Cronicario: Qentusiasti e Qestuanti alla corte di SuperMario


Il giovedì gnocchi, diceva la nonna. E invece nel nostro tempo economicizzato il giovedì, ogni tot settimane, ci tocca la Bce, che tutti cominciano ad aspettare almeno una settimana prima, con le borse a fare la fila sperando di fare il filo al board dei superbanchieri che sono convinti di guidare l’economia europea anche se non lo dicono. Hai visto mai ci spunta un aiutino, che oggi si chiama stimolo monetario.

Anche questo giovedì, la fila di Qentusiasti e Qestuanti, ossia i fan del Quantitative easing (Qe), è stata notevole. I primi nelle scorse settimane avevano preso paura perché qualcuno aveva scritto che la Bce avrebbe potuto ridurre gli acquisti mensili di titoli prima di marzo 2017, quando è prevista la conclusione formale del programma di Qe. I secondi, che non sono mai sazi, speravano magari in qualche altra invenzione che magari nutrisse il loro argent de poche, che, com’è noto, non basta mai.

Sia come sia, SuperMario ha tagliato la testa al toro. Le principali dichiarazioni del governatore le ho raccolte in questo momento su Twitter. Ma il succo è semplice. Per ora si avanti così, e ne riparliamo a dicembre, quando saranno disponibili altre previsioni e ci faremo due conti. Intanto tassi fermi e acquisti di asset a 80 miliardi al mese. Se volete entrare nel tecnico, leggete la decisione dei banchieri qui. Qentusiasti e Qestuanti hanno altre sei settimane per farci un pensierino.

Se questa è la notizia del giorno dipende solo dal fatto che siamo schiavi delle nostre abitudini, come gli gnocchi il giovedì, appunto. Ma non vuol dire che non succedano altre cose. Ho scoperto ad esempio, scorrendo un bel paper della BoE, che proprio il QE, che tanto entusiasmo ha generato, proprio a febbraio prossimo – in tempo per i redde rationem della Bce di marzo – diventerà maggiorenne. Chi pensasse che è un’invenzione recente trascura di ricordare che risale al 1999 la prima dichiarazione che lo evocò e l’autore fu un anonimo banchiere centrale giapponese. Il Giappone è stato sempre all’avanguardia nelle magie monetarie, anche se pochi lo sanno. In compenso se ne parla a iosa senza magari capire bene cosa sia. Guardate questo grafico:

boe-qe-the-story-so-far-grafico

La curva misura la quota di articoli sul totale, nella produzione di Bloomberg, nei quali si è parlato di QE. Aldilà della sua efficacia sull’economia, il QE il suo risultato l’ha raggiunto: è diventato celebre. E forse in fondo serviva innanzitutto a questo.

Anzi no: è servito pure a quest’altro:

boe-qe-the-story-so-far-impatto-bilanci-bc

Le curve crescenti sono i bilanci delle banche centrali, sia sul pil che sul totale dei debiti del governo. Aldilà di come la si pensi, questa è una notizia storica. Degno regalo per un istituto ormai maggiorenne.

Chiudiamo il capitolo e passiamo a quest’altro. Sempre Draghi ha detto che la vera causa dell’aumento della diseguaglianza è la disoccupazione. E allora mi sembra utile segnalarvi quest’articolo del FT secondo cui dal 2007 in poi sarebbe stato distrutto un lavoro su dieci. Il grafico è ancora più eloquente. Quindi non servono commenti.

ft-lavoro-distrutti

En passant, mi ricordo che oggi è il giorno europeo della statistica e tutti gli istituti festeggiano. La Commissione europea dice che il giorno della statistica sottintende l’idea che “dati migliori implicano migliori decisioni”, ossequiando chissà quanto consapevolmente le bugie dei grandi numeri. Ma tant’è, visto che i dati sono il feticcio del nostro tempo economicizzato concludo offrendovene una che ho tratto dal WSJ.

pubblicita-sui-giornali

Come vedete la quota pubblicitaria dei giornali di carta si sta squagliando sotto i caldi abbracci della crisi e dei cambiamenti tecnologici. La quota crescente in blu è quella dei giornali digitali, che infatti sono diventati illeggibili. Per questo abbiamo deciso di fondare Crusoe. Dateci una mano a farlo senza pubblicità. Grazie.

A domani

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