Lavorare di più non basta a compensare il peso dell’invecchiamento sul pil

Il problema è molto semplice. Ci saranno sempre più anziani in futuro, visto che i nati a metà del XX secolo, sono molto più numerosi dei nati della parte finale. Anche prolungando la vita lavorativa di questi anziani di domani, rimane un gap significativo di capacità produttiva che nella media Ocse produrrà un calo del pil pro capite di 3,5 punti nei prossimi decenni, che arriverà a 8 punti se continueremo a insistere su progetti demenziali di pensioni anticipate.

Questo in media. Per l’Italia la situazione è ancora più devastante. Dopo Spagna e Corea, siamo i peggio posizionati nella classifica dei paesi a rischio pil, con una perdita stimata che sfiora il 20% se non corretta dall’adeguamento dell’età pensionabile. Ma anche corretta rimaniamo abbondantemente oltre il 10% di perdita di prodotto. Un dato che ovviamente risente anche del calo previsto della popolazione.

Di fronte a queste previsioni Ocse ipotizza due approcci possibili: quello che privilegia la mitigazione, che si basa su strategie per aumentare i tassi di fertilità e favorire l’immigrazione. In entrambi i casi servirebbe tempo. Anche se improvvisamente aumentassero le nascite – e la storia recente mostra che le politiche di incentivazione hanno scarsi risultati – ci vorrebbero almeno due decenni per avere nuova forza lavoro. Quanto all’immigrazione, bisognerebbe accettare dei tassi di ingresso che farebbero tremare le vene a ogni politico che li proponesse, pure sulla base di avvedutissimi calcoli. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E le nostre opinioni pubbliche sono, in gran parte, volontariamente sorde.

Bisognerebbe quindi pensare a come adattarsi. Qui le strade sono due. Sviluppare strategie per avere anziani sani che continuano in qualche modo a lavorare, mantenendo la capacità di apprendere, e recuperare le vaste quote di inattivi che ancora insistono nei mercati del lavoro. Ma questo ovviamente nell’ipotesi che questa offerta di lavoro abbia una domanda. Tutto molto bello. Forse troppo, per essere vero.

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