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Cronicario: Arrivano le privatizzazioni pubbliche

Proverbio del 15 novembre La bocca sazia dimentica il suo benefattore

Numero del giorno: 27,9 Aumento % lavoratori a termine in Italia nel 2017 sul 2016

L’autunno dello scontento britannico ci regala ogni giorno nuove pagine meravigliose che sarebbero tragiche, nella migliore tradizione del Bardo, se non fossero comiche. Per dire, neanche il tempo di far capire che forse un accordo sulla Brexit con la Ue lo raggiungerà che la nostra vispa Teresa d’oltremanica riesce a perdere due ministri in un giorno solo e anche un sottosegreterio.

Siccome a noi certe fortune non capitano mai – da noi al massimo si dimettono i pensionati – toccherà seguire la vicenda inglese col fiato sospeso, visto che in qualche modo la Brexit ha preparato il presente che per noi rima sciancatamente col governo verdolino. Anche per lui come per i britannici, i guai non finiscono mai.

Sapete già della dichiarazione di guerra di Austria e Olanda al governo del cambiamento e dell’italica mobilitazione delle privatizzazioni in risposta, che in un anno muoveranno quei decimali di debito come mai nell’ultimo decennio se uno proprio decide di crederci. Ma pure credendoci, ogni giorno porta la sua pena, e anche oggi lo spread viaggiava sui 310 punti, rosicchiando qualche altra decina di milioncini di ricchezza nazionale e regalando un qualche ritocco al rialzo al costo dei mutui che i governanti del cambiamento giuravano non sarebbero saliti mentre invece è successo, signora mia.

Malgrado tutto ciò i governanti del cambiamento tireranno dritto, e anzi se possono tireranno pure un destro (ma anche un sinistro se serve) agli eurocrati, definiti oggi degli ignoranti dal quel fine intellettuale che è il nostro ministro delle interiora…degli internati…dell’interno, insomma, avete capito.

Pare che il Nostro non abbia gradito alcuni commenti brussellesi sul decreto sicurezza. Ma se non è questo sarà sicuramente un’altra cosa. Per dire: il suo compare di merende, vipremieri e ministro uno e trino, ha accusato Olanda e Austria di volere “lacrime e sangue per l’Italia”.

E’ lo spirito del tempo, mi rendo conto. Pure i nostri cugini brexitari c’hanno preso guasto alla rissa. Prima con l’Ue, poi con loro stessi. E non sono neanche gli unici. Per dire oggi un altro fenomeno che dovrebbe sostenere il governo del cambiamento – essendo peraltro presidente di commissione – che ha detto di essere sempre stato contrario alle privatizzazioni – quelle che dovrebbero originare un punto di pil di entrate nel 2019 – e che semmai “alcuni immobili potrebbero essere ceduti a Cassa Depositi e Prestiti”. Cioé diciamo al mondo, mentre guarda con sospetto alla manovra del cambiamento, che in sostanza privatizziamo (se lo faremo) al massimo vendendo allo stato ombra.

Quindi ha aggiunto che l’anno prossimo arriverà la flat tax per i lavoratori dipendenti.

Poi dice che lo spread non scende.

A domani.

Ps Poco fa il nostro ministro che rima con economia, noto alle cronache per la sua pervicace coerenza alla parola data (viene però spesso frainteso, ad onta di chi ascolta), se n’è uscito con questa perla di saggezza che non posso che condividere con voi: “La credibilità e la fiducia vanno di pari passo. La fiducia senza credibilità è mero ottimismo. Ed è su questo che si deve concentrare il governo”. Immagino si riferisse alle previsioni per il 2019. E’ proprio vero che i guai di un governo non finiscono May.

Cronicario: I guai dei governi non finiscono May

Proverbio del 24 settembre L’estate muore sempre annegata

Numero del giorno: 14.000.000 Italiani che usano preparare la pizza in casa

Poiché s’inaugura oggi l’autunno, e per l’occasione oltre al nostro scontento torna pure il Cronicario, m’è parso utile ricordare che questo complotto di circostanze si materializza persino nella settimana peggiore per il governo verdolino, visto che gli tocca scrivere, e persino rendere nota – che tempi signora mia – la nota di aggiornamento del Def che è un po’ il preludio alla legge di bilancio che tutto il mondo aspetta col fiato sospeso, immaginandosi (a turno) l’inferno o il paradiso quando invece sarà il solito purgatorio.

No non dicevo questo purgatorio.

No, neanche questo.

Ecco, fuocherello. Perché se credete davvero che vi daranno questo mondo e quest’altro, sotto la forma delle varie prebende del fu contratto con gli italieni, senza attingere alle vostre tasche mentre fingono di riempirvele, allora ve lo meritate il governo verdolino e gli farete pure l’applauso alla fine di questa sciarada. A proposito, oggi pare che ci sia stato un vertice a Palazzo Chigi con il premier e i due vicepremier, all’anagrafe Il Gatto e La Volpe, alla presenza dei due ministri delle scocciature economiche che rimano con Mamma mia e Pamplona e non a caso. Il primo è il primo della lista e quindi esposto alle intemerate della tremarella. Il secondo è un notorio amante della corsa dei tori che popolano i mercati, visto che studia sempre il modo di farli incazzare. Ignoriamo l’esito del vertice, ma lo conosceremo presto, non appena le solite fonti parlamentari diffonderanno il prossimo audiostream.

Nel frattempo consoliamoci con l’estero, almeno per osservare che se noi stiamo messi come stiamo quelli che dovrebbero essere i nostri maestri di democrazia se la passano così così.

No, scusate, ho sbagliato slide. Mi riferivo a quest’altra May.

Sapete tutti che sta capitando in UK, e non è educato infierire. Il governo è inguaiatissimo, l’economia scricchiola e dall’esito del referendum sulla Brexit non è migliorata. Proprio oggi l’istituto di statistica britannico ha fatto notare come il deficit commerciale, che trumpianamente, ha nutrito molte delle rimostranze contro l’Ue è aumentato costantemente negli ultimi vent’anni,

e questo in un ambiente istituzionale regolato da un mercato unico. Cosa accadrà se, come pare, non ci sarà nessun accordo fra sei mesi?

Pure laggiù hanno i fenomeni al governo e all’opposizione, mentre il popolo è convinto che siano dei geni capaci di salvarli dall’abisso nel quale si è precipitato da solo votando un referendum del quale non aveva penetrato il significato della domanda. E’ il problema delle domande semplici. Nascondono spesso risposte sbagliate. E non risolvono i guai. Quasi May.

A domani.