Etichettato: pensione anticipata
Cronicario: Ci salveranno il caro Spread e la carissima Pensione Anticipata
Proverbio del 18 gennaio Non gettare terra nel pozzo che ti dà acqua
Numero del giorno: 46.700.000.000 Avanzo corrente Italia nei dodici mesi a novembre 2018
Le parole del ministro dell’economia, che rima non a caso con Mammamia, risuonano nelle mie orecchie come musica ribelle. Mi rapisce un turbamento, ma m’impongo la misura che s’addice al giorno di Venere.
Quindi rileggo la dichiarazione del ministro a rima incatenata. “L’idea secondo cui i comportamenti virtuosi di finanza pubblica si impongono con vincoli che rendono sempre più costosi i comportamenti devianti è un’idea che non ha funzionato bene. I vincoli esterni comportano a volte un aggravamento del comportamento che si vuole correggere”.
Caspita quanto c’ha ragione, mi dico io che tutto sono tranne che saggio. In pratica è colpa dei vincoli costosi che subiamo se abbiamo una finanza pubblica a pois. Maledetti vincoli. E’ come quando dici al pargolo di non buttare spazzatura per terra, pena sequestro della paghetta, e lui ti diventa trafficante di rifiuti appena gli crescono i peli. Capisco finalmente perché il nostro beneamato governo del cambiamento se ne infischi(ava) dello spread e pretende(va) reddito per (quasi) tutti e pensione per tuttissimi.
E’ colpa dei dannati limiti se siamo diventati quello che siamo. Per fortuna siamo riusciti a mandare al governo degli arditi che se ne frega(va)no. Hanno sfidato lo spread per mandarci in pensione prima. E sapete che c’è?
Se non ci credete è perché siete sobillati dalla propaganda delle forze della reazione, sempre in agguato come i ciclisti controsenso. Guardate qua.
Se leggete fra le righe del grafico (intendo la didascalia) scoprite che a settembre, quando il caro Spread – nel senso affettuoso del termine – infuriava, le nostre passività di portafoglio sull’estero, in sostanza i titoli pubblici italiani che abbiamo venduto ai diabolici capitalisti esteri, sono dimagrite parecchio, facendo perciò dimagrire i nostri debiti col resto del mondo. Se continuiamo così diventiamo creditori netti. Poi certo qualche disfattista potrebbe pure opporre a questo straordinario risultato il fatto che la diminuzione dei debiti, provocata dal valore dei nostri titoli, dipende dal fatto che gli italiani e l’estero(vestito) hanno venduto complessivamente a novembre quasi 14 miliardi di titoli italiani e che questo ha fatto maluccio anche a chi aveva titoli italiani in Italia. Ma a questo punto l’attenzione del lettore sarà già bella che andata, quindi possiamo tranquillamente infischiarcene.
E che dire della previdenza? Conosciamo già i benefici della carissima Pensione Anticipata, sempre in senso affettuoso. Ieri il Decretone del governo ha arricchito di una meravigliosa novità: per andare in pensione anticipata, indipendentemente dall’età anagrafico, basteranno 42 anni e 10 mesi di età contributiva (41 e 10 le donne) fino alla fine del 2026. Viene bloccato, quindi, l’aumento dei requisiti legati alla speranza di vita che avrebbero dovuto essere rivisti ogni due anni a partire da questo. Non sono bloccati gli aumenti per la pensione di vecchiaia (dal 2019 a 67 anni). Ma chissenefrega della pensione di vecchiaia quando c’è la carissima Pensione Anticipata?
Non ci crederete, ma c’è stato persino qualcuno che si è lamentato. Dicono, questi soloni previdenziali (nel senso romano di sòla) che bisogna bloccare anche l’adeguamento dell’età di vecchiaia. Non basta quello dell’età contributiva. Capito? Perché “tutto ciò che va a favore dei lavoratori e accorcia i tempi per andare in pensione – spiega ‘sto fenomeno, per giunta sindacalista -, naturalmente ci vede favorevoli”.
Capite perché governa il cambiamento?
Buon week end.
Cronicario: La signora Pensione Anticipata surclassa la signorina Quota 100
Proverbio del 17 gennaio Il destino è un mare senza sponde
Numero del giorno: 825.000.000 Calo surplus commerciale italiano a novembre rispetto al 2017
In attesa che arrivi il Decretone, che verrà approvato dicono oggi, non è tanto quello che c’è scritto che dovete sapere, ma il fatto che un sottosegretario abbia detto che “c’è tutto dentro: quota 100, il reddito di cittadinanza, il Tfs e persino il fondo Alitalia, abbiamo trovato le coperture”.
Se sentite freddino nella parte bassa della zona lombare non state a preoccuparvi: è l’età che avanza insieme col Decretone. Col tempo dovreste avere imparato quanto sia salutare un governo sollecito. E se siete vecchi abbastanza dovreste averci fatto il callo e sapere come finirà.
Detto ciò, in questo invecchiare vagamente doloroso c’è persino una bellezza, che per l’italiano medio, in costante debito di fancazzismo, ha un nome e un cognome preciso.
Si vede che quelli del governo sono ancora dei ragazzi. Perché se avessero qualche annetto in più saprebbero che la signora Pensione Anticipata è la vera protagonista del nostro dibattito politico. La sua incarnazione recente – la signorina Quota 100 – sconta i difetti classici della giovane età: presunzione, supponenza, un filino di arroganza. E soprattutto una sostanziale ignoranza. Per dire: perché mai si dovrebbe andare in pensione a 62 anni (+38 di contributi=100) quando l’età media della signora Pensione Anticipata si abbassa di anno in anno?
Vedete questo piccolo capolavoro? Noi italiani abbiamo una delle età pensionabili teoriche più alte del mondo e insieme una effettiva fra le più basse. Dal 2016, quando i dati di questo grafico sono stati raccolti, si è persino abbassata. E mica andando a dire in giro per il mondo Quota 100 qua e Quota 100 là, attirandosi un sacco di cazziate e parecchio spread. Semplicemente lasciando che la signora Pensione Anticipata facesse il suo corso. Tanto lassù, al governo c’è sempre qualcuno che l’ama.
Volete qualche numeretto più recente? Eccolo qua, fresco fresco dall’Inps. Per uno che nel 2018 è andato in pensione con l’età di vecchiaia (66 anni e sette mesi) 2,2 sono usciti con la signora Pensione anticipata, notoriamente molto socievole, per non dire generosa. Complessivamente, a fronte di 40.250 pensioni di vecchiaia (-30,5% sul 2017) ci sono state 89.421 uscite per anzianità contributiva (-7%). Tra questi pensionamenti anticipati l’età media di uscita è stata di 60,7 anni, in calo rispetto ai 60,8 dell’anno precedente. C’è anche un gruppo nutrito (38.020 persone) che è uscito dal lavoro tra i 55 e i 59 anni. Ciò conferma che la signora Pensione anticipata, oltre ad essere di indole generosa, ha pure i superpoteri, considerando che comunque richiede 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le donne per concedersi.
La signorina Quota 100, perciò, si dia una regolata. La smetta di darsi delle arie. E’ solo una dilettante allo sbaraglio. L’ultima arrivata che gioca a far la star. E ogni riferimento a cose o governi…
A domani.













