Cronicario: I guai dei governi non finiscono May


Proverbio del 24 settembre L’estate muore sempre annegata

Numero del giorno: 14.000.000 Italiani che usano preparare la pizza in casa

Poiché s’inaugura oggi l’autunno, e per l’occasione oltre al nostro scontento torna pure il Cronicario, m’è parso utile ricordare che questo complotto di circostanze si materializza persino nella settimana peggiore per il governo verdolino, visto che gli tocca scrivere, e persino rendere nota – che tempi signora mia – la nota di aggiornamento del Def che è un po’ il preludio alla legge di bilancio che tutto il mondo aspetta col fiato sospeso, immaginandosi (a turno) l’inferno o il paradiso quando invece sarà il solito purgatorio.

No non dicevo questo purgatorio.

No, neanche questo.

Ecco, fuocherello. Perché se credete davvero che vi daranno questo mondo e quest’altro, sotto la forma delle varie prebende del fu contratto con gli italieni, senza attingere alle vostre tasche mentre fingono di riempirvele, allora ve lo meritate il governo verdolino e gli farete pure l’applauso alla fine di questa sciarada. A proposito, oggi pare che ci sia stato un vertice a Palazzo Chigi con il premier e i due vicepremier, all’anagrafe Il Gatto e La Volpe, alla presenza dei due ministri delle scocciature economiche che rimano con Mamma mia e Pamplona e non a caso. Il primo è il primo della lista e quindi esposto alle intemerate della tremarella. Il secondo è un notorio amante della corsa dei tori che popolano i mercati, visto che studia sempre il modo di farli incazzare. Ignoriamo l’esito del vertice, ma lo conosceremo presto, non appena le solite fonti parlamentari diffonderanno il prossimo audiostream.

Nel frattempo consoliamoci con l’estero, almeno per osservare che se noi stiamo messi come stiamo quelli che dovrebbero essere i nostri maestri di democrazia se la passano così così.

No, scusate, ho sbagliato slide. Mi riferivo a quest’altra May.

Sapete tutti che sta capitando in UK, e non è educato infierire. Il governo è inguaiatissimo, l’economia scricchiola e dall’esito del referendum sulla Brexit non è migliorata. Proprio oggi l’istituto di statistica britannico ha fatto notare come il deficit commerciale, che trumpianamente, ha nutrito molte delle rimostranze contro l’Ue è aumentato costantemente negli ultimi vent’anni,

e questo in un ambiente istituzionale regolato da un mercato unico. Cosa accadrà se, come pare, non ci sarà nessun accordo fra sei mesi?

Pure laggiù hanno i fenomeni al governo e all’opposizione, mentre il popolo è convinto che siano dei geni capaci di salvarli dall’abisso nel quale si è precipitato da solo votando un referendum del quale non aveva penetrato il significato della domanda. E’ il problema delle domande semplici. Nascondono spesso risposte sbagliate. E non risolvono i guai. Quasi May.

A domani.

 

 

 

 

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