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La divergenza fra le aziende big tech Usa e cinesi

E’ uno scontro fra giganti, si potrebbe dire, quello fotografato dalla Bis di Basilea che confronta le performance azionarie delle Magnificent 7 Usa, ossia le Big Tech, e le Terrific 10, sempre Big Tech, ma stavolta cinesi.

Fa molto cinema, questo scontro all’ultimo titolo fra M7 e T10, ma è lo spirito del tempo e non ci possiamo far nulla. Contentiamoci di osservare però che la divergenza fra gli andamenti azionari si è sviluppata soprattutto a partire dal 2022, quando dagli Usa è arrivata la novità di ChatGpt.

Prima di allora le T10 cinesi erano persino riuscite a superare le M7 Usa, raddoppiando le loro quotazioni in poco più di un anno. Dopo il Covid, però, l’aria è cambiata in Cina. Da una parte ci sono state strette nella regolazione, alle quali non poco avranno contribuito i nuovi orientamenti politici arrivati da Pechino. Ma non subito magari. Perché se guardiamo con attenzione le curve, si vede che le quotazioni delle T10 calano insieme a quelle delle M7 fino, appunto, al 2022, quando comincia la divergenza.

Da quel momento in poi le M7 decollano, e ormai hanno più che triplicato l’indice del 2020, mentre le T10 hanno conosciuto una lieve ripresa dalla fine del 2024, quando si è diffusa la notizia del successo di Deepseek, che ha rilanciato il settore Big Tech cinese.

Questo evento ci suggerisce che sicuramente il clima politico conta, ma quando l’innovazione fa capolino non c’è politica che tenga: il mercato la premia. A far la differenza, semmai, è la durata di questo premio. Un ambiente avverso all’innovazione finisce sempre con lo strozzarla.