Cartolina: Era meglio indebitarsi da piccoli


Ora che il debito delle famiglie Usa ha finalmente superato il livello pre crisi, affermandosi così la definitiva normalizzazione delle pratiche che pure a tale crisi hanno condotto, val la pena osservare il mutamento antropologico di questo debito, nel suo distribuirsi all’interno della società per capire dove si annidino le prossime linee di faglia. Così facendo scopriremo che addirittura il 10 per cento di questi 13,15 trilioni di debiti, contati al quarto trimestre 2017, erano prestiti per gli studenti, che perciò devono badare ad oltre 1.300 miliardi di obbligazioni, quasi quanto il nostro pil, senza che ci riescano troppo bene. E’ una novità assoluta, figlia della crisi: mai i debiti studenteschi sono cresciuti così tanto in così poco tempo nella storia americana. Il problema è che “non solo i debiti aumentano – nota una banchiera della Fed – ma aumentano anche le insolvenze”. Ben l’11 cento di queste obbligazioni, infatti, ha generato ritardi nei pagamenti superiori a 90 giorni o è finito in default. Parliamo di oltre 130 miliardi, più del pil dell’Ungheria. Molti di questi giovani iniziano la loro vita adulta già falliti, e tuttavia sono loro il futuro del paese. Forse per questo è meglio indebitarli da piccoli.

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