Etichettato: prezzi alla produzione eurozona
Cronicario: La Trumpsuasion riempie la tanica giapponese
Proverbio del 2 febbraio Quando l’uomo pensa, Dio sorride
Numero del giorno 1,4 Perdita in miliardi di Deutsche Bank nel 2016
Poi dice che i cazziatoni non servono. Neanche il tempo di fare ah e bah e viene fuori il vero trend topic di quest’inizio anno: la Trumpsuasion, magari con l’hashtag che fa social.
I cazziatoni di Mister T infatti, sui quali vi abbiamo già resocontato, si confermano come il miglior acceleratore dei processi economici del 2017 e già mi figuro le Grandi Firme, i titolisti titolati che fanno i titoloni, creare questo trend che il vostro Cronicario preferito lancia oggi in clamoroso anticipo: #Trumpsuasion. Sta per persuasione da parte di Trump di chi non è Trump a fare quello che dice Trump. Ha cominciato con gli americani, che prima non gli davano una lira e poi gli hanno dato il voto. Poi è toccato ai fabbricanti di auto, che gli hanno squadernato bei miliardozzi di dollari sotto il naso non appena Mister T ha iniziato a fare il bullo. E adesso anche i giapponesi, ci racconta la Reuters, ci sono cascati.
In pratica siccome devono incontrare il regnante il primo ministro Abe, notoriamente persona gentilissima, ha pensato di presentarsi all’appuntamento con la tanica vuota per farla riempire di greggio Usa, visto che proprio l’altro giorno Sua Trumpità aveva cazziato i giapponesi per il loro surplus commerciale nei suoi confronti, casualmente al livello delle Germania, cazziata altresì, e del Messico, minacciato di dazio e reclusione via muro. E siccome quest’anno gli Usa aumenteranno la produzione, grazie agli amici dell’Opec che hanno tagliato la loro, ecco qua l’ideona di Abe: aumentare le importazioni di petrolio dagli Usa e provare a limare il surplus commerciale bilaterale.
Ora attendiamo di vedere quali saranno gli effetti della Trumpsuasion sulla Germania, accusata nientemeno che di tenere l’euro basso per fregare gli americani. Nel frattempo speriamo che Mister T metta una buona parola anche sulla produttività statunitense che continua a crescere sempre meno del costo unitario del lavoro o che magari inizi a cazziare pure quei burloni dell’Ocse che hanno il coraggio di twittare che il numero dei posti di lavoro dipendenti dal commercio internazionale non è mai stato così alto. La Trumpsuasion è ancora giovane: ma si farà.
Dall’altra parte dell’Atlantico si segnala questa pregnante elucubrazione di Mark Caney, governatore a tempo della BoE ai tempi di Brexit.
che si sposa a meraviglia con quest’altra.
E insieme sono un meraviglioso corollario di quest’altro capolavoro, che stavolta dobbiamo al nostro Mago di EZ.
Chi ha orecchi intenda, diceva il filosofo. E noi di orecchie ne abbiamo tre.
Concludo in bellezza con un dato imperdibile di Eurostat, ossia i prezzi alla produzione che nell’eurozona sono aumentati dell’1,6% su base annua.
L’inflazione è qualcosa in più di una tenue speranza oramai. Speriamo che Trump non ci metta bocca.
A domani







