Cronicario: Fra i due litiganti l’Europa rode


Proverbio del 27 luglio A chi mente si crede una volta sola

Numero del giorno: 6,49 Aumento % di Facebook in borsa dopo la trimestrale

Vive la France, malnati francesi. E’ così, in un tripudio di contraddizioni, che l’opinione pubblica europea – ammesso che esista – assiste alla singolar tenzone fra Francia e Italia sulla questione Stx, che non è una marca di autoradio ma un polo cantieristico francese finito agli altari della cronaca perché noi italiani abbiamo provato a comprarlo dopo che i francesi l’avevano venduto ai coreani che però poi sono falliti, senza manco temere che portasse sfiga, quest’azienda.

Dunque dicevo, noi italiani abbiamo provato a comprare un’azienda che fa navi sul suolo francese e quelli sono montati a cavallo lancia in resta: allons enfant. Hanno pensato a un’Opa sull’Eliseo e macché, scherziamo: force de frappe. O almeno di frappé. Non passa lo straniero: zum zum. Macron s’è impuntato e poco fa il suo ministro dell’economia ha detto che il governo eserciterà la sua opzione di acquisto dell’azienda, in pratica nazionalizzandola, ma solo a termine, “il tempo di negoziare nelle migliori condizioni possibili la partecipazione di Fincantieri ai cantieri navali di Saint-Nazaire per costruire un progetto europeo solido e ambizioso”.

Nel meraviglioso mondo delle dispute cantieristiche, insomma, alla fine viene fuori l’Europa, che fra i due litiganti non gode, ma rode. L’idea che i progetti europei funzionino solo se piacciono ai francesi è singolare, ma solo gli ingenui si stupiscono. Tipo noi ad esempio. Nei prossimi giorni il ministro francese incontrerà i nostri, già mi figuro le facce.

Detto ciò segnalo l’inarrivabile Tito Boeri, al secolo presidente Inps, che oggi ci ha regalato un altro capitolo del suo libro imperdibile: La verità vi spiego sull’Inps. E che ha detto Boeri, ormai posseduto dal demone della rivelazione? Che il welfare italiano ha protetto sempre solo gli ultra65enni e se ne è infischiato dei giovani, che perciò rimangono a casa con mamma e papà e non riescono a cogliere le giuste opportunità.

No, scherzi a parte. Sarà pure vero, se lo dice il presidente dell’Inps. D’altronde qualche dubbio c’era venuto pure a noi. Ma non neanche questa la vera tendenza di giornata. La notizia, come dicono i vecchi cronisti, è che Jeff Bezos, dopo il boom di Amazon in borsa che ha fiutato l’andamento della trimestrale, si avvia a superare Bill Gates come il più ricco del mondo – dei più belli del reame non frega più nulla a nessuno – a dimostrazione del fatto che il mondo è cambiato ed è chiaro chi ha vinto.

E noi poveracci? Rassegnatevi. Il Fmi nel suo ultimo staff report dedicato all’Italia dice che in media guadagniamo meno di vent’anni fa, al livello del 1995, e che ci vorrà almeno un decennio per recuperare un livello di reddito pre crisi, col rischio povertà che ormai riguarda quasi un italiano su tre. Che fanno gufano? Nooo: sono andati avanti.

A domani.

 

 

 

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