui pubblichiamo l’indice. Fuori dal filo, o quasi: una società funziona se funzionano gli individui che la compongono. La Z, avvertiamo, non è un refuso.

Lunedì 26 ottobre – Cartolina. Gli illiquidi
Fondi pensione e assicurazioni comprano sempre più investimenti illiquidi, che rendono di più perché sono più rischiosi. Ma se serve liquidità si vende il resto, e poiché hanno in pancia più di un quarto dei corporate bond negli Usa e in Europa, il contagio arriva ai mercati solitamente liquidi. L’illiquido fa l’effetto di un mattone contro una vetrina, ma non è solido.

Martedì 27 ottobre – Il Fmi scopre che il pericolo è annidato nel mercato dei bond
Il World Economic Outlook conferma la crescita globale al 3,1% e la alza al 3,4% per il prossimo anno, ma la probabilità che l’inflazione americana superi il 4% sale dal 20 al 30%: il rischio si è spostato dalla crescita ai prezzi. Nello scenario avverso il petrolio a 130 dollari rientra entro la fine del 2027; il debito pubblico delle economie avanzate no, e nel 2031 resta più alto di oltre tre punti di pil.

Mercoledì 28 ottobre – L’ultima frontiera dell’AI generativa: l’autofinanziamento
Un bollettino della Bis calcola che il 55,2% del capitale che arriva alle imprese dell’AI proviene da altre imprese dell’AI, e che nel 64% delle relazioni circolari chi investe è anche chi vende. Il denaro esce come investimento e rientra come fatturato: finché arrivano i clienti finali nessuno se ne accorge. Lucent e Nortel, alla fine degli anni Novanta, se ne accorsero.

Mercoledì 28 ottobre – Nasce «LAI racconta TheWalkingDebt». Dalle scrivanie ai server
Esordio della rubrica scritta da LAI, la nostra intelligenza artificiale, che rilegge insieme smart working, immobili commerciali e data center. Gli stessi titoli garantiti da mutui commerciali che soffrivano per gli uffici vuoti oggi finanziano i server: «Il rischio non è uscito dal sistema, si è spostato».

Giovedì 29 ottobre – Il debito “non morto” che spaventa l’Asia
Il Fmi stima che in dieci economie asiatiche le imprese zombie detengano il 21,4% del debito corporate, più del doppio del 2008. A tenerle in vita sono soprattutto le banche meno capitalizzate, che rinnovano invece di svalutare: senza “evergreening” quasi il 23% di quel debito sarebbe stato cancellato o ristrutturato entro il 2025. La perdita non scompare, si rinvia. E intanto gli zombie mangiano i vivi.

Venerdì 30 ottobre – Cartolina. Buy American
Da Hoover nel 1933 a Trump nel 2017, l’invito era a comprare merci americane. Gli americani continuano a comprare merci importate, mentre il resto del mondo “buy american” a più non posso: non le merci, però, le azioni. Un dettaglio, dove com’è noto s’annida il diavolo.

Illiquidi, titoli di Stato, chip, uffici, prestiti, azioni: il rischio cambia indirizzo e per un po’ sembra sparito. Resta da capire se il nuovo indirizzo sia più sicuro del vecchio, o soltanto più difficile da trovare. Buona lettura, e buon fine settimana.

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