Cronicario: L’evoluzione del ministro da Padoa a Padoan


Proverbio del 15 novembre A gatto vecchio, topo tenero

Numero del giorno: 24.900.000.000 Avanzo commerciale a settembre dell’EZ

C’era una volta un ministro del Tesoro che diceva che le tasse sono una cosa bellissima e che all’Italia sarebbe toccata una correzione dura e lunga, che avrebbe sfinito la nostra già poca pazienza. Il ministro si chiamava Padoa e ispirava una sincera mestizia intrisa di ammirazione. Evocava una quaresima, ma molto perbene.

Poi il ministro si è evoluto. Gli sono caduti i capelli e gli è spuntata una n. E’ arrivato Padoan.

E che spettacolo: sempre grande ammirazione, soprattutto per le doti da incassatore (anche fiscale), ma senza mestizia. Un economista, allegro come mai nella storia, che dice che l’economia va che è una bellezza.

Persino quando esagera, alla fine, al ministro Padoan gli si vuol bene. Per dire oggi, evidentemente in grande forma,  ha detto di aspettarsi “un calo deciso del debito in un prossimo futuro” e manco a farlo apposta una risata dopo è arrivata Bankitalia con i suoi dati sul debito pubblico, in grazioso aumento.

Oppure l’altra sera, quando ha detto al cattivissimo commissario Ue Jyrki Katainen, secondo cui l’economia italiana caracolla, che “la legge di Bilancio è una legge solida, utile al Paese e conforme alle regole”. Giurano sia rimasto serissimo mentre lo diceva.

Perciò speriamo che gli dei ci conservino Padoan, perché davvero non so immaginare a cosa ci possa condurre una nuova evoluzione, magari sganciata dalle regole comuni (quelle Ue) e da questa falsa personalità.

Ma comunque, visto che il tempo cambierà molte cose nella vita, speriamo che si occupi anche della nostra produttività del lavoro, vagamente catastrofica, se pure l’Istat, notoriamente ottimista, si è dovuta arrendere alla realtà.

E la realtà continua ad essere popolata dall’incredibile (e immancabile) dibattito sulle pensioni che anche quest’anno sta tediando l’opinione pubblica. E pure oggi non ci ha fatto mancare la nostra piccola gioia quotidiana. Il presidente Inps Boeri ha detto che compromettere il legame fra speranza di vita e raggiungimento della pensione rischia di costare 140 miliardi in più da oggi al 2040.

E poi ha elargito una delle sue perle di saggezza che si raccontano agli amici dopo il quarto bicchiere di amarone: piuttosto che pensare ancor di più alle persone con più di 65 anni che sono la fascia della popolazione colpita meno dalla crisi si dovrebbe invece prestare più attenzione alle famiglie con figli minori.

Concludo con una buona notizia diffusa da una nota istituzione finanziaria.

Proprio così: la ricchezza nel mondo è arrivata a 280 trilioni di dollari, che sono 280 mila miliardi, al netto degli spicci. Se vi sentiti esclusi da questa ricchezza la spiegazione è semplice: abitate su Marte.

A domani.

 

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