
― Il filo della settimana ―
Il filo di questa settimana lo tende, senza volerlo, Nietzsche: l’Übermensch corre rischi sapendo di essere fragile, Superman no, perché si crede invulnerabile. Nei pezzi di economia accade qualcosa di simile: il Tesoro americano scopre che il credito costa anche a lui, la resilienza energetica arriva al suo limite, tasse e debito scaricano il conto su chi non può spostarsi, e l’Italia del dopoguerra impara che le lasagne non sono infinite. Nessuno è Superman, neanche gli Stati.
Domenica 1° novembre – SapienZ/1. Übermensch o Superman?
Primo capitolo del libro della domenica, storia di un lungo fraintendimento. L’uomo è «un ponte, non un fine» e l’Übermensch non è un supereroe, ma un cammino che impara ad amare l’incertezza. Superman, invece, è al sicuro nella sua invulnerabilità. Che lo imprigiona.
Lunedì 2 novembre – Cartolina. Caro credito
Il Tesoro degli Stati Uniti scrive al Credito: nel 2025 ha dovuto rifinanziare debiti pari a quasi un terzo del pil, il 30,8%, e ormai spende più per gli interessi che per rifornire gli arsenali. Ricorda di non essere un debitore come gli altri. Il Credito, a quanto pare, non se n’è accorto.
Pubblicata nelle Storie sociali, in Strutture del dominio, una novità: Un modello teorico
Pubblicata nella Biblioteca una novità: Evergreen. Yalta: echi per il presente
Martedì 3 novembre – Il greggio pesa la metà sul Pil mondiale, ma gli shock petroliferi fanno ancora molto male all’economia
Il mondo ha assorbito la chiusura di Hormuz meglio del previsto: senza contromisure il greggio sarebbe arrivato a circa 110 dollari, si è fermato intorno agli 85, e la crescita persa è scesa da 0,9 a 0,3 punti. Ma le scorte non sono eterne e il Fmi chiede ai governi di ricostruire lo spazio fiscale. Fra il dire e il fare, un mare di petrolio.
Mercoledì 4 novembre – Le tasse sulle imprese diminuiscono, quelle sul lavoro no: l’effetto concreto dei beni “intangibili”
Un brevetto si sposta con una firma, una fabbrica no: quando i concorrenti tagliano l’aliquota di un punto, quella di casa scende di 0,4. Le regole anti-elusione hanno chiuso la porta, non è detto la finestra. Lo sconto non è mai gratis: lo pagano gli altri, o più tardi chi lo concede. Chi lavora, intanto, resta e paga.
Mercoledì 4 novembre – Iniziano le Storie economiche. Come l’Italia sconfisse l’inflazione del dopoguerra
Nasce la sezione della storia economica raccontata da chi l’ha fatta, con un quaderno della Banca d’Italia su Einaudi governatore. Inflazione intorno al 60% annuo, risparmiatori che perdono fra un terzo e la metà del capitale prestato allo Stato, poi la riserva obbligatoria e prezzi in calo del 3% già nell’ottobre 1947. Più della moneta cambiarono le aspettative: qualcuno decise che le lasagne non sarebbero state più infinite.
Giovedì 5 novembre – Alcuni interessanti sviluppi del credito internazionale all’Africa
Per la Bis i prestiti bancari transfrontalieri all’Africa sono passati da circa 100 a 264 miliardi di dollari fra il 2009 e il 2025, e le banche cinesi sono arrivate a detenerne un terzo, prima di chiudere i rubinetti. A indebitarsi sono soprattutto i governi, in dollari e presso pochi creditori. È già successo negli anni Ottanta, e finì male.
Venerdì 6 novembre – Cartolina. Hedge Fond
Chi dubita che il 2008 sia stato una frattura guardi questa cartolina: fra le non banche, gli hedge fund sono gli unici ad aver visto la loro quota andare alle stelle. Hanno cambiato fisionomia, e anche nome. Ci torneremo.
Dal Tesoro americano ai risparmiatori del 1946, la settimana racconta chi si crede invulnerabile e chi paga quando scopre di non esserlo. Resta da capire se impareremo, come l’Übermensch, ad amare l’incertezza, o se continueremo ad aspettare Superman. Buona lettura, e buon fine settimana.
― Il filo del pomeriggio ―
Le uscite del pomeriggio aprono due sezioni e propongono due modi di leggere la storia: una griglia interpretativa dichiarata ai lettori e le carte d’archivio di chi l’economia l’ha fatta. I due modi si incontrano in un punto. Fra le quattro forze del modello c’è quella narrativa, la «capacità di incantamento» di chi parla su chi ascolta; e nel 1947 l’inflazione si fermò più per un cambio di aspettative che per un taglio della moneta. Anche la stabilizzazione di Einaudi e Menichella, insomma, è una storia di fiducia.
Sabato 31 ottobre – Strutture del dominio: un modello teorico
Storie sociali, Strutture del dominio. Il blog mette per iscritto la griglia con cui da anni legge la storia: le definizioni di modello, sistema e struttura, e le quattro forze attraverso cui si esercita il dominio, bruta, economica, narrativa e dell’ignoranza. Con un’avvertenza che vale per ogni lente: tende a confermare le ipotesi da cui nasce.
Mercoledì 4 novembre – Iniziano le Storie economiche. Come l’Italia sconfisse l’inflazione del dopoguerra
Storie economiche. Un paese diviso con tre monete, il «panico da Trattato», due prestiti nazionali dai destini opposti e, nel settembre 1947, la riserva obbligatoria elastica. I prezzi si fermarono senza una vera stretta del credito: la minaccia di Menichella era credibile, e a cambiare fu la fiducia nella lira.
Oggi alle 15, nelle Recensioni: Evergreen. Yalta: echi per il presente.

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