Cronicario: Quant’è bello lo storytelling sovrano


Proverbio del 25 ottobre Dipingere pezzi di pane non riempie la pancia

Numero del giorno: 379.000 Famiglie italiane che hanno percepito il reddito di inclusione

Non so a voi, ma a me inquieta scoprire che ieri la Merkel e Juncker si sono sentiti al telefono per parlare della Brexit e del bilancio italiano, che non so cosa sia peggio per il buonumore europeo. In ogni caso essere associato ai britannici nell’immaginario euro-germanico non è per niente divertente.

Detto ciò, il patriottico governo del cambiamento non ci fa mai mancare le soddisfazioni. Anche oggi il Gatto e la Volpe, meglio conosciuti come vicepremier uno e vicepremier due, ci hanno deliziato con i loro proclami ad usum populi che così tanto giovano al buonumore sovrano e all’ispirazione dei cabarettisti (pure a quelli mancati come il vostro Cronicario). Ve li riporto qua anonimi perché tanto cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Viceministro uno, come sempre tonico e tonitruante, ha ribadito che la manovra che sta facendo impazzire il mondo – oggi pure il New York Times ha espresso grande preoccupazione, per dire – “non cambierà di una virgola” perché si rivolge al paese reale e “la finanza seguirà”. Anzi con la sottolineatura che “se segue l’economia reale lo spread scenderà inevitabilmente”.

Poco dopo viceministro due, come sempre tonitruante e tonico, anche lui ha rassicurato il popolo e l’opinione pubblica internazionale che segue la vicenda italiana col fiato sospeso spiegando che quanto previsto non cambierà “perché manteniamo le promesse e perché siamo uno stato sovrano”.

Capirete l’applauso della folla in festa. Siamo talmente alla ricerca di una qualunque identità che ci innamoriamo di botto di chiunque dica che ne abbiamo una, fosse pure in deficit. Soprattutto anche viceministro due è “fiducioso che nelle prossime settimane lo spread scenderà”. Sempre cambiando l’ordine dei fattori, il governo non cambia. Ma soprattutto il nostro leader Maxim ci spiega, bontà sua, che non è vero che i mercati, la Merkel, Juncker, il Nyt e chissà chi altro sono preoccupati per colpa della manovra, ma perché circola “uno storytelling falso che l’Italia voglia uscire dall’euro e dall’Europa”.

Per fortuna invece tutti credono al bellissimo storytelling sovrano.

A domani.

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