Cronicario: “Bilanciamenti non irragionevoli” per i pensionati


Proverbio del giorno Sbagliando strada si impara a riconoscere la propria

Numero del giorno: 10.800.000.000.000 Debiti in $ fuori dagli Usa

And the winner is...Nessun dubbio oggi. Il sicuro vincitore del premio Supercazzola del giorno, appena istituito dal vostro Cronicario preferito è la Corte Costituzionale, alla cui maestà m’inchino, nella mia qualità di cittadino, ma soprattutto di contribuente.

E che dice la Corte Costituzionale? Metto tutto il comunicato stampa perché è un capolavoro. Titolo: perequazione trattamenti pensionistici. E già qua serve il vocabolario. Eccolo

Perequare significa perciò perseguire un criterio di equità. Piena eguaglianza, quindi. E poi il resto: “La Corte costituzionale ha respinto le censure di incostituzionalità del decreto-legge n. 65 del 2015 in tema di perequazione delle pensioni, che ha inteso “dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015”. Pro memoria: il governo Monti provò a togliere per un paio d’anni l’adeguamento automatico delle pensioni a chi superava tre volte la minima, beccandosi nel 2015 una sonora bocciatura della Consulta. Tutta la storia la trovate qua, se proprio volete guastarvi il fegato. Morale della favola: la pensione non si tocca, e neanche gli adeguamenti. Sennò che perequazione è?

Nel merito stavolta la Corte doveva giudicare su alcune censure di incostituzionalità proposte sul decreto legge 65 del 2015 che diede seguito alla sentenza che aveva condannato il governo, costringendolo a ristorare i pensionati sperequati. Il conto teorico superava i 17 miliardi, fra arretrati e competenze 2015. Il governo fece un decreto magico e li fece diventare 2,2 per il 2015, un bel 0,13% di pil che generò una crescita dell’indebitamento netto – leggi deficit – dello 0,03%. Ma che volete che sia di fronte alla salvezza della perequazione? Peraltro c’è da mettere in conto altri due miliardi di spesa in quattro anni. Ma comunque alla fine un robusto risparmio. Tanto che qualcuno ha fatto ricorso alla Consulta per far cancellare il decreto.

Per fortuna la Consulta vigila sulle perequazioni, purché siano ragionevoli. E così arriviamo alla parte finale del comunicato: “La Corte ha ritenuto che – diversamente dalle disposizioni del “Salva Italia” annullate nel 2015 con tale sentenza – la nuova e temporanea disciplina prevista dal decreto-legge n. 65 del 2015 realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della
finanza pubblica”. Bilanciamento non irragionevole è espressione meravigliosa, ne converrete. D’altronde lo sbilanciamento ragionevole provocato dalla (im)previdenza italiana sulla finanza pubblica merita solo il meglio. E la Consulta lo sa bene.

 

Purtroppo che oggi si sarebbe parlato di pensioni era chiaro a tutti, dopo che l’Istat ieri aveva osservato l’allungamento della speranza di vita di cinque mesi, immediatamente traslata in aumento di vita lavorativa. E infatti, ecco alcuni titoli delle agenzie:

Pensioni: Martina (ministro agricoltura), rinviare aumento età pensionabile
Pensioni: Poletti (ministro del lavoro), c’è un anno di tempo per discutere legge
Pensioni: Guerini, giusto ripensare regole, tempi ci sono
Pensioni: Cuperlo, bloccare automatismo aumento età
Pensioni: Furlan, importante presa posizione Martina
Pensioni: Consulta; Spi-Cgil, irrisolto problema reddito pensionati
Pensioni: Barbagallo; senza un accordo, lotta sindacale
Pensioni: Istat, quasi metà donne sotto i mille euro
Pensioni: Istat, 16 donne su 100 sono senza
Pensioni: Conapo, aumento età assurdo per Vigili fuoco
Pensioni: Polverini (Fi), con Consulta ingiustizia è fatta
Pensioni:Sacconi, senza correzione bilancio false promesse
Pensioni:Orlando,bene riflessione.Riapra dialogo a sinistra
Pensioni: Della Vedova, no a controriforme contro i giovani

Ne avete abbastanza? Io sì

A domani

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  1. vincesko

    Segnalo che, nella ricostruzione linkata relativamente alla sentenza n. 70/2015 della Corte Cost., manca un passaggio: il DL 201/2011 Salva-Italia abrogò un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011 http:// tuttoprevidenza .it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011. pdf) del governo Berlusconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost. Come dire? Chi troppo vuole nulla stringe.

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    • Maurizio Sgroi

      Salve
      è verissimo, che chi troppo vuole nulla stringe. purtroppo nel caso delle pensioni si è creata una singolarità spazio-temporale. si è voluto troppo e alla fine saranno quelli venuti dopo a stringere poco. un dato uscito due giorni fa nel corso dell’audizione dell’avvocato dell’Inps presso la consulta è un chiaro esempio: le baby pensioni sono costate fino al 2015 150 miliardi di euro.
      Grazie per le sempre utili precisazioni

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