Cronicario: L’araba Fenice esiste e si chiama(va) Equitalia


Proverbio del 30 giugno Suonare il tamburo diverte, ma è anche faticoso

Numero del giorno: 1,3 Inflazione nell’EZ a giugno

Lo vedi che bisogna credere ai miti? L’Araba fenice, leggendario volatile che bruciava e rinasceva dalle sue ceneri, ecco: esiste davvero. Si è incarnato in un burosauro molto esigente – nel senso di esattore – e si è diffuso come un fungo in tutto il territorio italiano, temuto e riverito dagli esatti, non nel senso di giusti ma oggetto dell’esazione, quindi giusti per niente visto che, più o meno colpevolmente s’erano dimenticati di pagare qualcosa a qualcuno, salvo quei poveri disgraziati che sono finiti fra la fauci del volatile del tutto incolpevoli, perché magari avevano un nome sospetto.

Ecco, da lunedì la terribile Equitalia non ci sarà più. L’ha fatto sapere la stessa Equitalia tramite una nota, che perciò è il primo caso di suicidio burocratico a mezzo stampa, nella quale però rassicura i suoi tanti ammiratori: rinascerò.

Ora non so se il logo sarà questo davvero – ma dovrebbe – però rimane il fatto che ce ne sarà uno nuovo e anche un nuovo sito internet e ovviamente un nome nuovissimo, che sarà “Agenzia delle entrate-riscossione”. Rassicurante vero? Così come sono certo vi rassicurerà sapere che gli uffici della nostra Araba fenice saranno sempre là dove siete abituati a fare la fila per rateizzare quel debituccio. Rimane il fatto che la promessa è stata mantenuta. Equitalia chiude e lunedì riapre sotto un vero falso nome, rinascendo dalle ceneri della cartelle esattoriali bruciate nel falò della vanità del governo. Vanità nel senso non solo di vanitoso, ma anche vano, ossia inutile, visto che tutta l’operazione serve solo a spendere soldi per cambiare le carte intestate.

La seconda cosa di giornata che dovete tenere a mente è il conto trimestrale delle amministrazione pubbliche, delle società, delle famiglie e di altre cose, che ha pubblicato Istat e che dà un sacco di informazioni sui primi tre mesi della nostra contabilità nazionale. Ci sono un sacco di cose da dire, ma ve ne ricordo solo due che vi faranno felici. La prima è che la pressione fiscale è arrivata al 38,9%, segnando un aumento dello 0,3 rispetto al primo trimestre 2016.

La seconda è che sono aumentati anche il reddito disponibile e il potere d’acquisto delle famiglie. Addirittura dello 0,8%. Possiamo scialacquare. Sbrigatevi a farlo prima che arrivi il fisco.

Infine, una notizia di servizio per quei fortunati che stanno preparandosi alle vacanze. Le vacanze in Bulgaria sono le più economiche d’Europa secondo una rilevazione fatta dall’istituto di statistica tedesco.

Dite che non c’è niente da fare in Bulgaria? E vi pare poco?

A lunedì.

 

 

 

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