Cronicario: Dopo Brexit nell’UK sono sempre più servizievoli


Proverbio del 26 gennaio Chi pensa bene degli altri avrà sempre un amico

Numero del giorno: 210 Miliardi di export totale della Svizzera nel 2016

Si aspettava il dato provvisorio sul Pil inglese come l’ennesimo giorno del giudizio, visto che la Brexit ha scatenato le tifoserie di mezzo mondo, col risultato che un dato, notoriamente neutro, dice una cosa e il suo contrario a seconda di chi lo spiega. Vi risparmio le minchiate che ho captato sul cronicario globale, perché al vostro Cronicario piacciono solo le sue, e vi do giusto un paio di grafici: il primo che misura la crescita inglese su base annuale

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e il secondo su base trimestrale

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Ai presbiti basti sapere che su base annuale il Pil è cresciuto del 2,2%, mentre su base trimestrale dello 0,6. Noterete dagli istogrammi che la crescita degli ultimi due anni è piatta come quella degli ultimi tre trimestri. D’altronde sarebbe strano il contrario. La Brexit è ancora ben lungi dallo svolgere i suoi effetti, e chi si aspetta ogni trimestre che l’UK crolli dimostra solo di avere un senso della realtà difficile.

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Perché poi l’aspetto interessante della release sul Pil, che non sfugge all’occhio esperto degli statistici dell’Ons è un altro: la crescita del Pil è dominata dai servizi, e indovinate quali. La palma per la sintesi più bella la vince Bloomberg.

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Notate che la predominanza dei servizi sul resto dei settori è chiaramente visibile già dal terzo trimestre 2016. Il quarto cambia poco. Ecco, se dobbiamo trarre un insegnamento dalla Brexit è stato che ha reso questi isolani, solitamente scontrosi, estremamente servizievoli col continente. E dovranno esserlo ancora di più in futuro, se non vogliono finire come Atlantide.

Ma in realtà la storia più istruttiva che ho trovato oggi la racconta il WSJ che offre questo grafico pieno di informazioni, per chi le vuole leggere.

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Nel 2016 i cinesi hanno importato chip per 228 miliardi di dollari, più del doppio di quanto hanno speso per il petrolio. E questo la dice lunga su quali siano le coordinate della nuova globalizzazione, che però vi racconto sul prossimo numero di Crusoe. Ma dovete abbonarvi per leggerlo, mica sono (sempre) Babbo Natale. Qui dico solo che i cinesi hanno un piano di investimenti da 150 miliardi per l’industria dei semiconduttori che ha fatto imbufalire gli Usa, notoriamente grandi produttori.

E’ una storia fantastica, ma ve la racconto un’altra volta, perché intanto ho incespicato in questa storia di Facebook che copia Snapchat sperando di fare breccia nei ragazzini, che ormai snobbano la storica piattaforma social, divenuta appannaggio dei vecchioni, e così mi sono ricordato che stasera (ora italiana) Alphabet, il contenitore con dentro Google e il resto del gigante informatico tuttologo, presenterà la sua ultima trimestrale. Ovviamente ci farò notte per leggerla, e così spero anche voi, visto che questi signori vogliono cambiare il mondo e ci stanno silenziosamente riuscendo. Trovate tutto qua. E vi prego di notare la raffinatezza dell’indirizzo internet: https://abc.xyz. Che è come dire alfa.omega.

google

A domani.

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