Etichettato: italii e poli morbilità
Oltre la metà degli italiani ha almeno una patologia cronica

Gli ultimi dati Istat sui fattori di rischio per la salute degli italiani ci comunicano un dato che dovrebbe farci interrogare sull’efficacia effettiva di svariati decenni di politiche di welfare sulla nostra popolazione. Oltre la metà degli italiani, infatti, dichiara di essere afflitta da una patologia cronica. Fra queste patologie viene ricompresa anche l’obesità.
Ora, al netto delle disgrazie che possono colpire chiunque. una vasta letteratura ha reso chiaro a chiunque voglia ascoltare che obesità e patologie croniche dipendono in larga parte dallo stile di vita, che significa fare attenzione a quello che si mangia e si beve, evitare sostanze intossicanti, fare sport, avere una buona qualità del sonno, eccetera.
Questa conoscenza è tanto diffusa quanto poco frequentata, anche perché il sistema educativo e dell’istruzione contribuisce poco a diffondere queste informazioni. Non è un caso che i comportamenti a rischio per la salute siano più frequenti fra i meno istruiti, che ovviamente sono coloro che più frequentemente popolano i quintili inferiori del reddito, per la semplice ragione che fanno lavori poco remunerativi.
Al fallimento del welfare, quindi, dobbiamo aggiungere anche quello del sistema educativo, che ha prodotto una popolazione fra le meno istruite dei paesi avanzati. E siccome non c’è due senza tre, ci mettiamo dentro anche quello del sistema sanitario, che deve farsi carico, con grande sforzo fiscale ed efficienza dubbia, di questo esercito di malati.
Ma se la ricchezza, che certo non ci manca, non produce un autentico benessere, a che serve?
Lasciamo la domanda in sospeso e torniamo a guardare i dati, che offrono molti spunti di riflessione.

Se scomponiamo il dato aggregato per sesso e classe d’età, osserviamo ad esempio che la percentuale di persone senza patologie decresce gradualmente col tempo. E se questo da un certo punto di vista è normale, visto che l’invecchiamento ci logora, è meno normale che già a partire dalla fascia del 45-54 anni circa due persone su cinque dichiarino di soffrire di almeno una patologia cronica. E se è segno di successo di un sistema sociale l’aumento della longevità, è simbolo del suo contemporaneo fallimento osservare come solo poco più del 10% degli ultra 75enni dica di non soffrire di nessuna patologia cronica.
Una società che invecchia dovrebbe innanzitutto imparare ad invecchiare. E forse il problema che non abbiamo ancora avuto il tempo. E’ la prima volta nella storia che succede che milioni di persone diventano vecchie mentre si diradano le nascite. Ma solo pochi hanno consapevolezza del fatto che una buona vecchiaia si conquista, giorno dopo giorno, iniziando ad occuparsene molto prima di essere vecchi.
Questa evidenza si ricava osservando i dati su sovrappeso e obesità, che sono la migliore cartina tornasole per valutare la capacità che ha una persone di badare a se stessa. Non si tratta di essere atleti, ovviamente. Si tratta di capire, come ci ripetono costantemente gli specialisti, che il sovrappeso è una costante fonte di possibili problemi di salute.

Per questo è preoccupante osservare che già nella classe 35-44 anni oltre la metà degli uomini è sovrappeso o addirittura obeso e che a partire dalla classe 45-54 la quota si fissa stabilmente sopra il 60 per cento. E’ un numero incredibile di persone che magari sarà pure consapevole di star rischiando la salute, quindi di essere un anziano con poli morbilità, ma non riesce a far nulla per mitigare questo rischio. Peggio ancora, magari molti di loro neanche ne sono consapevoli.
Il contesto certo non aiuta. Siamo circondati da molti prodotti alimentari scadenti, ipercalorici, iper processati e scarsamente nutritivi. Passiamo le ore davanti a vari tipi di schermi, che incoraggiano comportamenti compulsivi, come bere e mangiare – classicamente il popcorn al cinema – subiamo una costante tensione nervosa che cerca costantemente un modo per scaricarsi. E avere sempre a disposizione cibo a un costo relativamente basso, pieno di zucchero e sale, è una tentazione per molti irresistibile. Per di più solo pochi sanno cosa mangiano quando aprono un qualunque cibo preconfezionato.
Contesto avverso, poca conoscenza, reiterazione di abitudini sbagliate, scarsa attenzione dei poteri pubblici. La conclusione è che oltre la metà della popolazione ha problemi di salute e questo è evidentemente connesso al loro stile di vita.
Possiamo pure rassegnarci a questo stato di cose. Ma allora avremo fallito come società. Tutta questa fatica sarà servita ad avere società popolate da anziani malati e bisognosi di assistenza, senza neanche più i giovani a tenergli compagnia. Un mondo triste, solitario y final, come diceva qualcuno.
