Cronicario: Italy first, anche per i giovani sfaccendati


Proverbio del 15 giugno Troppo è peggio che poco

Numero del giorno: 2.311.000.000.000 Debito pubblico italiano ad aprile

Premesso che la statistiche vanno maneggiate con cura, essendo notoriamente una delle forme più subdole di costruzione della realtà, vi chiedo per un attimo di travestirvi da giovani olandesi e poi leggere Eurostat che riporta la primazia dei giovani italiani 18-24enni nella meravigliosa classifica dei NEET.

Avete letto bene. NEET non è un refuso, ma un acronimo anglofono che sta per persone che non studiano né lavorano. Quindi giovani italiani – uno su quattro – che stanno impiegando gli anni migliori della loro vita per fare la cosa migliore che si possa fare nella vita.

Inutile raccontarvi della mia invidia sociale: sono giovani, che già è una fortuna, e per giunta non fanno nulla. Così per darmi un tono indosso il cipiglio preoccupato e osservo che altrove – sempre in Olanda – son un filo più del 5% a fronte del nostro oltre 25%, questi benedetti NEET. E torno a chiedervi cosa pensereste se foste olandesi, leggendo dei giovani italiani che non solo in gran parte si godono il paesaggio, ma che sono pure in corsa per avere il reddito di nullafacenza, che rima bene con quello di cittadinanza (italiana). Italy first, d’altronde, deve valere anche per loro no?

Però vorrei dire a questi giovani olandesi (e vi faccio grazia degli altri colleghi eurodotati) che ci guardano con lieve disdegno che sì, abbiamo un sacco di NEET. Ma abbiamo pure questo.

e quest’altro.

Forse un giovane olandese ha qualche incentivo in più a darsi da fare. E le imprese di lassù non si spaventano se aumenta il costo del lavoro, a differenza delle nostre. Ma soprattutto vorrei dire a questi soloni che ho il sospetto che ci siano ragioni più profonde dietro la fenomenologia dei NEET:

Ma certo: è così. I NEET sono la nuova resistenza al capitalismo che vuole rubarti la vita in cambio di un salario da fame. Sono i nuovi partigiani. Coi soldi del nonno.

A lunedì.

 

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  1. Daniele

    Aggiungerei che molti NEET in realtà lavorano in nero e che ce ne saranno anche parecchi che non trovano lavoro e non possono permettersi di pagare corsi/studi.

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    • Maurizio Sgroi

      salve,
      la realtà è varia e non si dovrebbe mai generalizzare. Quindi ci saranno casi che corrispondono alla sua descrizione. Ma uno su quattro è un po’ troppo non crede?
      Grazie per il commento

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