I consigli del Maître: I consumi dei britannici e il boom turistico dei cinesi in Italia


Anche questa settimana siamo stati ospiti in radio degli amici di Spazio Economia. Ecco di cosa abbiamo parlato.

Inattivi e cos’altro? La settimana scorsa abbiamo parlato del boom degli inattivi che rivela la fragilità del mercato del lavoro Usa. Ricorderete che abbiamo visto come questi lavoratori, che non risultano occupati né disoccupati siano cresciuti notevolmente negli ultimi vent’anni.

Come si può osservare dal grafico gli inattivi sono rimasti abbastanza stabili per tutti gli anni ’80 e ’90 per poi iniziare a crescere con l’inizio del nuovo secolo, arrivando a oltre 76 milioni ai giorni nostri, circa 20 milioni in più del ventennio precedente. E’ curioso osservare che sempre dagli anni 2000 la popolazione in età lavorativa è aumentata all’incirca della stessa quantità.

Quindi in pratica è come se questi nuovi lavoratori potenziali non siano mai entrati in campo. Un’altra ricognizione della Fed ci consente di sapere un’altra informazione che completa il quadro. I posti di lavoro creati dal 2000 in poi riguardano gli over 55.

Il saldo degli under è negativo. E’ nella fasce più giovani che si concentra la fragilità del lavoro Usa.

I subprime a quattro ruote. I debiti degli americani per l’acquisto di automobili hanno raggiunto i 1.200 miliardi, terzi in classifica dopo quelli degli studenti (1,3 trilioni) e quelli per mutui (circa 8 trilioni). Al contempo si osserva una notevole crescita dei prestiti a debitori con merito di credito basso, i cosiddetti subprime, e contestualmente una notevole crescita delle cartolarizzazioni di questi debiti.

L’esperienza, evidentemente, insegna poco. E quel poco lo dimentichiamo.

La spesa delle famiglie inglesi. L’Ons, istituto di statistica britannico, ha pubblicato alcuni dati relativi alla spesa delle famiglie che descrivono molto bene l’evoluzione di quella società nel corso del tempo.

La spesa per generi alimentari, ad esempio, è diminuita drasticamente, dimezzandosi quasi rispetto agli anni ’50, quella per tabacco si è quasi azzerata. Al contrario aumenta la spesa per i trasporti, che è la maggiore voce di costo e soprattutto quella per cultura e tempo libero, seconda classifica dopo i trasporti per quota di reddito dedicata. Non stupisce che fra i top spender ci siano i 65-74 anni che a questa voce dedicano un quinto della loro spesa complessiva. Avere tempo libero e risorse per riempirlo non è certo una cosa da giovani.

Il boom dei turisti cinesi. I cinesi viaggiano parecchio da quando hanno cominciato a vivere seguendo lo stile di vita occidentale e l’Europa è una delle loro mète preferite, secondo quanto riferisce Eurostat. I dati dicono che dal 2006 i turisti cinesi sopo più che triplicati.

Sorprendentemente è il Regno Unito la principale destinazione dei turisti cinesi, ma l’Italia comunque si riserva un onorevole secondo posto.

C’è anche una certa reciprocità. Gli europei frequentano sempre più la Cina per turismo, anche se certo i volumi non sono paragonabili. La Cina infati è solo ottava nella top ten delle destinazioni preferite dai residenti Ue.

 

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