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Cronicario: Il governo rivede l’Irpef, ma non la riconosce


Proverbio del 13 gennaio Tollera il tuo prossimo e spera che lui faccia altrettanto

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Innanzitutto auguri, visto che ancora quest’anno il Cronicario non voleva saperne di cominciare, e abbiamo dovuto usare le maniere forti per costringerlo.

Ma poi va detto pure che sinora il clima era fiacco. Sì, c’era stata qualche crisi occasionale, ma niente che valesse il piacere dell’ozio del vostro affezionatissimo. Ma oggi l’aria è cambiata. Su un noto quotidiano nazionale è apparsa una intervista davvero frizzante al nostro Primo minestra, con argomenti davvero inediti nella nostra storia contemporanea.

No, scusate ho preso la foto vecchia. Ecco: questa è quella giusta.

Lo so, vi sono venuti i lucciconi. La riforma dell’Irpef, leggasi taglio delle tasse sta, a pari merito col ponte sullo stretto, al top della classifica dei miti nazionali, gareggiando col deficit espansivo e gli investimenti produttivi.

Ora magari vi chiederete come sarà questa riforma. Ma non state a scervellarvi: ce lo spiega il Signor Viceministro, che tutto sa del Primo minestra. Ed ecco il succo distillato dell’annuncio.

“Rivedere l’Irpef può garantire indirettamente l’intervento sul cuneo fiscale perché a parità di costo-azienda il netto è più alto e quindi è un vantaggio per il lavoratore e di conseguenza per l’azienda”.

Ora che avete sorbito il distillato, non stupitevi del capogiro. E’ perfettamente normale se avete capito nulla. Avete colto il punto.

A domani.