Etichettato: quota obbligazioni denominate in dollari

Cartolina. L’anabasi del dollaro

Ormai da oltre un cinquantennio le obbligazioni denominate in dollari oscillano, con qualche scossone, intorno alla percentuale del 60 per cento del totale, che ormai sembra essere una sorta di centro di gravità permanente dell’anabasi della valuta statunitense dopo il crollo storico, quello sì, seguito alla decisione Usa di sganciare la valuta dalla convertibilità. Da quel momento in poi, quando il dollaro sperimentò la sua crisi più profonda, la quota delle obbligazioni cadde dall’80 per cento all’attuale 60 e ha cominciato la sua nuova avventura. Non c’è da aspettarsi un grande cambiamento nel futuro prossimo, se non altro per mancanza di candidati al ruolo di valuta internazionale. Non ci sono paesi al momento capaci di garantire un mercato obbligazionario abbondante e profondo come quello statunitense. Perciò chi sogna che l’anabasi del dollaro divenga una catabasi dovrebbe fare un bagno di realtà. Il privilegio esorbitante dura da assai prima degli anni Sessanta. Può diventare meno esorbitante. Ma rimane.