Etichettato: cosa dovrebbe fare l’europa per rilanciare il commercio internazionale
Un’Eutopia per il commercio internazionale

Nel grande disegno delle cose, che si articola secondo le due leggi fondamentali dell’attrazione e della repulsione che in ogni momento si equilibrano, i dazi che oggi funestano il commercio internazionale appartengono alla repulsione, che quindi deve essere riequilibrata per ridurre l’entropia che porta dritti al caos.
Usa e Cina hanno reso chiaro, daziandosi vicendevolmente del 34 per cento e più, che sono forze della repulsione. L’Europa, che è l’unica regione che ha il peso specifico sufficiente per equilibrare questa repulsione, ha un’occasione storica per riequilibrare il movimento dell’economia internazionale. E per riuscire deve fare esattamente l’opposto: deve puntare sull’attrazione. Quindi deve eliminare qualsiasi forma di dazio e tariffa alle importazioni. Oltre ovviamente a fluidificare il più possibile il suo ampio mercato interno.
In questo modo genererà attrazione verso di sé, ossia flussi di merci e capitali, ma anche amicizia e collaborazione, dai luoghi che adesso si avversano, oltre a rinvigorire la propria domanda interna, che come è noto langue. Fra i due litiganti il terzo gode, dice il proverbio. Ma forse alla lunga anche i litiganti ne avrebbero benefici.
L’EU dovrebbe, in sostanza, imitare la Gran Bretagna del XIX secolo di Peel e Gladstone, che rinunciando il larga parte ai dazi fece prosperare il mondo generando quella che gli storici chiamano la prima globalizzazione.
Diranno che l’idea che l’EU rinunci a dazi è una pura utopia. Ma si sbagliano: è una Eutopia.
