Cronicario: Lettera a un bambino mai pensionato


Proverbio del 5 dicembre Baci avuti facilmente si dimenticano facilmente

Numero del giorno: 17 Paradisi fiscali individuati da Ecofin

Caro bambino,

c’era una volta una cosa che si chiamava pensione che ti consentiva, una volta che ci arrivavi, di goderti la vita esattamente come succede a te adesso, che sei coccolato e nutrito grazie a mamma e papà, solo che nel caso della pensione c’era un monogenitore che si chiamava Inps. Oggi l’Inps c’è ancora, ma sta per cambiare nome.

Ancora non si sa in giro, ma te lo posso anticipare: presto si chiamerà Istituto nazionale pensione sociale. Un’evoluzione dettata dai tempi. Provo a spiegartelo. Una volta c’erano tanti bambini e pochi vecchi. Oggi ci sono tanti vecchi e pochi bambini. E siccome insieme ai bambini sono diminuiti anche quelli che lavorano, che poi sono quelli che pagano da mangiare a vecchi e bambini, piano piano la pensione ha iniziato a liquefarsi.

Prima hanno detto che la pensione era troppo generosa. Poi che si prendeva troppo presto. Poi che era troppo generosa e si prendeva troppo presto. Hanno spiegato che si doveva lavorare di più, mentre il lavoro diventava mitico come gli unicorni e veniva retribuito con le paghette. E sai così successo? Aspetta te lo faccio dire da uno più intelligente di me che si chiama OCSE. Tu non lo conosci ma è una specie di superscuola di cervelloni dove sanno tutto e non combinano niente. Ecco che dice l’OCSE sulle pensioni italiane (scusa se parlo un po’ difficile, ma si fa così’ quando si vuole spaventare qualcuno senza fargli capire niente):

1) L’età normale di pensionamento per la generazione nata nel 1996 è prevista aumenti ulteriormente a 71,2 anni. Solo la Danimarca avrà un’età pensionabile più elevata rispetto all’Italia. Quindi tu che sei nato poco fa o giù di lì inizia a figurarti questa cosa della pensione verso i 75 anni, che non sbagli


2) A seguito dell’elevata età di pensionamento, il tasso di sostituzione lordo futuro per un lavoratore a piena carriera sarà al 83% rispetto alle media OCSE del 53%. Che sarebbe una buona notizia se nel frattempo non fosse diventato vagamente utopico avere una piena carriera. Anzi sempre OCSE dice che “fra i più giovani una carriera completa potrebbe non essere molto comune in futuro”.


Per farti capire cosa ci stiamo perdendo è bene tu sappia che il reddito medio delle persone oltre 65 anni di età al momento è quasi lo stesso dell’intera popolazione in Italia. Allo stesso tempo, l’età effettiva di uscita dal mercato del lavoro è di circa 3 anni inferiore alla media OCSE. Come dire: ci trattiamo bene. Anzi: ci trattavamo bene. E infatti i nostri pensionati erano talmente felici che non ci pensavano proprio a tornare a lavorare come alcuni loro coetanei all’estero: meno di un terzo di cittadini di età superiore ai 64 anni lavorano part-time contro circa la metà nei paesi OCSE.

Purtroppo, caro bambino, su questa bellissima pratica è intervenuto il progresso, che l’ha fatta talmente progredire che adesso le pensioni si sono praticamente estinte. Ci toccherà lavorare fino allo sfinimento, e pure a poco.

Ora siccome sei piccolo non ti devi dispiacere. Vedrai che per quando sarai vecchio ci saremo inventati qualcos’altro per farti stare in panciolle come ci stai adesso. Ci stiamo già lavorando. Abbiamo già trovato il trucco: insieme ai bambini, che sono sempre meno, aboliremo anche i vecchi, che sono sempre più. Saremo tutti come Peter Pan.

A domani.

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