Cronicario: Gli Usa, la pagliuzza tedesca e la trave cinese


In un’impeto di invidia sociale il WSJ apre il pomeriggio titolando sul settore corporate tedesco che sta seduto su 500 miliardi di soldi cash invece di spenderli per fare chissà cosa. Penso invidia sociale, ma poi mi ricordo le prefiche di tanti osservatori titolati che ormai da un bel pezzo dicono ai tedeschi che devono spendere i loro soldi per fare stare bene il resto del mondo. Sicché capisco che l’apertura pomeridiana del giornale della city statunitense è solo l’ennesimo atto della lunga strategia di avvicinamento alla cassaforte tedesca, visto che l’altra, quella cinese, è assai meglio custodita e soprattutto ben investita.

Allora, siccome è pomeriggio e mi annoio, provo a far notare al WSJ, che mai leggerà quest’articolo, che è molto più interessante per il lettore Usa, e quindi per il resto del mondo, quest’altra notizia che chissà chi riporterà.

paghe-mediane-usa

Quelli blu sono gli asiatici residenti negli Usa. Sono loro ad avere le paghe mediane (si badi bene mediane) più alte nel paese. Il secolo asiatico ha messo bene radici nella patria del capitalismo. E non solo lì.

mappa-cinese

Ma non è solo la Cina, ovviamente. E’ tutto un mondo che sta trasformandosi a Levante e che sembra essere l’unico resiliente abbastanza da affrontare i turbini del nostro tempo. La Banca mondiale ne ha trattato proprio di recente, ma anche questa cosa probabilmente la leggerete solo qui.

Come ultimo spunto vi segnalo quest’altra notizia rilanciata da Moody’s: la Cina, sempre lei, guida la classifica delle emissioni di green bond nel mondo.

greenbond-cinesi

Dalla nostra piccola Europa, che ancora pensa di essere il centro del mondo, arriva appena la notizia dell’ennesimo prestito concesso alla Grecia. Ormai è pura burocrazia. Il credito politico dei politicanti greci si è estinto in un piazza di Atene più di un anno fa.

In questa temperie la notizia migliore del giorno l’ho trovata navigando il sito della Fed di San Francisco.

fed-game

In pratica si tratta di un gioco on line, pensato a scopo didattico ma anche per semplice curiosità, che consente al giocatore di guidare la Fed e quindi maneggiare i tool a disposizione dei banchieri centrali Usa per provare a orientare l’economia. L’idea mi sembra meravigliosa, quindi mi scuserete se scappo: faccio partire l‘exit strategy per vedere che succede.

A domani.

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