Cronicario: Allegria: il Fmi ci stima di più


Proverbio del 24 luglio Ciò che appare bello non è necessariamente buono

Numero del giorno: 225.000.000.000 Risorse mobilitate dal Piano Juncker in 2 anni

Ora che ho scoperto che il Fmi ha alzato le stime sull’Italia sono finalmente felice: il Fmi ci stima di più: addirittura lo 0,5% in più rispetto ad aprile. Grandi cose si preparano per noi. L’1,3% di crescita del pil, nientedimeno e l’1% l’anno prossimo.

Si sì. Credeteci: il mondo va per il meglio e anche il nostro governo si premura di farcelo sapere addirittura con una pubblicazione nella lingua dei mercati, così chi ha orecchie intende.

Ora non so a voi, ma a me una newsletter che si intitola il percorso stretto evoca anfratti bui, fatica, sforzo e peripezie. Ma per fortuna il Fmi ci stima di più ed è ora che cominciamo a farlo anche noi. Ci rimane solo di crederci. E faremmo bene a sbrigarci, perché il mondo, là fuori sta iniziando a trottare – parlare di galoppo è troppo  – e nessuno ha voglia di aspettare i nostri comodi.

A proposito, ci sono un paio di cose made in Istat che dovete sapere. La prima riguarda l’aumento delle compravendite di abitazioni, rilevate sulla base delle dichiarazioni notarili, nel primo trimestre 2017 che pesa l’1,8% in più rispetto al IV trimestre 2016, in leggero rallentamento, a dirla tutta. I prezzi sono praticamente fermi, addirittura in lieve calo dello 0,1%, ma le compravendite aumentano. Segno che si è trovato un equilibrio di mercato? Lo scopriremo. Per adesso questa è la situazione:

Altra notizia succosa che arriva da Istat è l’andamento del commercio estero extra Ue, che a giugno mostrano cali dei flussi sia di import che di export. Il nostro saldo, pure se attivo per 3,278 miliardi, è in calo rispetto ai 3,460 di giugno 2016, aumentando del 21,5% la domanda di energia. Interessante osservare che i nostri conti verso i cinesi sono migliorati del 32,9% a giugno rispetto allo stesso mese del 2016, ma ancora di più, ossia il 63,9%, è aumentato l’import dall’India. Il nostro commercio extra Ue è una croce e una delizia insieme.

Ma la notizia del giorno rischia di essere un’altra ancora: il petrolio. Si parlava di tagli oggi al vertice Oec, e i tagli sono arrivati. L’Arabia Saudita ha fatto sapere di essere pronta a prorogare i tagli alla produzione anche dopo il marzo 2018 e anche i russi si sono detti d’accordo. E il petrolio? Si è talmente spaventato, il mercato, che i prezzi sono saliti: da un po’ meno di 46 dollari al barile a 46,18.

A domani.

 

 

 

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